| Titolo originale | Reminiscence |
| Anno | 2021 |
| Genere | Fantascienza, |
| Produzione | USA |
| Durata | 116 minuti |
| Regia di | Lisa Joy |
| Attori | Hugh Jackman, Rebecca Ferguson, Thandie Newton, Daniel Wu, Angela Sarafyan Marina de Tavira, Cliff Curtis, Natalie Martinez, Brett Cullen, Teri Wyble, Thomas Francis Murphy, Sam Medina, Mojean Aria, Rey Hernández, Sue-Lynn Ansari, Jessica Medina, Tracy Brotherton, Dawn Lyn (II), Demi Castro, Javier Molina Lamothe, Ellen Marguerite Cullivan, Sidnei Barboza. |
| Uscita | giovedì 26 agosto 2021 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,56 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 24 agosto 2021
Un uomo rivive il passato per incontrare la sua anima gemella. In Italia al Box Office Frammenti dal passato - Reminiscence ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 161 mila euro e 92,7 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Nel prossimo futuro il riscaldamento climatico ha causato guerre, reso le ore diurne quasi invivibili e innalzato il livello dei mari allagando le città costiere come Miami. Qui opera Nick Bannister che, insieme alla ex commilitona Emily Watts, ha un'impresa con una tecnologia che permette di rivivere le memorie. In un mondo senza futuro la gente si rivolge al passato, dice, e il suo sistema olografico offre un'esperienza molto migliore di altre più economiche tecnologie (ma l'impresa comunque non se la passa bene). Quando a lui si rivolge la bellissima e raffinata Mae, cantante in un night che ha perso le chiavi di casa, per Nick è un colpo di fulmine. La relazione però finisce improvvisamente quando Mae, senza ragione apparente, scompare dopo aver svuotato il proprio appartamento.
Noir fantascientifico sulla dolcezza del perdersi nei propri ricordi, Frammenti dal passato - Reminiscence sembra non trovare mai un'atmosfera né un finale, indeciso tra azione e meditazione, tra disperazione e speranza, tra luce e ombra.
Lisa Joy per la sua prima regia ha avuto tutto quel che si può chiedere: un budget sostanzioso, un cast di grido con Hugh Jackman, Rebecca Ferguson e Thandiwe Newton e la libertà di lavorare su una propria sceneggiatura originale. Per quanto alcune idee siano interessanti, finisce però per non essere assolutamente al livello dei molti, troppi, film che evoca e se alcune cose funzionano, tante altre lasciano invece insoddisfatti.
Tra le cose migliori c'è senz'altro l'alchimia tra i due protagonisti, che hanno anche momenti di seduzione decisamente sexy per gli standard neo-puritani di oggi. Inoltre c'è una sequenza d'azione che, fra inseguimenti e scazzottate, vede contrapposti Hugh Jackman e Cliff Curtis e regala una scena davvero suggestiva quando un contendente finisce per precipitare al piano di sotto, che si rivela essere un teatro interamente allagato.
È anche appropriato che una storia sulla nostalgia per il passato appartenga un genere ben codificato già negli anni 30, riprendendone personaggi emblematici come la femme fatale, la voce over e il reduce detective, ottimo incassatore di pestaggi. Purtroppo i classici del noir erano di tutt'altra statura inoltre non è un'idea nuova e Strange Days l'aveva coniugata infinitamente meglio, sia per come mostrava la propria tecnologia al centro di uno sfruttamento più spregiudicato e credibile, sia per come dava corpo alla disperazione dei protagonisti e pure per le scene d'azione dirette da Kathryn Bigelow.
Lisa Joy invece ci mette una sparatoria che scimmiotta malamente lo stile di John Woo e che ha anche il cattivo gusto di essere legata al personaggio asiatico, interpretato da Daniel Wu. La numerosa presenza della cultura asiatica sembra del resto una abusata citazione di Blade Runner, inoltre al povero Daniel Wu viene inflitta una parlata grottesca: è l'unico che fa largo uso non solo di termini asiatici ma pure francesi, riducendolo a una sorta di macchietta (e il ciuffo che ha in testa non aiuta). Thandie Newton è poi una presenza paradossalmente poco incisiva: viene proposta come co-protagonista ma è spesso assente, inoltre è tutto per lei il momento più improbabile del film, quando interviene tempestivamente... in un'altra città!
La necessità di spiegare la tecnologia inventata per Frammenti dal passato - Reminiscence prende spesso la mano alla sceneggiatura - nello stile della famiglia Nolan di cui Lisa Joy fa parte - ma i dialoghi didascalici non bastano comunque a giustificare come alcuni ricordi abbiano dettagli che non dovrebbero avere (per esempio una scena cruciale con un orecchino di giada). Inoltre i vari tentativi di chiarimento finiscono per rendere pedanti le idee che dovrebbero invece essere la forza del film, così come il meccanismo della visione delle memorie finisce per mostrarci più volte la stessa scena, in particolare quella in cui Jackman racconta di Orfeo ed Euridice.
La volontà di illuminare ogni zona buia, anche quando non è necessario, sfugge infine completamente di mano nei troppi epiloghi, dove si scivola pure in un posticcio invecchiamento degli attori. Ma il peccato forse più grave è l'assenza di atmosfera, un crimine capitale per un film dove le città sono allagate e la vita è notturna: la fotografia patinata e il commento musicale, con brani che spesso suonano forzati, finiscono per neutralizzare il fascino dell'ambientazione.
REMINESCENSE Frammenti dal Passato- 2021 Lisa Joy- In una Miami per la gran parte sommersa dall'acqua a causa del riscaldamento globale, Nicolas Bannister è un veterano ora investigatore privato dei ricordi: su incarico dei clienti, fa rivivere eventi o emozioni passate della loro vita. Tutto cambia quando Nicolas incontra una nuova cliente, Mae, con la quale intreccia [...] Vai alla recensione »
In una Miami postmoderna di un futuro imprecisato, l'innalzamento delle maree e delle temperature ha provocato forti allagamenti, lasciando la zona quasi del tutto sommersa dall'acqua. Decenni di degrado ambientale e una guerra di confine, hanno fatto sì che la città venisse suddivisa in due zone: la prima, chiamata "Costa Sommersa", assomiglia a una Venezia distopica, dove la gente, per lo più povera, [...] Vai alla recensione »