| Titolo originale | Vivarium |
| Anno | 2019 |
| Genere | Fantascienza, |
| Produzione | Irlanda, Belgio, Danimarca |
| Durata | 97 minuti |
| Regia di | Lorcan Finnegan |
| Attori | Imogen Poots, Jesse Eisenberg, Jonathan Aris, Olga Wehrly, Danielle Ryan Senan Jennings, Molly McCann, Eanna Hardwicke, Shana Hart, Côme Thiry, Fionn Lockett, Walter McCabe, Terence McEneaney, Sarolta Charlotte Simo, Stephen Morrison. |
| Tag | Da vedere 2019 |
| Distribuzione | Notorious Pictures |
| MYmonetro | 3,13 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 1 aprile 2020
Una coppia rimane intrappolata in un surreale labirinto.
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CONSIGLIATO SÌ
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Una coppia felice, in cerca di prima casa, visita una villetta guidata da un curioso agente immobiliare. I due si ritroveranno da soli nella casa, prigionieri di un quartiere costituito da una successione apparentemente infinita di abitazioni identiche, con un cielo fittizio e mai coperto da nubi. Un giorno in una scatola trovano un bebè, recapitato loro da mittenti misteriosi.
Lorcan Finnegan si affida al più classico immaginario distopico e a un duo di attori divenuti beniamini delle produzioni indie - Jesse Eisenberg e Imogen Poots - per tracciare un'allegoria nera dei nostri "tempi moderni".
Una delle metafore più sfruttate per illustrare le dinamiche dei social network e la produzione di alienazione nella contemporaneità è d'altronde quella dell'alveare: un insieme di celle non comunicanti, di microcosmi che producono un'illusione di autosufficienza e che rendono i loro abitanti altrettante "api operaie", al servizio di un regista invisibile e irraggiungibile. Un insieme di solitudini incapaci di comunicare senza filtri, prive di vista parietale, ma costantemente osservate da un occhio occulto. Come in un panopticon che non lascia via di scampo.
Uno scenario distopico talmente inquietante di per sé, da necessitare solo in misura minima di effetti speciali ed elementi mostruosi per terrorizzare lo spettatore. Un lavoro sul perturbante e sul non traducibile uncanny, sulla sensazione che qualcosa non sia come dovrebbe essere, che si potrebbe quasi definire "a tesi". Come se un episodio della serie Ai confini della realtà fosse stato dilatato fino ad assumere le dimensioni di un lungometraggio, Vivarium rievoca una stagione in cui la fantascienza e le sue allegorie erano al servizio di un intento didattico.
In apparenza la storia fantastica di Tom e Gemma rappresenta una forma di escapismo, ma nella sostanza rappresenta un modo per riflettere meglio sui limiti etici della società in cui viviamo. E sulle insidie che si nascondono in comportamenti che ormai appartengono alla nostra quotidianità.
Alle paranoie da capitalismo della sorveglianza, Finnegan aggiunge infine una sorta di monito sulla falsa libertà rappresentata dall'adesione a uno stile di vita borghese. La necessità di sentirsi completi come nucleo famigliare, che passa dalla riproduzione e dalla maternità, si scontra con l'individualismo esasperato inculcato dal modello capitalistico in cui viviamo, producendo sconquassi psicofisici a non finire.
Budget minuscolo ma immagini realmente disturbanti, dalle urla laceranti del bambino misterioso allo schermo televisivo che proietta esclusivamente luci e suoni, ipnotici e inintelligibili. Per dirla con il critico e saggista Jonathan Crary, la televisione diviene una forma di dipendenza pura, senza la gratificazione che in genere la precede: quasi fosse non «l'oggetto di un guardare, attento o meno, ma una fonte di luce e di suoni alla quale si è esposti». Visione consigliata, magari con dibattito sociologico a seguire.
Gemma e Tom sono due giovani innamorati, hanno una relazione consolidata e felice ma stanno anche cercando una casa dove andare a vivere insieme. Per trovare l'abitazione dei loro sogni, entrano in contatto con l'agente immobiliare Martin, che li porta nel complesso residenziale di Yonder e gli mostra in particolare la casa che sta al numero civico nove. Rapiti dall'osservazione della casa e dal tentativo mentale di capire se possa o meno far al caso loro, Gemma e Tom si accorgono solo in un secondo momento che Martin è scomparso insieme con la sua auto: inquietati dalla sparizione dell'agente, anche loro due provano ad abbandonare il complesso residenziale ma è come se fossero intrappolati in un circolo vizioso che li riconduce costantemente di fronte al numero nove e non gli resta che rassegnarsi. Poco dopo, gli innamorati si ritrovano un neonato in casa: il bambino gli viene affidato con la promessa che loro potranno andar via dopo averlo allevato. La coppia inizia a prendersi cura del pupo rimanendone però molto inquietata e spaventata perché il bambino cresce a una velocità vertiginosa, di anni interi in pochi mesi, sicché i due fanno sempre più fatica a passare del tempo con lui e ricominciano a desiderare di fuggire quanto prima. A questo punto, però, Gemma e Tom iniziano a temere che, vista l'impossibilità comprovata di scappare, non ci sarà mai fine al loro incubo.
Thriller ad altissima tensione con venature di fantascienza e alcuni tratti presi dal mondo delle distopie, Vivarium è stato presentato in anteprima mondiale durante il Festival di Cannes del 2019 ed è il risultato di una coproduzione internazionale a cui hanno partecipato Irlanda, Belgio e Danimarca. Il film è diretto da Lorcan Finnegan, regista irlandese alla seconda fatica dietro la macchina da presa. Finnegan è anche soggettista del film insieme con Garret Shanley, il quale si è occupato della stesura della sceneggiatura propriamente detta e del copione definitivo.
"C'è un elemento horror nella vita di tutti i giorni al quale Garret e io eravamo molto interessati, ossia prendere qualcosa di normale e guardarlo sotto una luce diversa fino a quando non diventa molto strano".
Lorcan Finnegan
Il cast del film è ridotto all'osso e conta essenzialmente sulla coppia composta da Jesse Eisenberg, noto soprattutto per aver interpretato Mark Zuckerberg in The Social Network nonché Lex Luthor nell'universo cinematografico della DC Comics, e Imogen Poots, attrice inglese apparsa in 28 settimane dopo. In ruoli decisamente minori ci sono Jonathan Aris, Danielle Ryan ed Eanna Hardwicke.
Sarebbe intellettualmente disonesto approcciarsi a Vivarium, lungometraggio d'esordio per l'autore Lorcan Finnegan, senza comprenderne pienamente l'essenza e le intenzioni: non è un mero film di fantascienza come la intendiamo tradizionalmente. E' una commedia nera, un grottesco che attinge ai generi del thriller e sci-fi per sferrare un'acutissima, pungente e memorabile [...] Vai alla recensione »
«Oggi faremo finta di essere degli alberi», dice Gemma rivolgendosi ai bambini della classe nella quale insegna. Il fruscio delle foglie mosse dal vento, poi la tempesta improvvisa: così la legge di natura manifesta la propria presenza, alternando gioie inaspettate ad eventi impietosi, qualche volta ingiusti. "Imitazione" è la parola chiave. Quella della natura esterna prima di tutto; poi, quella che [...] Vai alla recensione »