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Ultimo aggiornamento martedì 29 ottobre 2019
La vera storia di Frank Sheeran, l'irlandese che uccise il sindacalista Jimmi Hoffa. Tratto dal libro "I Heard You Paint Housesdel" di Charles Brandt. Il film ha ottenuto 9 candidature a Premi Oscar, 4 candidature a Golden Globes, 9 candidature a BAFTA, 13 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 3 candidature a SAG Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a Producers Guild, Il film è stato premiato a AFI Awards, 1 candidatura a ADG Awards, 2 candidature a NSFC Awards, In Italia al Box Office The Irishman ha incassato 37,7 mila euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Frank Sheeran è un veterano della Seconda Guerra Mondiale e un autista di camion quando incontra l'uomo del destino, Russell Bufalino, boss della mafia a Filadelfia, che vede in lui il tratto principale di un buon ufficiale: l'affidabilità. Le famiglie di Frank e Russell stringono un'amicizia che va al di là (ma non al di sopra, come vedremo) del business. Russell è così fiero di Frank che lo presenta a Jimmy Hoffa, il capo del sindacato dei camionisti, più popolare di Elvis e dei Beatles messi insieme. Hoffa è vulcanico e brillante, calcolatore e stratega, ma anche affettuoso e seducente. Frank non è immune al suo carisma e diventa il suo guardiaspalle, il suo consigliere e, forse, il suo miglior amico. Il viaggio di questi tre personaggi attraverso gli Stati Uniti e la Storia americana è la stoffa di cui è fatto il cinema.
The Irishman è un'epopea gangster malinconica ed elegiaca, intima e ampia, che stratifica progressivamente tutto quanto sappiamo sul mafia movie, sul cinema di Martin Scorsese, del quale è un compendio (e si spera non un testamento), e sull'abilità recitativa di tre mostri sacri del grande schermo finora mai apparsi tutti e tre insieme.
De Niro (Sheeran) capitalizza sulla sua abilità di aprire spiragli nella maschera indecifrabile di un uomo qualunque; Pesci (Bufalino) gli fa a gara in sottrazione, contraddicendo la sua reputazione di show off; e Pacino (Hoffa) controlla i toni enfatici a favore di un'irresistibile bonomia.
Che l'intento di Scorsese fosse quello di costruire un'anti Quei bravi ragazzi è dichiarato fin dal primo, magnifico piano sequenza, che rispecchia (al contrario) il leggendario "Copa shot" del suo capolavoro del '90. La cinepresa si addentra lungo i corridoi di una casa di riposo fino a stanare Frank, ormai anziano e confinato ad una sedia a rotelle, che inizia il suo racconto in voce fuori campo (come l'altro irlandese prestato alla mafia in Quei bravi ragazzi) per spiegare a noi e a se stesso (non senza licenza poetica) "come cazzo è iniziato tutto questo".
Dentro Frank c'è Henry Hill, ma anche il Noodles di C'era una volta in America e il Tom Hagen de Il Padrino, estranei ai legami di sangue dei mafiosi appartenenti alla "stessa razza". Ci sono i temi più cari a Scorsese - colpa e redenzione - all'interno di un personaggio sempre presente a se stesso, ma così imbevuto della cultura della sopravvivenza e della sopraffazione da ritenersi escluso dal perdono, e immancabilmente costretto a fare ciò che va fatto perché "è così e basta": il che significa "Così si compie il fato". The Irishman è una tragedia greca in cui compaiono la predestinazione (dei mafiosi), l'hybris (di Hoffa), la preveggenza di Cassandra (Peggy, la figlia di Frank) e un tradimento doloroso che rimanda a Bruto ma anche a Giuda: siamo fra cattolici italiani e irlandesi, dopotutto.
The Irishman è infine una lectio magistralis di cinema che ci tiene inchiodati per tre ore e mezza con arditi movimenti di macchina, la sceneggiatura articolata di Steven Zaillian (dall'autobiografia romanzata di Sheeran scritta da Charles Brandt); la fotografia distaccata e al contempo evocativa di Rodrigo Prieto; e il montaggio dell'immancabile Thelma Schoonmaker; da libro di testo il primo dialogo fra Frank e il suo avvocato, dove i tagli rompono continuamente le convenzioni del campo e controcampo.
Scorsese tiene a freno tutto ciò che in passato (anche recente, vedi Wolf of Wall Street) è stato la sua cifra distintiva: il ritmo adrenalinico, le botte a ritmo di musica, le carneficine in piena vista, l'allure romantico del crimine; una sparatoria in un negozio di barbiere si trasforma in un elegante movimento di macchina che entra ed esce posandosi su un mazzo di fiori, lasciando ad una foto "alla Weegee" il gusto di mostrare il cadavere.
Lo sguardo morale è affidato interamente ai personaggi femminili; di disapprovazione silenziosa, o di complicità rassegnata. Lo sguardo del regista è invece quello di Dio citato alla fine, che com-prende ma non giustifica, e di un uomo di 76 anni che guarda alla sua vita e carriera con nostalgica delicatezza e grazia clemente. E alla fine lascia aperto uno spiraglio alla speranza, perché, come scriveva Alphonse Karr, "la vita si divide in due parti: speranza e rimpianto".
Infine ci sono i modi di dire instant cult ("Pistola aggredisci, coltello scappa", "Non si mette un pesce nell'auto"); dialoghi da antologia; e l'ironia impassibile con cui i cumpà raccontano la Storia come una continua interferenza con quella parallela di Cosa (e Casa) Nostra, facendoci a volte fare il tifo per i Tony del mondo contro l'oligarchia bianca e anglosassone che lo governa.
Netflix ci riprova e dopo il bellissimo e premiatissimo Roma diretto da Alfonso Cuarón investe nella nuova opera di Martin Scorsese dal titolo The Irishman in cui ha raccolto alcuni dei suoi attori feticcio per raccontare ancora una volta una storia di Mafia. Ed è bastato il promo per aumentare l'hype a dismisura per un film che raccoglie un cast impressionante, visto che non ci sono solo Al Pacino e Robert De Niro, che già basterebbero per solleticare gli appetiti dei cinefili più accaniti, ma insieme a loro troviamo Joe Pesci e Hervey Keitel.
Basato sul libro "L'irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa" di Charles Brandt e sulla vita Frank Sheeran, il film The Irishman sarà distribuito nei cinema e in streaming sulla piattaforma di Netflix.
The Irishman riprende le vicende di un sicario della Mafia, Frank Sheeran, che ha il volto di Robert De Niro (due Oscar, uno per Il padrino - Parte II e un altro per Toro Scatenato), personaggio che ha avuto un importante ruolo nella scomparsa e nell'omicidio del controverso leader sindacale Jimmy Hoffa, interpretato da Al Pacino (Oscar per Profumo di donna). Reduce dalla Seconda Guerra Mondiale e legato alla malavita organizzata Sheeran riceve una telefonata con una proposta a cui non può dire di no. Il film inizialmente aveva un budget di 100 milioni di dollari, ma il suo costo è salito sino ad arrivare ai 140 milioni a causa degli effetti speciali necessari per ringiovanire di diversi anni gli attori principali. A curare l'effetto fontana della giovinezza delle attempate superstar è stata chiamata la "Industrial Light & Magic" resa celebre dalla saga di Star Wars.
La storia racconta la versione di Sheeran, chiamato appunto l'Irlandese, nel mondo della malavita organizzata in merito alla morte del personaggio politico. Lo stesso criminale ha ammesso in più di un'occasione di essere stato il responsabile del delitto Hoffa e contro di lui ci furono anche delle indagini, ma il corpo del sindacalista non è mai stato ritrovato. Per questo film niente è stato lasciato al caso, a cominciare dalla sceneggiatura, firmata da Steven Zaillian, anche lui un premio Oscar per il bellissimo script di Schindler's List, che aveva lavorato con Martin Scorsese già per il film Gangs of New York. Poi nella lista di premiati con le statuette abbiamo Joe Pesci per la sua interpretazione del meraviglioso Quei bravi ragazzi, sempre di Scorsese. Ma appunto Scorsese (che non dimentichiamolo la statuetta l'ha ricevuta per The Departed) ha fatto le cose in grande quindi troviamo nel cast anche Anna Paquin diventata celebre a 11 anni quando si aggiudicò l'Oscar - anche lei - per la sua interpretazione nel film Lezioni di piano. Giovanissima ebbe modo di lavorare con Hervey Keitel che in questa schiera di mostri sacri del cinema l'ambito premio l'ha solo sfiorato. Visto che si parla di mafia italo-americana, nel cast troviamo anche attori come Kathrine Narducci catapultata direttamente dalla serie I Soprano. Oppure Bobby Cannavale che ha partecipato alla serie prodotta da Scorsese Boardwalk Empire - L'impero del crimine.
Uno dei migliori film della Storia del Cinema. Se il personaggio Forrest Gump nel 1994 ci raccontava la Storia d'America incarnando la parte luminosa dell'American Spirit, Martin Scorsese dopo 25 anni narra la stessa Storia dal suo lato oscuro, incarnato da Frank Sheeran. Sheeran è l'esatto opposto di Gump: opportunista il primo quanto disinteressato il secondo, disincantato il primo [...] Vai alla recensione »
Il film più lungo della lunga carriera di Scorsese (documentari fiume esclusi) intreccia meravigliosamente, come nessun altro saprebbe fare, linee di racconto apparentemente incompatibili. Da un lato infatti è una breve storia degli Usa nel dopoguerra vista con gli occhi della mafia, anzi dei mafiosi. Dall'altro è l'elegia per un mondo che muore, malinconica e struggente anche se a tramontare è un [...] Vai alla recensione »