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Sound of Metal, un viaggio intimo nella solitudine di un uomo senza udito

Il racconto al presente di un corpo violato. Con Riz Ahmed e Olivia Cooke. Ora disponibile su Amazon Prime Video.
di Roberto Manassero

Riz Ahmed (38 anni) 1 dicembre 1982, Londra (Gran Bretagna) - Sagittario. Interpreta Ruben nel film di Darius Marder Sound of Metal.
venerdì 4 dicembre 2020 - prime video

Il batterista Ruben forma con la fidanzata Lou il duo Blackgammon: i due vivono insieme e sono sempre in viaggio per le strade d'America, in tour da un club all'altro. Ex tossicodipendente pulito da quattro anni, Ruben si accorge di percepire uno strano ronzio nelle orecchie e in poco tempo diventa quasi completamente sordo. Sopraffatto da ansia e depressione, si rifugia in una casa per sordomuti gestita da un veterano del Vietnam anch'egli sordo. Grazie al lavoro con altre persone nella sua situazione Ruben arriva ad accettare la sordità, anche se non perde la speranza di tornare a sentire grazie a un impianto artificiale e così riunirsi con Lou, nel frattempo trasferitasi in Francia dal padre.


La rapida, drammatica discesa nel silenzio di un musicista che perde l'unica cosa che lo separa dalla dissoluzione; un viaggio nella solitudine di un uomo senza udito, tra esperimenti sonori e sguardo documentaristico.

Prima di passare alla regia con Sound Of Metal, Darius Marder ha partecipato a diversi progetti per il cinema, tra i quali il più importante resta la sceneggiatura di Come un tuono di Derek Cianfrance, firmata con lo stesso regista e con Ben Coccio. È perciò singolare che Sound Of Metal sia soprattutto un film di regia e di montaggio sonoro, privo per questo di una vera e propria scrittura. La trama del film è un semplice canovaccio, l'ingresso nel silenzio di un uomo che vive circondato dal rumore e la sua resa a uno stato di privazione.

Fedele a un'idea di realismo immersivo, Marder riprende dal vivo i concerti del duo Blackgammon, affidando l'uso degli strumenti agli stessi Riz Ahmed e Olivia Cooke e cercando nei loro pezzi punk-rock sperimentali l'essenza di quel suono che il protagonista Ruben andrà progressivamente perdendo.

Lo shock della percezione ovattata e poi del silenzio arriva nel film senza preavviso, percepito come un'alterazione del suono stesso, non più chiaro e definito (anche nei concerti per lo più fatti di chitarre gracchianti, parole urlate e colpi martellanti sulla batteria), ma distante e sfasato.

La regia fa una scelta di messinscena tanto evidente quanto ambigua, restituendo con rumori ovattati, schegge di parole e interferenze la sordità di Ruben quando la cinepresa si avvicina al suo volto e tornando a una rappresentazione sonora oggettiva non appena il punto di vista si fa più distante. Il risultato è un'esperienza di visione e ascolto che restituisce lo smarrimento di un individuo abbandonato nel vuoto, e di conseguenza le sue contraddizioni, i suoi tentennamenti, le sue scelte poco comprensibili o non spiegate dalla sceneggiatura.


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