Polaroid

Film 2019 | Horror +13

Regia di Lars Klevberg. Un film con Madelaine Petsch, Kathryn Prescott, Javier Botet, Katie Stevens, Grace Zabriskie. Cast completo Titolo originale: Polaroid. Genere Horror - USA, Norvegia, 2019, Uscita cinema giovedì 23 maggio 2019 distribuito da Notorious Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13

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Il ritrovamento di una vecchia Polaroid e il susseguirsi di una serie di omicidi sempre più efferati.

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La macchina fotografica posseduta.
Rudy Salvagnini
mercoledì 12 luglio 2017
Rudy Salvagnini
mercoledì 12 luglio 2017

A dimostrazione che l'horror è un genere ad ampia latitudine che può prosperare sotto qualunque clima e situazione, l'horror scandinavo ha in tempi più o meno recenti dato buona prova di sé con titoli di sicuro effetto. Come, per citarne solo uno lo svedese, ormai classico, Lasciami entrare di Tomas Alfredson. In quest'ambito, la Norvegia si è distinta in modo particolare attraverso diverse produzioni, come il (molto) interessante Thelma di Joachim Trier (in questo caso una co-produzione con partecipazione norvegese) o il curioso Trollhunter di André Øvredal, fortemente radicato nel folclore locale. Per non parlare di Babycall di Pål Sletaune e, soprattutto, dei film del bravissimo Pål Øie (tra cui si deve citare almeno La foresta misteriosa).

L'humus si è quindi rivelato quello giusto per il proliferare di iniziative orrorifiche di rilievo, anche nel campo dei cortometraggi. In quest'ambito si è fatto notare il giovane Lars Klevberg prima con The Wall (2012) e poi soprattutto con Polaroid (2015), due corti che hanno fatto sensazione.

Lo spunto di quest'ultimo cortometraggio ha la semplicità delle cose che funzionano: due ragazze rovistando nella soffitta di casa scovano una vecchia macchina fotografica Polaroid e, incuriosite da un reperto di un'epoca analogica, la mettono in funzione. Solo che non si tratta di una Polaroid normale e chi viene fotografato sembra destinato a una brutta fine perché la Polaroid è posseduta da uno spirito.

Come si vede, c'è più di qualche traccia di film precedenti, a partire dal famosissimo Ring di Hideo Nakata, costruito su una videocassetta posseduta da uno spirito maligno. E va ricordato che uno dei modi in cui si manifestava la maledizione era che chi ne era colpito compariva deformato e sfuocato proprio nelle fotografie.

Il cortometraggio è diretto con grande maestria e inventiva. Teso e cupo, crea un'atmosfera macabra di grande efficacia attraverso un sapiente uso delle ombre e dei rumori. Concentrato sostanzialmente in un'unica situazione, ne sviluppa al massimo le potenzialità per generare una suspense notevole, partendo da una tranquilla e rilassata conversazione tra le due amiche per arrivare a distillare l'orrore più puro lasciando comunque intatto il mistero che circonda la macchina fotografica.

Visto il successo del cortometraggio, Klevberg si è guadagnato la fiducia per un esordio nel lungometraggio con un impianto produttivo internazionale (una co-produzione tra Norvegia, Canada e Stati Uniti) e una location americana (canadese, per la precisione). Polaroid, il lungometraggio di prossima uscita, parte dallo stesso spunto del cortometraggio - quindi con la scoperta della Polaroid nella soffitta di casa da parte di due ragazze - ma lo amplia e lo articola in modo più compiuto, aggiungendo personaggi e situazioni. La scoperta dell'esito letale delle fotografie conduce a una corsa disperata da parte dei protagonisti per scoprire che cosa c'è dietro la maledizione e soprattutto come fare a fermarla.

L'idea è interessante perché prende un oggetto per lungo tempo popolarissimo e anzi per l'epoca in cui è stato messo in commercio (e molto dopo, anche) innovativo e rivoluzionario, ponendolo al centro di una vicenda fantasmatica nella quale funge da elemento quasi vetusto, un oggetto "antico" e sconosciuto, portatore di una magia, sia pure negativa, di indubbio fascino. L'effetto, in un'epoca in cui imperano le fotografie digitali, magari dai telefonini, è curioso, efficace e rende credibile la minaccia.

Se Klevberg riuscirà a non annacquare, nell'espansione temporale, lo stile e l'efficacia narrativa mostrate nel corto, il risultato potrà essere molto buono. Klevberg, che aveva scritto da sé la sceneggiatura del corto, si affida, per quella del lungometraggio, alla verve e alle capacità di Blair Butler che di recente ha dato prova di sé con un post slasher di buona resa come Hell Fest.

In un cast giovanile di belle speranze e al momento poca distinzione, si fa notare la presenza, nel ruolo dello sceriffo scettico, dell'esperto Mitch Pileggi la cui lunga carriera si è svolta soprattutto in ambito televisivo, ma non sono mancate alcune valide partecipazioni sul grande schermo tra cui si può citare almeno il suo piccolo ruolo nel classico Basic Instinct.

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lunedì 1 aprile 2019
 

Sarah e la sua amica Linda stanno rovistando nell'attico di casa quando trovano una scatola con dentro una vecchia Polaroid SX-70. Quando Sarah è sola, qualcosa inizia a spaventarla: rumori improvvisi provenienti dalla macchina fotografica, scricchiolii, [...]

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