| Titolo internazionale | Into the Labyrinth |
| Anno | 2019 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 130 minuti |
| Regia di | Donato Carrisi |
| Attori | Toni Servillo, Dustin Hoffman, Valentina Bellè, Vinicio Marchioni, Caterina Shulha Orlando Cinque, Filippo Dini, Sergio Grossini, Carla Cassola, Luis Gnecco, Stefano Rossi Giordani, Riccardo Cicogna, Sergio Leone (II), Marta Paola Richeldi, Diego Facciotti. |
| Uscita | mercoledì 30 ottobre 2019 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,34 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 30 ottobre 2019
Samantha riemerge sotto shock dopo anni e dovrà riabituarsi alla vita. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office L'uomo del labirinto ha incassato 2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Sono passati 15 anni da quando uno sconosciuto ha rapito Samantha Andretti mentre tornava a casa da scuola. Allora Samantha aveva solo 13 anni: ora invece è una giovane donna che, sfuggita al suo carceriere, si ritrova nell'ospedale Santa Caterina con una gamba ingessata e una flebo infilata nel braccio. Accanto a lei il dottor Green è lì per aiutarla a ricordare, dato che una droga psicotica iniettatale dal rapitore le circola ancora nel sangue, alterandole la memoria. "Questo è un gioco?", ripete Samantha. E in effetti quella che ha inizio è una caccia al tesoro, in cui a cercare il colpevole non è solo il dottor Green ma anche Bruno Genko, un investigatore privato in procinto di morire tormentato dal senso di colpa per non aver saputo salvare Samantha all'epoca del suo rapimento. Riusciranno a trovare il cattivo, di cui si sa solo che va in giro travestito da coniglio?
Dopo l'esordio con La ragazza nella nebbia Donato Carrisi torna dietro la cinepresa per portare sul grande schermo un altro suo best seller, L'uomo del labirinto.
Questa volta la regia è più disinvolta, così come è più sicura la direzione degli attori: Toni Servillo, coprotagonista nel ruolo di Genko come lo era ne La ragazza nella nebbia, è qui più controllato e meno gigione, e Dustin Hoffman nei panni del dottor Green mette a frutto la sua lunga esperienza di interprete raffinato. Più caricati invece Valentina Bellè (Samantha) e alcuni comprimari, come Orlando Cinque (il poliziotto Bauer).
Anche per questa seconda regia Carrisi si circonda saggiamente di professionisti di mestiere, come Massimo Quaglia al montaggio e Federico Masiero, già responsabile di La ragazza nella nebbia, direttore della fotografia che curiosamente proviene soprattutto dalla commedia italiana popolare. Una nota di merito particolare va alla costruzione del sonoro, che crea effetti acustici percepibili in sala. Carrisi attinge ancora una volta a piene mani da tutto il cinema (e la serialità televisiva) di genere, in particolare quello di Dario Argento (la sequenza nella camera di Linda, l'estimatrice di unicorni, deve tutto al maestro del brivido), campiona Morricone, e assembla doviziosamente tutto l'immaginario pop che il grande pubblico apprezza. Il coniglio cattivo poi è un ovvio riferimento a Donnie Darko, anche se qui ha gli occhi a forma di cuore.
La storia è ben costruita e si lascia seguire ma, come nel film precedente, è spesso ridondante e molto concentrata sulla volontà di spiazzare lo spettatore, aggiungendo anche un colpo di coda finale che dà il via ad una doppia lettura di tutta la vicenda precedente. La struttura labirintica della narrazione, legittimata fin dal titolo, può affascinare ma anche confondere, e crea un effetto straniante che è consono alla storia, ma mette a dura prova chi tenta di seguire le contorsioni della trama. E la tecnica registica rischia di apparire più di maniera che di stile.
La chiave di lettura più interessante riguarda i cosiddetti "figli del buio" (al punto che poteva essere quello il titolo della storia), ovvero i bambini rapiti traumatizzati dall'esperienza, e portati a perpetuare all'infinito (come in un labirinto che "non ha inizio e non ha fine") il loro trauma. Ma Carrisi è troppo impegnato ad accendere fuochi d'artificio per esplorare in profondità le tematiche più impegnative, accontentandosi della sua consumata abilità di costruttore di incastri e di suggeritore di incroci.
Bisogna avere un sacrosanto timore dei conigli, soprattutto se giganti, come aveva già dimostrato il bellissimo Donnie Darko e come conferma L'uomo del labirinto. Nel nuovo film di Donato Carrisi i mostri prendono la forma del simpatico animaletto per condurre lo spettatore in un labirinto che è sia fisico che mentale. Lo scrittore e sceneggiatore dopo il successo del suo film d'esordio La ragazza nella nebbia, torna dietro la macchina da presa proponendo un altro suo inquietante thriller.
Donato Carrisi si è fatto conoscere dal grande pubblico con il suo primo libro "Il suggeritore" che ha vinto nel 2009 il Premio Bancarella. Ma sua è la firma dietro diverse fiction e serie tv di successo proposte da Mediaset e Rai. Nella sua attività letteraria ha dato vita a due cicli importanti: quello di Mila Vasquez (dal suo personaggio ricorrente e a cui appartiene anche "Il suggeritore") e quello di Marcus e Sandra (il cui primo volume è "Il tribunale delle anime").
A caratterizzare la sua seconda opera è la scelta del cast, perché se trovare Toni Servillo nei panni dell'investigatore privato non è una sorpresa visto che con questo straordinario attore aveva già lavorato nel film La ragazza nella nebbia, rappresenta uno straordinario successo avere nella partita un mostro sacro come Dustin Hoffman.
Ma L'uomo del labirinto da questo punto di vista è un esempio di incroci perché per il terzo ruolo importante della pellicola è stata chiamata Valentina Bellè che ha lavorato nella prima stagione della serie I Medici nel ruolo di Lucrezia Tornabuoni madre di Lorenzo il Magnifico mentre lo stesso Hoffman era uno degli attori principali della prima stagione.
L'uomo del labirinto prende lo spunto dalla sparizione di una ragazza di 13 anni che oramai donna riesce a fuggire al suo mostruoso carceriere. A cercare di capire come poter catturare il suo rapitore che la vessava e puniva mascherato con una testa di coniglio bianco in un interminabile labirinto due personaggi molto diversi per approccio e istinti: da un lato il dottor Green che ha il volto a volte bonario a volte severo di Hoffman e dall'altro quello di un investigatore privato, Bruno Genko, che è invece Servillo, consapevole che è all'ultima caccia non solo della sua carriera ma anche della vita, visto che è incalzato da un male incurabile. Il dottor Green, poi, è un curioso tipo di profiler perché per tracciare un identikit del rapitore cerca di interpretare i ricordi e le immagini che la donna, Samantha, appunto Valentina Bellè, lentamente propone nonostante sia ancora emotivamente traumatizzata dopo gli anni di sevizie. Metodi più tradizionali toccano all'investigatore anche alla ricerca di un suo personale riscatto visto che quando venne rapita la ragazza non riuscì a risolvere il caso.
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