Domino

Film 2019 | Thriller, 89 min.

Regia di Brian De Palma. Un film con Nikolaj Coster-Waldau, Carice van Houten, Guy Pearce, Paprika Steen, Thomas W. Gabrielsson. Cast completo Titolo originale: Domino. Genere Thriller, - Danimarca, Francia, Spagna, Belgio, 2019, durata 89 minuti. Uscita cinema giovedì 11 luglio 2019 distribuito da Eagle Pictures. - MYmonetro 2,13 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 29 agosto 2019

Un uomo cerca di vendicare la morte di un amico ma scopre che il presunto omicida è un infiltrato della CIA. In Italia al Box Office Domino ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 324 mila euro e 161 mila euro nel primo weekend.

Consigliato no!
2,13/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 1,90
PUBBLICO 2,50
CONSIGLIATO NÌ
Un intrigo internazionale in cui la mano di De Palma è riconoscibile ma trasfigurata da una produzione infelice.
Recensione di Emanuele Sacchi
giovedì 11 luglio 2019
Recensione di Emanuele Sacchi
giovedì 11 luglio 2019

Copenhagen, 2020. Christian e Lars, poliziotti, sono chiamati per schiamazzi notturni: Christian si dimentica a casa la pistola, ma non dà troppo peso alla cosa. Quando il reale motivo della chiamata si rivela tutt'altro, ossia un delitto legato al terrorismo internazionale, due poliziotti con una sola arma a disposizione si dimostrano troppo pochi.

C'è una lunga letteratura sui film in cui gli autori arrivano a negare la paternità delle proprie opere. Una volta li chiamavano "straight to video", perché finivano direttamente su supporto domestico, senza passare dalla sala: a caratterizzarli erano confezione, messa in scena e recitazione goffe e poco curate. Spesso il risultato di problemi occorsi sul set, o di contrasti tra direzione artistica e direzione operativa. Nei casi più estremi, la produzione sostituiva al nome del regista uno pseudonimo ricorrente, Alan Smithee.

Tra i suoi molti alti e bassi con l'industria, Brian De Palma non era mai arrivato a disconoscere una propria opera. Almeno fino a Domino.

In ogni occasione in cui è stato intervistato, infatti, il regista non ha mai mancato di sottolineare la propria estraneità al montaggio finale, voluto e curato da mani altrui. Il fatto è che risulta difficile credere che con un montaggio differente l'esito qualitativo di Domino potesse divergere radicalmente da quello del film che approda nelle sale cinematografiche. Di certo De Palma avrebbe rimesso mano ad alcune take da "buona la prima", o forse avrebbe preteso qualcosa in più dalla scarsa computer grafica a disposizione, ma sono troppi gli elementi disfunzionali che caratterizzano Domino.

Una sceneggiatura costellata di forzature (il ruolo della CIA); un cast svogliato e di taglio prettamente televisivo; una scarsa attenzione alla scenografia, che non transita mai dalla cartolina danese - a partire dai ciclisti della scena di apertura - alla sensazione di una città viva e pulsante. Di fatto Domino è il punto di approdo di una lunga faida consumatasi tra De Palma e Hollywood, transitata attraverso progetti come Passion o Redacted: film personali e audaci, fallimenti commerciali non privi di fragilità e complicazioni, ma profondamente legati alla poetica dell'autore.

Non che Domino non denoti la paternità di De Palma, anzi. Dalla zoomata sulla pistola dimenticata ai crescendo di Pino Donaggio, dalle citazioni da La donna che visse due volte all'ossessione per il rapporto tra immagine e morte, che culmina nella sequenza dello split screen sul tappeto rosso di un festival di cinema, tutto sembra gridare il nome di De Palma, ma nella sua versione più povera di mezzi e di idee. Come se le intuizioni che un tempo scardinavano lo status quo del cinema hollywoodiano oggi si rivelino quasi inadeguate a rappresentare una realtà che corre, velocissima, verso un incubo hitchcockiano in carne ed ossa.

Le autocitazioni superano persino le citazioni di Hitchcock, come qualcuno ha ironicamente notato: un fatto inedito nel cinema di De Palma, che non fa nulla per nascondere il fatto di omaggiare una scena di Femme Fatale con una soggettiva in stile Doom (da Cannes si passa a un festival olandese, forse per i limiti di budget).

Di fronte alla macabra deriva del reale, De Palma si sente quasi obbligato a fotografare il nuovo orrore causato dal potere dell'immagine - le esecuzioni di ISIS, le tecniche di persuasione della CIA - e a rivendicare il proprio vaticinio, pronunciato in tempi non sospetti. Ma oltre ai mezzi sembra mancargli la vitalità. La sequenza conclusiva, ambientata alla Plaza de Toros di Almeria, è il set ideale di un epilogo hitchcockiano da L'uomo che sapeva troppo, in cui il regista sembra aggiornare Omicidio in diretta all'epoca dei droni e del martirio multimediale. Ma il transfert, tra gli spalti inspiegabilmente vuoti e i volti inespressivi di Nikolaj Coster-Waldau e Carice Van Houten, non scatta mai. E di fronte alla disarmante conclusione massimalista del film - "Siamo americani, quindi leggiamo le vostre mail" - si fa strada la sensazione che oggi il cinema del venerabile Brian De Palma prediliga proprio quella rozzezza che sembrerebbe voler denunciare.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 14 novembre 2019
Felicity

Domino è un film dimenticabile e "già dimenticato" della filmografia di De Palma, reso vagamente godibile da qualche spunto registico interessante che tenta di valorizzare uno script debole e melodrammatico. Nikolaj Coster-Waldau, Guy Pearce e Carice van Houten sono i malamente sfruttati protagonisti di questo action thriller pieno di problemi.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 12 luglio 2019
Francesco Alò
Il Messaggero

Poliziotto danese insegue per l'Europa l'assassino del suo collega più anziano, inconsapevole di trovarsi dentro una trama più complessa collegata al terrorismo internazionale. Voyeurismo (l'Isis organizza gli attentati come fossero dei film), ralenti, archi in colonna sonora dal sapore hitchcockiano (firmati Pino Donaggio), scomposizione del fotogramma, cinismo che sconfina quasi nell'autoparodia. [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
venerdì 12 luglio 2019
 

Un intrigo internazionale in cui la mano di De Palma è riconoscibile ma trasfigurata da una produzione infelice. Recensione di Emanuele Sacchi, legge Roberta Azzarone. Guarda la video recensione »

TRAILER
lunedì 10 giugno 2019
 

Un poliziotto danese vuole vendicarsi dell'omicidio di un suo amico e collega e cerca l'appoggio dell'amante dell'amico deceduto, anche lei poliziotta. L'uomo cui i due danno la caccia è però un infiltrato della CIA che sta cercando di sgominare una cellula [...]

POSTER
lunedì 3 giugno 2019
 

Un poliziotto danese vuole vendicarsi dell'omicidio di un suo amico e collega e cerca l'appoggio dell'amante dell'amico deceduto, anche lei poliziotta. L'uomo cui i due danno la caccia è però un infiltrato della CIA che sta cercando di sgominare una cellula [...]

TRAILER
giovedì 4 aprile 2019
 

Un poliziotto danese vuole vendicarsi dell'omicidio di un suo amico e collega e cerca l'appoggio dell'amante dell'amico deceduto, anche lei poliziotta. L'uomo cui i due danno la caccia è però un infiltrato della CIA che sta cercando di sgominare una cellula [...]

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