The Domain

Film 2019 | Drammatico 116 min.

Regia di Tiago Guedes. Un film con Albano Jerónimo, Sandra Faleiro, Miguel Borges, Ana Vilela da Costa, João Vicente. Cast completo Titolo originale: A Herdade. Genere Drammatico - Portogallo, 2019, durata 116 minuti. - MYmonetro 2,62 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 21 giugno 2021

La storia del Portogallo attraverso lo sguardo di una potente famiglia.

Consigliato nì!
2,62/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,85
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO NÌ
Una parabola melodrammatica che non riesce ad andare oltre i confini del cineromanzo.
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 7 settembre 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 7 settembre 2019

João Fernandes, ricco proprietario fondiario, governa con pugno di ferro la sua tenuta e la sua famiglia. Temuto e rispettato, ha sposato Leonor ma la tradisce con Rosa, la giovane governante da cui avrà presto un figlio illegittimo. Refrattario alla politica, resiste fieramente nel Portogallo fascista di Marcelo Caetano e poi all'onda comunista della Rivoluzione dei garofani. Tra colpi di stato e ripristino della democrazia, segreti e rivelazioni, la sua vita infila una parabola discendente.

Scritto e diretto da Tiago Guedes, La Tenuta è la cronaca di un Paese in ambasce e di una famiglia straziata che mette in relazione l'evoluzione politica del Portogallo e gli sconvolgimenti sentimentali dei suoi membri.

Siamo insomma dalle parti di "anche i ricchi (proprietari) piangono". Se la vocazione al trattamento sociale (conflitti generazionali, crisi economica, processi storici) e all'affresco storico, compreso tra il 1946 e il 1991, restano un trascurabile residuo, una televisione accesa annuncia la caduta della dittatura e un meccanico torturato per attività sovversiva prepara la rivoluzione, la sostanza del film è costituita dalle imprese erotiche del protagonista, un proprietario terriero arrogante e seduttore che guida (piano), beve (molto), fuma (troppo), seduce le donne degli altri e se ne fotte con aria consumata del mondo.

Più sceneggiato che film, La Tenuta abita un décor naturale e smisurato in cui galoppano l'esuberanza del protagonista e un inventario di luoghi comuni sull'amore, quello svelato e quello tradito. La parabola narrativa, facilmente prevedibile e accentuatamente melodrammatica, ricorda certe gag del trio Marchesini-Lopez-Solenghi, che rompevano con la narrazione tradizionale contaminandola con gli elementi pescati dalla cultura dei mass media. Ma se nella telenovela del Trio i ribaltamenti e gli effetti comici erano intenzionali, nel dramma terriero di Tiago Guedes la comicità è involontaria e assunta con effetti esilaranti da Albano Jerónimo, piacione senza cuore che sembra uscito dalle strisce intrepide di Loredano Ugolini ("Billy Bis").

Narici tremanti e sguardo sostenuto provano ad accendere la fiamma di un'ispirazione spenta. La febbre (da cavallo) che lo possiede, e lo conduce a indugiare nelle pulsioni più nere, non contamina in alcun momento il film. Quello che si voleva torrido volge in spasso e la saga familiare Fernandes sprofonda sotto la gravità della sceneggiatura. La ricchezza della storia portoghese sullo sfondo non si incarna mai sullo schermo, l'afflato della passione, il veleno della gelosia, l'ostilità della natura non trovano una maniera drammatica di esprimersi se non quella caricaturale.

La Tenuta non possiede insomma niente della densità di quelle opere al nero dove la fatalità scrive i destini. Il regista portoghese sembra cercare una forma di sauvagerie, una prova di verità ma passa troppo velocemente sulle peripezie del racconto come fossero soltanto convenzioni artificiali. Inaccessibile alla Storia, il dominio di Tiago Guedes non va oltre i confini del cineromanzo che fornisce una 'piccola lezione di storia' e una retorica ridondante da novela.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 11 novembre 2020
angelo umana

 A herdade (La tenuta) è un film del regista Tiago Guedes, dato in streaming da ArteKino Festival, che ne offre uno al mese, alcuni di buona fattura. Questo, nelle sue due ore e 3/4 “si fa vedere”, ebbe il suo debutto al Festival di Venezia del 2019, candidato a qualcosa ma non vinse nulla. Il personaggio centrale è il potente proprietario della fattoria (la herdade dal [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 11 settembre 2019
Monia Manzo
Close-up

The domain, uno dei film rivelazione della 76esima edizione del Festival di Venezia, non porta a casa premi, perché probabilmente non può essere inserito in un panorama di una cinematografia eclatante, come quella di quest'anno, che ha premiato dei film validi ma non dei lavori diversi o innovativi. La bellezza del film portoghese diretto dall'ottimo Tiago Guedes è la profondità di un cinema che non [...] Vai alla recensione »

NEWS
MOSTRA DI VENEZIA
sabato 7 settembre 2019
Marzia Gandolfi

Una piccola lezione di storia che resta intrappolata nella rete della retorica. A Venezia 76.  Vai all'articolo »

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