La Tenuta

Film 2019 | Drammatico 116 min.

Regia di Tiago Guedes. Un film con Albano Jerónimo, Sandra Faleiro, Miguel Borges, Ana Vilela da Costa, João Vicente. Cast completo Titolo originale: A Herdade. Genere Drammatico - Portogallo, 2019, durata 116 minuti. - MYmonetro 2,43 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia del Portogallo attraverso lo sguardo di una potente famiglia.

Consigliato nì!
2,43/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,85
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
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Cinema
Trailer
Una parabola melodrammatica che non riesce ad andare oltre i confini del cineromanzo.
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 7 settembre 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 7 settembre 2019

João Fernandes, ricco proprietario fondiario, governa con pugno di ferro la sua tenuta e la sua famiglia. Temuto e rispettato, ha sposato Leonor ma la tradisce con Rosa, la giovane governante da cui avrà presto un figlio illegittimo. Refrattario alla politica, resiste fieramente nel Portogallo fascista di Marcelo Caetano e poi all'onda comunista della Rivoluzione dei garofani. Tra colpi di stato e ripristino della democrazia, segreti e rivelazioni, la sua vita infila una parabola discendente.

Scritto e diretto da Tiago Guedes, La Tenuta è la cronaca di un Paese in ambasce e di una famiglia straziata che mette in relazione l'evoluzione politica del Portogallo e gli sconvolgimenti sentimentali dei suoi membri.

Siamo insomma dalle parti di "anche i ricchi (proprietari) piangono". Se la vocazione al trattamento sociale (conflitti generazionali, crisi economica, processi storici) e all'affresco storico, compreso tra il 1946 e il 1991, restano un trascurabile residuo, una televisione accesa annuncia la caduta della dittatura e un meccanico torturato per attività sovversiva prepara la rivoluzione, la sostanza del film è costituita dalle imprese erotiche del protagonista, un proprietario terriero arrogante e seduttore che guida (piano), beve (molto), fuma (troppo), seduce le donne degli altri e se ne fotte con aria consumata del mondo.

Più sceneggiato che film, La Tenuta abita un décor naturale e smisurato in cui galoppano l'esuberanza del protagonista e un inventario di luoghi comuni sull'amore, quello svelato e quello tradito. La parabola narrativa, facilmente prevedibile e accentuatamente melodrammatica, ricorda certe gag del trio Marchesini-Lopez-Solenghi, che rompevano con la narrazione tradizionale contaminandola con gli elementi pescati dalla cultura dei mass media. Ma se nella telenovela del Trio i ribaltamenti e gli effetti comici erano intenzionali, nel dramma terriero di Tiago Guedes la comicità è involontaria e assunta con effetti esilaranti da Albano Jerónimo, piacione senza cuore che sembra uscito dalle strisce intrepide di Loredano Ugolini ("Billy Bis").

Narici tremanti e sguardo sostenuto provano ad accendere la fiamma di un'ispirazione spenta. La febbre (da cavallo) che lo possiede, e lo conduce a indugiare nelle pulsioni più nere, non contamina in alcun momento il film. Quello che si voleva torrido volge in spasso e la saga familiare Fernandes sprofonda sotto la gravità della sceneggiatura. La ricchezza della storia portoghese sullo sfondo non si incarna mai sullo schermo, l'afflato della passione, il veleno della gelosia, l'ostilità della natura non trovano una maniera drammatica di esprimersi se non quella caricaturale.

La Tenuta non possiede insomma niente della densità di quelle opere al nero dove la fatalità scrive i destini. Il regista portoghese sembra cercare una forma di sauvagerie, una prova di verità ma passa troppo velocemente sulle peripezie del racconto come fossero soltanto convenzioni artificiali. Inaccessibile alla Storia, il dominio di Tiago Guedes non va oltre i confini del cineromanzo che fornisce una 'piccola lezione di storia' e una retorica ridondante da novela.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 6 settembre 2019
Peer Gynt

Questo lungo film di quasi 3 ore (164 minuti) racconta l'epopea familiare di un grande latifondista, Joâo Fernandes, padre-padrone della sua estesissima terra e anche dei suoi parenti e dipendenti: la moglie Leonor, il massaro Joaquim, la bella e giovane moglie di quest'ultimo Teresa. Joao è dipinto come un padrone duro e deciso, ma anche buono e comprensivo, ma con una tendenza [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 11 settembre 2019
Monia Manzo
Close-up

The domain, uno dei film rivelazione della 76esima edizione del Festival di Venezia, non porta a casa premi, perché probabilmente non può essere inserito in un panorama di una cinematografia eclatante, come quella di quest'anno, che ha premiato dei film validi ma non dei lavori diversi o innovativi. La bellezza del film portoghese diretto dall'ottimo Tiago Guedes è la profondità di un cinema che non [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 settembre 2019
Giampiero Raganelli
Quinlan

La saga di una famiglia, quella di João Fernandes, carismatico proprietario di una delle più grandi tenute d'Europa, sulla riva sud del fiume Tago, che attraversa la storia del paese, dalla dittatura di Salazar, alla rivoluzione dei garofani, per arrivare alla recente crisi economica. Una delle cinematografie più vive e sempre in fermento è senza dubbio quella portoghese, che ha avuto grandi autori [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 settembre 2019
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Focus sulla famiglia, nella penultima giornata del Concorso. «A Herdade» di Tiago Guedes segue le vicende di una dinastia portoghese nella seconda metà del '900, in particolare attraverso la figura di João, erede di una immensa tenuta sulle rive del Tago, in cui servitù e manovalanza appartengono di fatto al «dominio». Il regista sviluppa bene, con andamento lento non privo di solennità, il suo proposito: [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 settembre 2019
Alessandro Uccelli
Cineforum

Una quercia solitaria sul profilo di una collina; un'altra, poco più in là, più alta e maestosa. Un corpo pende da quest'ultima, rigido, inerte. Il padre del piccolo João lo costringe a guardare «Una cosa, quando è finita è finita»: il cadavere è quello di suo fratello, morto suicida, «un debole»; la reazione del bambino è correre verso il lago che è lì accanto, e ritirarsi sull'isolotto di fronte [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 settembre 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Va appena un po' meglio col melò portoghese "A herdade" ("La tenuta") che porta la firma di Tiago Guedes. Diviso in due parti e aperto da una bella panoramica con truce sorpresa, all'inizio ci porta dentro il Portogallo del 1973, quando ancora il Paese è sotto la dittatura, poco prima della Rivoluzione dei garofani. Il proprietario terriero João vive sulla sponda meridionale del Tago, con la famiglia, [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 settembre 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

Invece: si può parlare di gentrificazione in un ritratto dell'adolescenza quasi rohemriano tra estate e fine di un'epoca, corse in bicicletta e cadute? Cosa succede nella magnifica Porto, con l'arrivo del turismo low cost, le economie impazzite, le gru che spuntano ovunque e i quartieri che cacciano i vecchi residenti? Vincente ha finito la scuola, è tempo di vacanze, come un flaneur su due ruote vagabonda [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 settembre 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Presentato un po' generosamente come il Novecento portoghese, A Herdade è una saga familiare in due parti più un prologo. Prima la rivoluzione dei garofani, vissuta da un giovane proprietario terriero che gestisce le terre infischiandosene della dittatura. Poi, nel 1991, la decadenza, con i rampolli non all'altezza del patriarca e colpi di scena un po' da telenovela.

venerdì 6 settembre 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

Per anni dire cinema portoghese significava dire Manuel Oliveira? o, a seguire, le bizzarre, surreali pellicole di autori quali Cesar Joao Monteiro o Joao Botelho. Segno del cambiamento dei tempi, l'unico film lusitano in gara è un polpettone che non ha motivo di figurare nell'ottimo programma della 76° Mostra. A basarsi sulle note di regia di Tiago Guedes, A Herdade(La tenuta) prometteva di essere [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 settembre 2019
Davide Turrini
Il Fatto Quotidiano

Di film portoghesi siamo a digiuno da sempre. Se non fosse stato per le meteore tipicamente festivaliere di Manoel De Oliveira, Joao Cesar Monteiro, e di recente Pedro Costa e Miguel Gomes, non sapremmo praticamente nulla della cultura cinematografica di questo paese. Una specie di casella vuota tra Spagna e Stati Uniti. Per riparare ad una assurda lacuna ecco che a Venezia 76, in Concorso, arriva [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 settembre 2019
Gian Luca Pisacane
La Rivista del Cinematografo

Si potrebbe partire da L'albero dei frutti selvatici di Nury Bilge Ceylan, dai versi del poeta Yunus Emre che il regista fa recitare ai suoi personaggi. "Mentre camminavo lungo la strada, vidi un albero alto e allungato. Era così affascinante, così dolce, che il mio cuore disse: Svelami un segreto". La verità celata è al centro anche di The Domain (A Herdade).

giovedì 5 settembre 2019
Roberto Manassero
Film TV

Dal 1943 al 1991, passando per il biennio '73-'74, cinquant'anni di storia portoghese sfiorano un'immensa tenuta agricola sul fiume Tago gestita da João Fernandes, padrone autorevole e indipendente che da bambino ha visto il cadavere del fratello impiccatosi e da adulto, genero del capo della polizia politica di Marcelo Caetano, accoglie la Rivoluzione dei garofani.

giovedì 5 settembre 2019
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

Chissà perchè, viene subito in mente Novecento di Bertolucci. Anche se, probabilmente, non c'entra nulla. Ma forse è proprio il modo di filmare il tempo, la Storia, la terra. Perché A herdade, dal latino hereditas, il luogo ha qualcosa di fisivo. Prima imponente e maestoso. Quasi una specie di regno. Poi diventa sempre più piccolo. Come se i cambiamenti nella storia del Portogallo si riflettano proprio [...] Vai alla recensione »

NEWS
MOSTRA DI VENEZIA
sabato 7 settembre 2019
Marzia Gandolfi

Una piccola lezione di storia che resta intrappolata nella rete della retorica. A Venezia 76.  Vai all'articolo »

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