| Titolo originale | 6 Underground |
| Anno | 2019 |
| Genere | Azione |
| Produzione | USA |
| Durata | 127 minuti |
| Regia di | Michael Bay |
| Attori | Ryan Reynolds, Mélanie Laurent, Adria Arjona, Dave Franco, Manuel Garcia-Rulfo Corey Hawkins, Ben Hardy, Lior Raz, Payman Maadi, Yuri Kolokolnikov, Kim Kold, Lídia Franco, James Murray (IV), Lukhanyo Bele, George Kareman, James Carroll Jordan, Ron Funches, Daniel Adegboyega, Constantine Gregory, Roger Nevares, Tauras Cizas, Pavel Kratky, Algirdas Dainavicius, Faruk Pruti, Tamas Hagyo, Jason Oettle, James Bomalick, Shubham Saraf, Elena Rusconi, Kate Maravan, Adriano Caruso, Michael Lee (IV), Claudio Pinto, Avery LaRae Lopez, Hazal Nehir, Jack V. Heath, Spencer John Pauley, Dharma Brown, Sebastian Roché, John Albasiny, József Tálos, Nick Von Schlippe, Remi Adeleke, Russell Wilcox, Kate Beecroft, Ali Khan (II), Nitro Zeus. |
| Tag | Da vedere 2019 |
| MYmonetro | 3,00 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 11 dicembre 2019
Argomenti: Auto da corsa
Una squadra di sei persone cerca di cancellare il proprio passato.
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CONSIGLIATO SÌ
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Un miliardario creduto morto, in seguito a un incidente aereo con un piccolo velivolo, ha messo in piedi un gruppo di sei persone per combattere il Male nel mondo. Vuole che nella squadra non siano usati nomi, quindi tutti si chiamano per numero e lui naturalmente è Uno. Dalla sua ha voluto un pilota, un sicario, una spia, un dottore e un acrobata, ma la loro missione a Firenze contro trafficanti d'armi mafiosi non va assolutamente come previsto. Dovranno così cercare un rimpiazzo per la squadra, un ex soldato scelto americano, cruciale per arrivare all'obiettivo: far crollare un regime dittatoriale mediorientale.
Michael Bay torna all'action puro, con stunt spettacolari e senza più robot mutaforma, e lo fa gettandoci in medias res in un pazzesco inseguimento a Firenze. Peccato che tutto quel che venga dopo non sia altrettanto sbalorditivo.
Lusso, esplosioni e corpi sinuosi per un numero folle di inquadrature (ben 7000 contro le 3000 di un film medio, ci informa il pressbook) sono la ricetta sempre verde di Bay: il suo "Bayhem" come piace ormai chiamarlo in quel di Hollywood, in una crasi tra il cognome del regista e la parola mayhem, che significa caos e distruzione. E di caos e distruzione ce n'è in abbondanza in 6 Underground, dove si corre in auto tra monumenti, si assalta una torre a Hong Kong e si magnetizza un intero super-yacht, finendo per lasciarsi alle spalle grandi macerie.
Quanto al caos basti dire che Bay utilizza i sei protagonisti per aggiungere continue complicazioni, per esempio durante l'inseguimento iniziale Uno cerca di effettuare, con il proprio cellulare, la scansione di un occhio strappato a un mafioso, mentre il dottor Quattro estrae proiettili dalla spia Due, che contemporaneamente deve sparare agli inseguitori...
Siamo in un territorio vicino agli ultimi Fast & Furious, ma molto più Fast e più Furious nello stile. Alla scrittura c'è la coppia di sceneggiatori di Deadpool, che infatti riprende la partenza nel bel mezzo di una folle scena d'azione e poi riavvolge qua e là il tempo ricomponendo il puzzle. Senza però scoprire troppo le carte: Bay e i due scrittori lavorano chiaramente a un franchise di lunga durata e non solo ci dicono che il dittatore non è che il primo bersaglio della squadra, ma evitano anche di raccontare un granché delle donne del gruppo e lasciano molti segreti pure nel passato di Uno.
L'unica cosa davvero chiara è che tutti i membri del team sono "fantasmi", ossia hanno assistito al proprio funerale come sarebbe piaciuto a Jannacci e sono creduti morti dal resto del mondo e dai propri cari (anche se prendono ben poche precauzioni per restare tali). Il titolo infatti è un gioco di parole e significa sia "Sei che operano sotto traccia", sia "Sei piedi sottoterra", ossia la profondità a cui si seppelliscono i cadaveri (modo di dire che dava anche il titolo alla serie Tv Six Feet Under).
Nonostante la composizione a mosaico, il racconto è di disarmante linearità, del tutto privo di colpi di scena, così come le scene d'azione non hanno una logica stringente né una coreografia. Siamo piuttosto di fronte a un frullato di immagini, patinatissime, come in uno spot pubblicitario accelerato o in un trailer, che oltretutto dura due ore. Poche per lo standard di Bay dell'ultimo decennio ma sempre troppe per i sensi di un essere umano non sovraeccitato.
Questa velocità di montaggio rischia poi di rendere ostica la visione su piccolo schermo, dove il tempo di lettura delle immagini è superiore, infatti Bay ha leggermente limitato i campi lunghi e preferendo primi piani e dettagli. Non che manchino momenti di grandeur: su tutte le scena sopra la cupola del Duomo di Firenze, girata davvero on location. E le location sono la cosa più incredibile del film, da quelle reali come l'Abu Dhabi Louvre ad altre ricostruite per farle a pezze (presso l'incompiuta Città dello Sport dell'architetto Calatrava vicino a Roma), come la Nihei Tower di Hong Kong e lo yacht Kismet.
In questo 6 Underground davvero lancia l'azione dove non era mai stata spinta prima e manderà gli appassionati di Bay in brodo di giuggiole, anche per la violenza esplicita con copiosi schizzi di sangue.
Pure sul fronte sexy, dove Bay ha iniziato la carriera con le Playboy Nights, si va un poco oltre il solito, ma senza esagerare. E proprio in questo freno tirato sta forse il vero problema del film: vorrebbe raccontare di antieroi disperati, ma prevedibilmente non sfugge alla melensaggine familista di Fast & Furious che dichiara in più punti di voler legare.
Politicamente poi è reazionario come sempre e sembra dirci che si stava meglio quando gli Stati Uniti si facevano meno scrupoli nell'organizzare colpi di stato. Sarebbe normalmente irricevibile, ma visto quanto il film sia impossibile da prendere sul serio finisce per essere solo una triste nota a pie' di pagina a fronte di un folle e tonitruante sforzo produttivo.
Prendiamo Michael Bay, aggiungiamo Ryan Reynolds e un cast molto solido, condiamo il tutto con abbondanti dosi d'azione, esplosioni e sequenze spettacoli quindi impiattiamo il risultato su Netflix: siamo di fronte a Underground 6, il nuovo film di Bay che verrà diffuso sul colosso di streaming a partire dal 13 dicembre.
«Abbiamo fatto un film scoppiettante che mescola in parti uguali azione e humour e che potrà piacere a diversi tipi di pubblico».
Ryan Reynolds
La storia del film ruota attorno alla squadra di vigilantes che dà origine al titolo, costituita da sei persone ufficialmente morte che in realtà sono vive e vegete e che hanno deciso di mettere le loro qualità "operative" al servizio del loro ideale di giustizia. Si tratta di esperti di armi, di combattimenti corpo a corpo, esplosivi, azioni di guerra e guerriglia... ma niente superpoteri o qualcosa del genere, sono esseri umani normali. In parole povere: i magnifici sei (che non hanno nomi ma solo numeri) hanno deciso di dedicare la loro vita a rintracciare e debellare signori del crimine, terroristi, narcotrafficanti e "cattivi" di ogni genere per rendere il nostro pianeta un posto migliore. O, perlomeno, più sicuro.
Secondo varie fonti, il film è costato circa 125 milioni di dollari che, considerando le cifre che ultimamente ha potuto gestire Bay nel corso della saga dei Transformers, per lui rappresenta quasi un ritorno al passato perché, tolti i low budget Pain & Gain - Muscoli e denaro e 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi, gira film i cui costi sono ben superiori ai centocinquanta milioni di dollari da più di dieci anni.
Il cast mette insieme una star di grido che funge di fatto da nome di richiamo, cioè Ryan Reynolds nel ruolo principale, e poi un insieme di attori che spaziano su vari livelli di notorietà e tutti decisamente talentuosi nonostante abbiano curriculum piuttosto diversi. Tra di loro spicca la francese Mélanie Laurent, il cui ruolo più famoso è Shoshana in Bastardi senza gloria, ma ci sono anche il messicano Manuel Garcia-Rulfo, Adria Arjona, Corey Hawkins e l'inglese Ben Hardy, visto di recente in Bohemian Rhapsody. Completano il gruppo Dave Franco, Lior Raz, Peyman Maadi, Peter Stormare e Sebastian Roche.
Quattro anni dopo aver assistito agli orrori del brutale regime mel fittizio Turgistan, un miliardario americano che ha fatto fortuna con i magneti e la tecnologia, finge la sua morte è forma una squadra di vigilanti per eliminare i criminali è i terroristi che il mondo non può perseguire. Conosciuto come Uno (il miliardario) recluta altri cinque membri che hanno abbandonato [...] Vai alla recensione »
E se il sistema Michael Bay si fosse esaurito? Già l'ultimo capitolo della saga dei Transformers - con la sua paradossale ambizione a fare "cinema" - risultava straordinariamente statico. Con 6 Underground, verrebbe voglia di dire "un film di transizione", Bay torna a essere quello sbarazzino del primo Bad Boys, ma ritiene tutta la sua muscolarità "militare".