| Anno | 2018 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia, Francia |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Valerio Mieli |
| Attori | Luca Marinelli, Linda Caridi, Giovanni Anzaldo, Camilla Diana, Maria Chiara Giannetta Anna Manuelli, Eliana Bosi, David Brandon, Benedetta Cimatti, Andrea Pennacchi, Angelo Barbagallo, Flavia Mattei, Alice Pagani, Jacopo Mandò, Francesca Pasquini, Federico Biagioli, Giovanna Cappuccio, Ugo Innamorati, Valentina Leotta, Diego Maiello, Valeria Perri, Federica Santoro, Alessandro Vantini. |
| Uscita | giovedì 21 marzo 2019 |
| Tag | Da vedere 2018 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,16 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 15 aprile 2019
Due ragazzi che si incontrano ad una festa si piacciono fin da subito. Mentre cresce l'attrazione riaffiorano vecchi ricordi d'infanzia. Il film ha ottenuto 3 candidature ai Nastri d'Argento, 3 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Ricordi? ha incassato 276 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Lui, docente universitario di Storia romana, è problematico e tormentato proprio come piace a Lei, che gli si manifesta eternamente solare e comprensiva. Lei, insegnante di liceo vive immersa nel presente, ritenendo che "una cosa è già bella durante, non solo dopo, quando te la ricordi". Lui invece i ricordi li immagazzina, li impila uno sopra l'altro, senza riuscire più a distinguere i confini fra presente e passato, e senza essere capace di immaginarsi il futuro. La loro storia d'amore non può che procedere in modo discontinuo, attraverso tante piccole fratture della superficie visiva, in continuo andirivieni fra flash back e flash forward. Il sorriso ostinato di Lei comincia a scomparire e lo smarrimento esistenziale di Lui procede a fagocitare tutto ciò che era naturale e spontaneo nella loro coppia.
Di coppia torna a parlare Valerio Mieli, a quasi dieci anni da Dieci inverni, il suo lungometraggio di esordio. E anche stavolta accarezza i suoi protagonisti con la sua regia empatica e avvolgente, coadiuvato dalla magnifica direzione della fotografia di Daria D'Antonio e dal montaggio fluido di Desideria Rayner, che intessono una trama delicata fatta di nostalgie e di emozioni.
E poiché Lui crede che il presente non esista, la trama cancella ogni permanenza dell'immagine procedendo per salti temporali e sovrapposizioni, sottraendosi alle regole della continuità narrativa.
Questa volta però il lavoro sulla grammatica filmica non è altrettanto interessante, né altrettanto originale, di quello fatto su Dieci inverni, che raccontava una storia d'amore cogliendola in dieci stagioni e lasciandoci immaginare ciò che fosse successo durante le primavere, estati e autunni a noi invisibili. In Ricordi c'è un altro rapporto amoroso disannileato in cui la tempistica fra i due personaggi è sempre fuori sincrono, e c'è la scelta di riproporre i ricordi come memoria soggettiva dei singoli. Ma se dal punto di vista estetico quel vagare fra corpi e sensazioni è puro piacere, dal punto di vista drammaturgico è troppo debitore di altro cinema precedente, in particolare Un amore di Gianluca Maria Tavarelli, al punto di scritturare nei panni di Lei un'attrice, Linda Caridi, che somiglia a Lorenza Indovina, e a rendere Lui (Luca Marinelli) fisicamente simile a Fabrizio Gifuni in quel film del 1999.
Il risultato è una storia romantica che conferma le grandi capacità registiche di Mieli ma cede ad una forma di onanismo non solo nella struttura della trama, ma anche in certi dialoghi avvoltolati su se stessi: quelli che nell'ambito di una relazione amorosa sono tollerabili, ma diventano stucchevoli se trasposti sul grande schermo. Lo sturm und drang del tutto privo di ironia del protagonista maschile ha qualcosa di ottocentesco, il che significa antico ma anche superato: ci domandiamo se, fra le tante preoccupazioni reali che tormentano un trentenne di oggi, resti lo spazio per convinzioni masochiste come "Una storia comincia a finire non appena è iniziata".
Sono trascorsi nove anni da “Dieci inverni” e Valerio Mieli torna con il suo secondo film: ” Ricordi?” che traccia un percorso di maturazione artistica sfociato in un’opera di grande profondità. L’originalità e lo stile della regista, che è anche l’autore della storia, firmano questo secondo film e riprendono aspetti peculiari e tematiche [...] Vai alla recensione »
È uno di quei nomi che vale la pena appuntarsi, dato il talento che la contraddistingue. Milanese, trentuno anni, Linda Caridi si sta imponendo sempre più all'attenzione della critica e del pubblico per le scelte oculate dei personaggi che interpreta, dotati di una grazia e una delicatezza rari, senza tempo.
Dopo averla vista nella coppia omosessuale protagonista della commedia Mamma + Mamma, Linda Caridi torna al cinema nel poetico Ricordi? (guarda la video recensione) di Valerio Mieli, questa volta nei panni dell'anima gemella (forse) di Luca Marinelli. Altra interpretazione convincente, di quelle da incorniciare.
Linda, partiamo con la formazione. Qual è stato il percorso che l'ha portata fin qui? Mi sono diplomata al liceo linguistico, ho studiato alla Manzoni di Milano, poi iniziato l'università, frequentavo la facoltà di Scienza dei Beni culturali, ma parallelamente feci i provini per l'Accademia Aldo Grassi di Milano e dal 2008 iniziai a studiare recitazione lì. A casa la incoraggiavano? Sì, i miei mi hanno sempre sostenuta, invitandomi alla concretezza e alla qualità. Mia madre è un'entusiasta dalle maniche larghe, mi supporta a prescindere, mio padre disse: "Va bene, ma se vuoi farlo devi farlo seriamente". Da lì sono passata dalla formazione amatoriale a quella istituzionale. Il gusto per la parola l'ho imparato a casa, la mia famiglia mi ha molto stimolato al dibattito e a un registro alto del discorso. Mi sto scontrando tanto con questo, specie nelle interviste: se non semplifico io, finisce che semplificano gli altri e non sempre si coglie l'essenza del messaggio. Parliamo dei personaggi di Mamma + Mamma e Ricordi?. Che sfide sono state? C'è una dose di fortuna nell'arrivo di determinati progetti. Non so se sia una questione di energie o desideri che incontrano il bisogno e l'espressione di altri, fatto sta che la BiBi Film mi ha offerto due viaggi meravigliosi. Quello di un'attrice è un percorso fatto di tante scelte. Non è facile. Non è facile vivere di questo mestiere se vuoi dire di no, sto pagando questo sacrificio e frenando progetti di vita che necessitano di materia e presenza per realizzarsi... Anche se la vita mi sta dimostrando che le cose e le persone importanti sanno aspettare. Sul set con Luca Marinelli com'è andata? È un compagno di viaggio divertente, molto più avanti di me come esperienza. Ho fatto il provino con lui il giorno dopo che aveva ritirato il David di Donatello, quindi può immaginare quanto fossi intimidita... Invece è uno che ti mette subito a tuo agio... e le telefonate delle amiche che mi dicevano: "Nooo, con Marinelli, beata" non si contavano. Un bellissimo uomo, ma soprattutto un attore fuoriclasse. Anche con Maria Roveran, mia partner in Mamma + Mamma, mi sono trovata molto bene nella modalità di lavoro stacanovista e super accurata che abbiamo entrambe, è bello avere accanto colleghi che non si risparmiano mai.
È raro che il titolo di un film diventi una domanda rivolta anche allo spettatore, capace di interrogarlo direttamente, invitandolo a sovrapporre, alle immagini sullo schermo, le memorie personali e i propri innamoramenti, fatti di rivelazioni, di fratture e dei tentativi di non diventare estranei dopo la fine di una relazione. La scelta di non dare un nome ai due protagonisti conferma la volontà, [...] Vai alla recensione »