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Ultimo aggiornamento mercoledì 4 marzo 2020
Dopo dieci anni dal primo Mamma mia! si torna nella magica isola greca di Kalokairi in un nuovo musical basato sulle canzoni degli ABBA. Il film ha ottenuto 1 candidatura a CDG Awards, In Italia al Box Office Mamma mia! - Ci risiamo ha incassato 3,4 milioni di euro .
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giovedì 26 febbraio 2026 ore 15,35 su SKYCINEMAROMANCE
Mamma mia! - Ci risiamo è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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CONSIGLIATO NÌ
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Sono passati alcuni anni e Sophie ha deciso di rimodernare l'hotel di famiglia, sull'isola greca di Kalokairi, per rendere omaggio a Donna, che l'ha cresciuta da sola in quel paradiso terrestre. Mentre soffre per la lontananza di Sky e si adopera perché l'inaugurazione dell'hotel sia memorabile, la giovane donna ripensa alla vita di sua madre, a quel pugno di giorni che le sconvolsero la vita e alla scelta di restare sull'isola, la stessa che sta maturando lei, tra entusiasmo e perplessità.
Il sequel del successo colossale diretto da Phyllida Lloyd è improntato sulla formula del rispecchiamento, seguita con testarda esattezza, per non dire robotica meccanica, e culminante in uno scambio di persona in un acqueo riflesso, a suggello della lunga equazione che lo precede.
La regia, dieci anni dopo, passa a Ol Parker, e, anche se alla base non c'è più l'ispirazione diretta di un musical già rodato, si direbbe che il copione del film nasca proprio dal desiderio di portare in scena molti brani degli ABBA che non avevano trovato posto in prima battuta. La musica è tanta, persino troppa, infatti la soluzione di continuità tra i pezzi cantati è spesso minima. D'altronde si canta e si balla dentro e fuori dai flashback, con la differenza che, là dove il personaggio interpretato da Amanda Seyfried piange lacrime melanconiche, l'ingresso di Lili James nel ruolo di Donna da ragazza è una risata sfrenata senza fine, sintomo squadernato di un amore per la vita e l'avventura che è da sempre l'ingrediente di successo della musica e del personaggio.
La parte dei ricordi è in ogni caso la più riuscita e la più divertente, tanto da relegare quella di Sophie e dei tre padri al ruolo di cornice, e segna l'entrata in scena di tre personaggi che si rivelano inaspettatamente all'altezza dei loro futuri - e ben più noti- se stessi. Per il resto il sequel cerca di sopperire alle manifestazioni dell'identità ripetitiva che lo caratterizza con un salto di dimensione, puntando su grandi numeri corali, che sfondano la barriera tra interni ed esterni ("When I kissed the teacher", "Waterloo").
La festa è diventata circo: la dimensione famigliare, sempre sul limite della commozione, che era del primo film, in un secondo capitolo che verte sul ricordo affettivo, paradossalmente si perde; la nostalgia rimane un sentimento evocato ma non esperito e lo spettacolo si gonfia, sbuca senza respiro da ogni interstizio, in un carnevale di sorprese attese, una sfilata di ceroni circensi.
Non che non ci si possa divertire a veder duettare due indubbie guest star sulle note di "Fernando", ricordando quella volta in Messico nel '59, ma siamo dalle parti della parodia, quella che il kitsch fa della catarsi. Basta saperlo.
Negli anni Settanta, quando il mondo si preparava a scendere in pista con la disco music, Benny Andersson, Björn Ulvaeus, Agnetha Fältskog e Anni-Frid Lyngstad davano vita a un marchio che, più dell'Absolut Vodka e di Ikea, avrebbe reso la Svezia celebre oltre il mare del Nord: gli ABBA. Il successo arrivò, inaspettato, nel 1974 con l'esecuzione all'Eurofestival del brano "Waterloo" e da allora gli ABBA non hanno mai smesso di cantare, neanche quando si sono separati poco meno di un decennio più tardi. Le loro canzoni, infatti, hanno continuato a suonare ovunque, dall'Australia al Sud Africa, dall'Argentina e il Messico all'Irlanda. Finché arrivò il momento tanto temuto, l'oblio. "Eravamo stati quasi dimenticati", avrebbe raccontato molti anni dopo Björn, "ed ecco che due donne, Phyllida Lloyd e Catherine Johnson, cambiarono il nostro destino quando decisero di creare un musical dalle nostre canzoni".
Quei grandi successi, che si prestavano a qualsiasi situazione perché parlavano della vita quotidiana, di cose alla portata di tutti, finirono per fornire la trama al musical Mamma Mia!, che quasi un decennio dopo la prima mondiale a teatro venne trasformato in un film con un cast stellare - Meryl Streep, Pierce Brosnan, Colin Firth e Stellan Skarsgård - e una location fantastica come l'isola greca di Kalokairi.
Da allora sono passati altri dieci anni ma è come se da qualche parte un vecchio disco avesse continuato a girare su quel "Mamma mia, here we go again..." e all'improvviso quel refrain avesse innescato l'idea più logica, riprendere il filo della narrazione per raccontare la storia di Donna.
In fondo, a partire dal testo degli ABBA che sembrava già preannunciarlo, Mamma Mia! si prestava a un seguito. Di materiale ce n'era in abbondanza per cucirci sopra una nuova trama che avesse gli stessi protagonisti. C'erano troppe cose non dette e lasciate ai puntini di sospensione nel vecchio diario di Donna ritrovato dalla figlia, Sophie. C'erano tre storie d'amore estive in attesa di essere raccontate, una giovane band di amiche (Donna and the Dynamos) che aspettava di potersi scatenare sotto le luci dei riflettori, una ragazza innamorata della vita e dell'amore rimasta incinta, da sola, su un'isola, e un repertorio musicale dal quale continuare ad attingere a piene mani. In pratica, Mamma Mia - Ci risiamo! si offriva agli sceneggiatori sia come sequel che come prequel del film originale.
Ancora una volta, a dare inizio alla narrazione è un evento magno. Sophie, che in Mamma Mia! stava per convolare a nozze (salvo poi decidere di imbarcarsi in un lungo viaggio per il mondo con il suo amato fidanzato), è incinta. Ce la farà a tirare su il bambino da sola?, si chiede preoccupata. Ma la risposta, le fanno notare, ce l'ha davanti agli occhi: sua madre Donna. Ed è così che, attraverso i ricordi delle amiche di sempre, le Dynamos, entra in scena la giovane Donna di Lily James alle prese con i suoi tre flirt estivi - Bill, Harry e Sam - e una gravidanza fuori programma.
Passato e presente s'intersecano liberamente, alternandosi e sovrapponendosi accompagnati dalle musiche degli ABBA a offrire nuovi risvolti e personaggi. Come la celebre "Fernando", adattata ad Andy Garcia e cantata da Cher la cui presenza nel film nel ruolo di Ruby - madre di Donna e nonna di Sophia - rappresenta la vera grande novità di Mamma Mia - Ci risiamo! Tutto intorno ruotano le canzoni degli ABBA, brani che sono stati scritti quarant'anni fa e che continuano a vivere una nuova vita al di fuori del loro tempo.
Mamma mia! Ci risiamo Di Ol Parker Sono passati alcuni anni e Sophie ha deciso di rimodernare l'hotel di famiglia, sull'isola greca di Kalokairi, per rendere omaggio a Donna, che l'ha cresciuta da sola in quel paradiso terrestre. Mentre soffre per la lontananza di Sky e si adopera perché l'inaugurazione dell'hotel sia memorabile, la giovane donna ripensa alla vita [...] Vai alla recensione »
Se un film ha successo capita spesso che se ne faccia un sequel, raccontando vicende seguenti a quelle che già si conoscono; più di rado se ne ricava un prequel, narrando quelle precedenti. Caso più unico che raro, Mamma mia! Ci risiamo è contemporaneamente un seguito e un prequel del grande successo di pubblico di dieci anni fa, visto e rivisto al cinema e in dvd da milioni di spettatori.