Titolo originale | Ma vie de courgette |
Titolo internazionale | My Life as a Zucchini |
Anno | 2016 |
Genere | Animazione, Drammatico, |
Produzione | Svizzera, Francia |
Durata | 66 minuti |
Regia di | Claude Barras |
Attori | Gaspard Schlatter, Sixtine Murat, Paulin Jaccoud, Michel Vuillermoz, Raul Ribera Estelle Hennard, Elliot Sanchez, Natacha Koutchoumov, Brigitte Rosset, Adrien Barazzone, Véronique Montel, Monica Budde, Anne-Laure Brasey, Jean-Claude Issenmann, Lou Wick, Romane Cretegny, Evelyne Bouvier, Léonard Geneux, Iannis Jaccoud, Will Forte, Nick Offerman, Elliot Page, Amy Sedaris, Erick Abbate, Ness Krell, Romy Beckman, Barry Mitchell II, Clara Young, Susanne Blakeslee, Finn Robbins, Olivia Bucknor, JB Blanc, Stephanie Sheh, Michael Sinterniklaas. |
Uscita | giovedì 1 dicembre 2016 |
Tag | Da vedere 2016 |
Distribuzione | Teodora Film |
Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
MYmonetro | 3,73 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 15 marzo 2018
Courgette si ritrova in un orfanotrofio, dovrà stringere amicizia tra bambini cresciuti in situazioni difficili. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, ha vinto un premio ai European Film Awards, 3 candidature e vinto un premio ai Cesar, In Italia al Box Office La mia vita da zucchina ha incassato 152 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Zucchina non è un ortaggio ma un bambino (il cui vero nome era Icaro) che pensa di essersi ritrovato solo al mondo quando muore sua madre. Non sa che incontrerà dei nuovi amici nell'istituto per bambini abbandonati in cui viene accolto da Simon, Ahmed, Jujube, Alice e Béatrice. Hanno tutti delle storie di sofferenza alle spalle e possono essere sia scostanti che teneri. C'è poi Camille che in lui suscita un'attenzione diversa. Se si hanno dieci anni, degli amici e si scopre l'amore forse la vita può presentarsi in modo diverso rispetto alle attese.
Ci sono dei film (rarissimi) capaci di infrangere una serie di tabù (anche della categoria del politically correct) consapevoli di avere dalla propria parte uno sguardo carico di quell'umanità profonda che rivela un'altrettanto profonda e partecipe conoscenza dei soggetti portati sullo schermo. Il film ha trovato il proprio punto di partenza nel libro "Autobiographie de une Courgette" ma è Céline Sciamma, al suo top nella scrittura, che ha saputo fornirgli il giusto equilibrio tra dramma, commozione e speranza.
Perché ci viene ricordato quanto sia intensa la sofferenza di un bambino che vive una condizione familiare disastrata (la mamma di Zucchina era alcolizzata e lui conserva di lei come ricordo una lattina di birra vuota ma i suoi compagni non hanno vissuto meglio). Ci dice però anche che si può sfuggire allo stereotipo cinicamente pessimista secondo il quale 'tutti' gli istituti per minori sono luoghi di detenzione in cui trascorrere mesi o anni in cui i soprusi sono pane quotidiano. Non è così per Zucchina e i suoi amici anche se la speranza di trovare una possibilità di vita al di fuori resta non può venire a mancare.
Ci viene anche detto (e questa consapevolezza viene comunicata ai giovanissimi spettatori) che le prime domande sulla sessualità non sono forse mai state (e oggi lo sono ancor meno) riservate a quel periodo della vita che si chiama pubertà. Nascono infatti molto prima e bisogna aiutare i piccoli a coniugarle con il sentimento, come accade con Zucchino e Camille dopo che ci si era interrogati, dando risposte catastrofiche, su cosa accade tra due persone di sesso differente quando vanno oltre l'amicizia.
Claude Barras ha saputo mettersi ad altezza di bambino deprivato senza mai farsi tentare da uno sguardo dall'alto in basso. Lo ha fatto consegnando ad ognuno dei protagonisti (pupazzi animati in stop motion) dei grandi occhi capaci di attrarre qualsiasi spettatore (bambino o adulto che sia) che non sia privo di sensibilità.
LA MIA VITA DA ZUCCHINA disponibile in DVD o BluRay |
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Gli europei francofoni sono molto bravi a fare film d’animazione. Attraverso questi film vengono toccate una serie di tematiche sociali importanti. “La mia vita da zucchina” in particolare è un film commovente, un condensato di buone intenzioni e di vivere politically correct: nell’istituto per minori, in cui ogni ragazzo ha una storia drammatica alle spalle, il poliziotto è buono, il giudice è comprensivo. [...] Vai alla recensione »
La tecnica del film di animazione dettastop motion assume nel film La mia vita da zucchina una delle sue più convincenti espressioni, sia sul piano delle immagini, sia su quello del racconto. Essa è basata non su disegni bidimensionali ma su pupazzi e oggetti tridimensionali, spesso di plastilina, fotografati a passo uno, ossia passo a passo, a ogni singolo movimento.
"La mia vita da Zucchina" è la storia di Icare soprannominato Zucchina( in francese Courgette)-nomignolo datogli dalla madre-con quei suoi occhi enormi sgranati sul mondo le orecchie rosse e a sventola l'aquilone da cui non si separa mai con su'disegnato un supereroe-che oltretutto lui sostiene essere il suo papà-la lattina di birra appartenuta alla madre(ahimè alcolizzata)che anche questa porta [...] Vai alla recensione »
Non è un film per bambini malgrado il titolo e la raffigurazione quasi infantile dello stop motion de La mia vita da zucchina possano trarre in inganno, tutt’altro. Dietro il lavoro franco-svizzero sceneggiato con abilità da Celine Sciamma (regista del famoso Tomboy), si nasconde un piccolo gioiello di malinconica poesia, permeato di infanzia perduta e di un dolore di fondo [...] Vai alla recensione »
LA MIA VITA DA ZUCCHINA (FR/SVIZZ, 2016) diretto da CLAUDE BARRAS. Figlio di una donna alcolizzata che perde il giorno intero a guardare telenovelas, Zucchina (il cui vero nome è Icar), bambino di nove anni, ammazza il tempo costruendo torri di lattine di birra e facendo volare il suo piccolo aquilone in cielo, il quale ha ritratto su una facciata l’immagine di una gallina (poiché [...] Vai alla recensione »
Zucchina è un bambino che rimane solo dopo la morte della madre alcolista. La sua vita nell’orfanotrofio non comincia bene, soggetto com’è ai dispetti degli altri bambini, tutti con un vissuto molto doloroso alle spalle. La capacità di Zucchina di rispondere con altrettanta efficacia alle aggressioni degli altri bambini fa si che il suo inserimento sia rapido e funzionale. [...] Vai alla recensione »
Non piangevo così tanto per un film da un sacco di tempo. Forse non ho mai pianto così tanto per un film. Non è un cartone per bambini, è una storia bellissima che porta a riflettere su temi profondi, di cui raramente si parla e a cui io stessa non avevo mai fatto caso. Vorrei averlo scoperto prima, anzi vorrei non averlo ancora visto per poterlo rivedere e provare la stessa intensa emozione.
Storia semplice, ma ricca di spunti. Abbastanza triste, ma con buoni sentimenti e speranza. Film per tutti, ma soprattutto per adulti
La storia di questo bambino finito in un orfanotrofio è una lente di ingrandimento sulla realtà: dietro lo stop motion, i toni poetici e ritmi molto "francesi" del film, c'è il mondo dell'infanzia che si racconta nella sua semplicità e tenerezza. Il personaggio di Zucchina è disarmante: il suo sguardo sul mondo ci fa sentire piccoli piccoli.
L'argomento trattato è forte, è una animazione che se i bambini capissero fino in fondo piangerebbero... E' una buona realizzazione tecnica, uno spettacolo per gli occhi, con colori ed espressività di notevole fattura.
film leggero e delicato nel trattare temi difficili quali la morte dei genitori, la droga, la morte in generale e anche il sesso e l'amore. Cosa si vuole di più? Qualche difetto: una grafica non proprio amorevole piuttosoto grossolana ma in particolare la scenegiatura è troppo buonista nel considerare il mondo degli adulti tranne la perfida zia di camille.
Decisamente mediocre. Uno dei film più scarsi che io abbia mai visto. Anche i miei figli hanno detto: ma che brutto film.
Rimasto solo al mondo, un bambino dai capelli blu soprannominato Zucchina entra in una casa-famiglia popolata di ragazzini variamente feriti o abbandonati. Accanto a Camille, Simon, Ahmed e gli altri apprenderà la forza della solidarietà e il valore del pensiero collettivo. C'è voluto un lavoro enorme per realizzare meno di settanta minuti d'animazione.
Animazione in stop motion di personaggi in plastilina dalle teste tonde e gli enormi occhi sgranati, La mia vita da zucchina è un incantevole romanzo di formazione narrato con perfetto equilibrio di toni. Basato sull'omonimo libro per ragazzi di Gilles Paris (Piemme), il film non nasconde (e questo può renderlo poco adatto al pubblico dei piccini-piccini) il crudo dramma che pesa sulle spalle del protagonis [...] Vai alla recensione »
Orfani in orfanotrofio, ma è avventura di opposizioni, solidarietà, errori e maturazione non lacrimosa. La Zucchina è Icaro dai capelli blu (e quanto vorrebbe volare...), malinconico per abbandono e materiali ricordi (un aquilone paterno, le lattine di birra di mamma beona). Con i nuovi amici scopre il mondo dove, nella sapiente sceneggiatura di Céline Sciamma ("Tomboy"), dolore, amicizia, storie tragiche [...] Vai alla recensione »
«La mia vita da Zucchina» è un capolavoro dell'animazione in stop motion cui s'adatta appieno la più usurata delle didascalie: perfetto per gli adulti e i bambini. Diretto dal diligente Barras, ma fortemente debitore del romanzo originario di Gilles Paris e della sceneggiatura di Celine Sciamma, questo autentico poema di formazione raffigura una vita d'orfanatrofio tanto coinvolgente ed emozionante [...] Vai alla recensione »