Natale col boss

Film 2015 | Commedia, +13 96 min.

Regia di Volfango De Biasi. Un film con Claudio Gregori, Pasquale Petrolo, Francesco Mandelli, Paolo Ruffini, Giulia Bevilacqua. Cast completo Genere Commedia, - Italia, 2015, durata 96 minuti. Uscita cinema mercoledì 16 dicembre 2015 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,94 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 24 dicembre 2015

Alex, Dino, Leo, Cosimo e il Boss inciampano l'uno nella vita dell'altro, in una commedia piena di equivoci e colpi di scena. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Natale col boss ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 7,5 milioni di euro e 1,3 milioni di euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,94/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,80
PUBBLICO 2,52
CONSIGLIATO SÌ
v
Una commedia ben scritta, ben girata, ben montata e benissimo recitata, con un sorprendente Peppino Di Capri: il futuro del cinepanettone.
Recensione di Paola Casella
mercoledì 16 dicembre 2015
Recensione di Paola Casella
mercoledì 16 dicembre 2015

Cosimo e Leo sono due poliziotti completamente deficienti (con il "ci" sillabato) mandati a sorvegliare un boss della camorra proprio in virtù della loro manifesta idiozia dal loro capo corrotto. Ciò nonostante riescono a fotografare il boss, che dunque si vede costretto a rifarsi letteralmente la faccia, e si rivolge a due chirurghi plastici, Alex e Dino, che si mettono all'opera per esaudire la sua richiesta (in punta di pistola): assomigliare come una goccia d'acqua a Leonardo DiCaprio. Peccato che i chirurghi, anch'essi piuttosto deficienti, capiscano Peppino Di Capri e rendano il criminale identico al cantante campano.
Il fatto che Natale con il boss esca proprio sotto Natale e che parte del film sia ambientato alla vigilia non basta a ridurre il film al mero ruolo di cinepanettone. Qui siamo di fronte ad una commedia ben scritta (da un team di cinque sceneggiatori, fra cui il duo Lillo e Greg che conta per uno ma fa per quattro: è loro l'idea iniziale dell'equivoco Leonardo-Peppino), ben girata, ben montata (senza tempi morti, con ritmo comico) e benissimo recitata da un cast che, oltre a Lillo e Greg e al duo Mandelli-Ruffini (qui diretti in modo da non sbrodolare e non autocompiacersi), vanta alcuni fra i migliori caratteristi della scuola napoletana come Gianfelice Imparato, Giovanni Esposito e Antonio Pennarella, per citarne solo alcuni. Nota di merito speciale per Francesco Di Leva, l'unico delegato a mantenere una recitazione straight in una parodia del gangster film, Enrico Guarnieri, straordinario commissario di polizia, e Giulia Bevilacqua, moglie di Leo, che tocca tutte le corde del suo personaggio, finalmente un ruolo femminile ben scritto e concepito contro stereotipo in una commedia italiana contemporanea. Del resto che De Biasi & co lavorino contro stereotipo è evidente da mille dettagli, a cominciare dal proliferare di cassonetti per la differenziata nella Napoli della "monnezza".
Ma la vera sorpresa di Natale con il boss è Peppino Di Capri, che riesce ad interpretare il ruolo del boss che tanto gli assomiglia con grande credibilità fisica e vocale e interagisce con il se stesso schivo e bonario che il pubblico conosce. Il suo duetto finale con il rapper Gué Pequeno, su titoli di coda che mescolano il fumetto con il documentario, dà la misura di quanto Di Capri sia un perfomer a tutto tondo capace di reinventarsi per il Ventunesimo secolo.
Natale con il boss possiede la consapevolezza che gli spettatori non sono necessariamente deficienti, e dunque possono divertirsi a seguire una trama che è sì surreale, ma è anche basata su quanto, al cinema, è ormai "patrimonio" acquisito: una memoria storica dei mafia movie (e del cinema di alcuni autori, in primis Matteo Garrone, citato almeno tre volte), una conoscenza dei meccanismi comici che ne consente il ribaltamento e la variazione, una comprensione dei caratteri che dà spazio al rinnovamento partendo proprio dalla loro riconoscibilità. Ogni attore è utilizzato sulla base delle sue specifiche potenzialità e dello spazio che si è conquistato nell'immaginario collettivo. Ogni battuta fa perno sul ricordo di mille altre, e poi trova la spigolatura innovativa, il piccolo twist intelligente. Si ride senza vergognarsene, si segue il ritmo "in levare" di ogni scena e una comicità che è un susseguirsi di situazioni congruenti pur nella loro demenzialità, non una sequela di gag o di episodi malamente appiccicati l'uno all'altro. Questo non è solo il futuro del cinepanettone, ma il futuro della commedia popolare (all')italiana, quella da largo pubblico e da grasse risate.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 30 dicembre 2015
enzo70

  Il film di Natale 2015 di De Laurentis rappresenta un punto di svolta per i cinepanettoni. Un po’, ma molto poco, poliziesco, molto, ma molto assaje, anche perché ambientato a Napoli, comico, nella tradizione della commedia italiana basata sul gioco degli equivoci. Due chirurghi plastici, Lillo e Greg, vengono rapiti da un boss della camorra perché gli rifacciano i connotati. [...] Vai alla recensione »

Frasi
"... Ho tolto pane e pasta!"
Dino (Pasquale Petrolo)
dal film Natale col boss - a cura di Loredana
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Quante risate. Lillo&Greg funzionano alla grande nei panni degli imbranati chirurghi chiamati a rifare la faccia a un camorrista. Peccato che fraintendano: così invece che in Leonardo Di Caprio lo trasformano in Peppino Di Capri. Dando modo al mitico cantante di riciclarsi come attore anni dopo i lontani musicarelli. E Peppino merita un encomio: davvero spiritoso nel doppio ruolo di se stesso e del [...] Vai alla recensione »

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