Land of Mine - Sotto la sabbia

Film 2015 | Guerra +13 101 min.

Titolo originaleUnder Sandet
Anno2015
GenereGuerra
ProduzioneDanimarca, Germania
Durata101 minuti
Regia diMartin Zandvliet
AttoriRoland Møller, Mikkel Boe Følsgaard, Laura Bro, Louis Hofmann, Joel Basman, Oskar Bökelmann Emil Buschow, Oskar Buschow, Leon Seidel, Karl Alexander Seidel, Maximilian Beck, August Carter, Tim Bülow.
Uscitagiovedì 24 marzo 2016
TagDa vedere 2015
DistribuzioneNotorious Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,39 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Martin Zandvliet. Un film Da vedere 2015 con Roland Møller, Mikkel Boe Følsgaard, Laura Bro, Louis Hofmann, Joel Basman, Oskar Bökelmann. Cast completo Titolo originale: Under Sandet. Genere Guerra - Danimarca, Germania, 2015, durata 101 minuti. Uscita cinema giovedì 24 marzo 2016 distribuito da Notorious Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,39 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il film, presentato in concorso al Tokyo International Film Festival 2015, è ispirato a fatti realmente accaduti. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto 3 European Film Awards. In Italia al Box Office Land of Mine - Sotto la sabbia ha incassato 366 mila euro .

Land of Mine - Sotto la sabbia è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING e in DVD e Blu-Ray su IBS.it. Compralo subito

Consigliato sì!
3,39/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,38
PUBBLICO 3,80
CONSIGLIATO SÌ
La storia poco conosciuta di un massacro silenzioso, raccontato con ritmi serrati e scelte stilistiche efficaci.
Recensione di Olivia Fanfani
Recensione di Olivia Fanfani

Danimarca, 1945. La lotta per la sopravvivenza sembra ormai non conoscere limiti all'indicibile, consumandosi lenta ed inesorabile. L'incubo della guerra ancora vivo negli occhi dei sopravvissuti, giustifica una distorsione del concetto di giustizia nelle vittime del Nazismo. Sono questi gli ingredienti della tragedia che ha risucchiato la Danimarca - e il mondo - nel vortice nero della seconda guerra mondiale e delle sue conseguenze. Una parabola umana in cui vittime e carnefici si fondono, perdendo la connotazione di topos letterario per varcare quel confine entro cui la disperazione genera uomini bestiali.
Nei giorni che seguirono la resa della Germania alla fine della seconda guerra mondiale, gli alleati deportarono migliaia di soldati tedeschi con l'onere di sacrificarsi per riparare al danno inferto al mondo dal regime nazista. Molti di quei soldati non erano addestrati, ragazzi costretti a percorrere in lungo e in largo le coste occidentali danesi per disinnescare più di due milioni di mine; quelle che l'esercito di Hitler aveva posizionato in previsione di un ipotetico sbarco degli alleati. Una storia poco conosciuta, che Martin Zandvliet sceglie di raccontare con la voce di quattordici giovani costretti a muoversi carponi su spiagge assolate, affidando la vita alla capacità di un bastoncino di scendere quanto più possibile nelle profondità della sabbia umida, col sangue freddo di esperti artificieri.
Disposti a sacrificarsi l'uno per l'altro, ma anche spaventati e pronti a scappare quando il primo compagno resta mutilato da una deflagrazione, i ragazzi appaiono in tutta la loro fragilità di fronte alla disumanità della guerra. Come disumano è il freddo comportamento con cui il sergente danese Rasmussen fa marciare la sua squadra sulle dune ogni giorno. La tirannia, universale per definizione, ha le stesse regole ovunque: manca di morale ed evita la riflessione sul peccato, trovando, a seconda dei casi e degli individui, una sua propria (e sempre differente) legittimazione. Così uomini in divisa costringono altri uomini in divisa alla paura, al terrore e alla negazione di se stessi, stando ben attenti ad evitare il confronto, con l'unico contatto degli occhi negli occhi per sottolineare la sudditanza del prigioniero.
Il film percorre le tappe di una storia carica di tensione emotiva, che costringe lo spettatore all'apnea dei primissimi piani di fronte al cuore di un esercito di bombe pronte ad esplodere. I volti puliti dei giovani prigionieri sono i caratteri di un intero popolo che, dopo aver messo l'Europa a ferro e fuoco, è stato costretto a richiamare alla leva ragazzini di tredici anni. Vediamo quindi il leader naturale Sebastian, il cinico insofferente Helmut o i dolcissimi gemelli Ernst e Werner strappati ai sogni infantili per riscoprirsi affamati e impauriti in un tratto di mondo che desidera solo vederli morire.
La fotografia fredda di un'ambientazione incantevole stride con i caratteri infernali di cui è imperniata la vicenda, in cui l'aridità degli animi si contrappone ai panorami mozzafiato di un deserto in riva al mare. Lo spettatore è in balìa di una narrazione ben costruita che genera una tensione costante, con una regia che predilige il più delle volte l'omissione alle immagini esplicite. La scelta di silenzi carichi d'intensità, rafforza l'efficacia delle lunghe sequenze del film, con le musiche a fare da contrappunto con brevi sonorità, subito interrotte da una rinnovata quiete apparente - e devastante.
Ne esce un'immagine di desolazione e impotenza, addolcita solo dal sergente Rasmussen che riporta tutto ad un senso di rettitudine ammirevole grazie a una rinnovata empatia con i ragazzi. Il bagliore alla fine del tunnel, il confine con la Germania a poche centinaia di metri, risulterà però pretenzioso e un po' poco credibile laddove il cambio di tendenza sentimentale del capitano per i suoi prigionieri è un pretesto debole per il disgelo totale delle relazioni che conducono alla liberazione. Per un film che è riuscito a mantenere una linea lucida e realistica, il rischio era quello di scadere nella retorica, ma Zandvliet riesce a sublimare l'importanza degli sguardi dei ragazzi scomparsi a scapito delle parole dei superstiti, relegando la salvezza solo a un'anomalia.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 2 aprile 2016
vanessa zarastro

Forse un gioco di parole? Friend of mine è un mio amico (letteralmente un amico dei miei) ma mine vuol dire anche le mine quelle che esplodono e che vanno disinnescate. Lungo la costa occidentale della Danimarca i tedeschi avevano riempito di mine le spiagge  pensando che lo sbarco degli Alleati avvenisse lì. Nel 1945, a guerra finita, i danesi si ritrovano a usare i prigionieri [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 luglio 2016
Ashtray_Bliss

Under sandet è un film poetico, delicato ma anche graffiante, incisivo, duro come la realtà che descrive e che impeccabilmente mette in scena il regista danese Zandvliet fotografando una realtà post-bellica cruda, spietata, disumana, dove forse però c'è ancora uno spiraglio di speranza vivo sotto quella sabbia di mine.

venerdì 8 aprile 2016
filippotognoli

Siamo alla fine della 2nda guerra mondiale nello scenario poco conosciuto delle spiaggie danesi pesantemente minate dai Tedeschi x timore dello sbarco degli Alleati. Il conflitto e' finito, ma non lo spirito di vendetta e di odio cieco dei soldati/civili danesi contro gli invasori nazisti. A farne le spese sono un gruppo di ragazzi tedeschi che non solo devono sminare le spiaggie, ma soprattutto [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 marzo 2016
Giulio Vivoli

  TEMA DI LAND OF MINE Il tema della guerra affrontato dal lato della vendetta e dell’espiazione nei confronti delle colpe dell’esercito nazista, chiamato a riparare i danni provocati in tempo di guerra. Land Of Mine racconta la poco nota vicenda storica dello sminamento di centinaia di chilometri di costa danese, per portare a termine il quale vennero utilizzati al termine della [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 maggio 2016
bericopredieri

Bellissimo, toccante, e durissimo film, anche dal punto di vista delle immagini, vedi la scena del ragazzo con entrambe le braccia amputate dall'esposione. Non si conosceva questa storia e bene ha fatto il regista a proporla all'attenzione del grande pubblico, la Germania, sopratutto nelle ultime fasi della guerra, aveva supplito alle tante perdite gettando in campo forze giovanissime, ado [...] Vai alla recensione »

sabato 9 aprile 2016
angelo umana

 Forse nel titolo del film c’è un gioco di parole, Land of mine come Il mio paese potrebbe potersi chiamare land of mines, paese di mine. Così rimase la Danimarca alla fine della seconda guerra mondiale: le sue coste erano state disseminate capillarmente di mine dagli occupanti tedeschi, pensavano che lì sarebbero sbarcati gli americani, alleati dei loro nemici.

giovedì 15 dicembre 2016
giuliog02

Un film drammatico, crudo, e con scene violente, di denuncia della  condotta criminale dell'esercito danese nei riguardi di giovani prigionieri tedeschi. Narrazione essenziale, cruda, assolutamente credibile, di fatti che oggi appaiono inaccettabili e che nel contesto del periodo finale della seconda guerra mondiale rientravano, purtroppo, nella modalità di conduzione di molti [...] Vai alla recensione »

sabato 23 luglio 2016
Eugenio

L’orrore della guerra. Anche quando questa è finita. Anche quando la resa è evidente. Maggio 1945. Ritiro delle truppe tedesche in Danimarca, nazione da questi occupata per cinque anni. I prigionieri di guerra tedeschi vengono costretti dal governo danese a lavorare come sminatori per recuperare sotto le bianche distese di sabbia della costa occidentale le mine che erano state in precedenza nascoste [...] Vai alla recensione »

giovedì 31 marzo 2016
Flyanto

Ogni conflitto, è risaputo, miete vittime, sia innocenti che non , e "Land of Mine" presenta un nuovo aspetto o, per lo meno, un aspetto della storia meno conosciuto riguardante le giovanissime vittime a seguito dell'opera di sminamento nelle spiagge danesi costituite dai giovanissimi soldati tedeschi prigionieri.  Terminato il secondo conflitto mondiale le spiagge [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 marzo 2017
Cinemind_

Maggio 1945, la seconda guerra mondiale è arrivata alla sua conclusione. Dopo la resa nazista, un gruppo di giovanissimi soldati tedeschi vengono costretti a disinnescare migliaia di mine sepolte lungo le spiagge della Danimarca. I ragazzi, obbligati a vivere in pessime condizioni, sono affidati al guida del sergente danese Carl Leopold Rasmussen.

sabato 8 ottobre 2016
Filippo Catani

Danimarca 1945. Per bonificare dalle mine buona parte del proprio territorio, i danesi utilizzarono giovanissimi soldati tedeschi. Bello e intelligente questo film firmato da Martin Zandvilet e che ha innanzitutto il merito di gettare luce su un aspetto poco conosciuto della Seconda Guerra Mondiale. La popolazione danese dopo anni di occupazione non vedeva l'ora di vendicarsi dei soldati tedeschi [...] Vai alla recensione »

sabato 3 marzo 2018
Ennio

Chi ha fatto il militare potrà forse dare un punto in più a questo film crudo e realistico, anche se nessuno tra noi può davvero capire cos'è la guerra vera, ormai la conosciamo solo su libri di storia e documentari. E' sempre sgradevole, per militari e non, riconfrontarsi con gli aspetti più insulsi della vita militare, quelli legati alla disciplina formale [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 marzo 2017
Cinemind_

Maggio 1945, la seconda guerra mondiale è arrivata alla sua conclusione. Dopo la resa nazista, un gruppo di giovanissimi soldati tedeschi vengono costretti a disinnescare migliaia di mine sepolte lungo le spiagge della Danimarca. I ragazzi, obbligati a vivere in pessime condizioni, sono affidati al guida del sergente danese Carl Leopold Rasmussen.

martedì 14 marzo 2017
Luigi Chierico

Le atrocità di una guerra che lascinano niòlioni di persone morte  sui campi, disperse,  ferite mutilate, vedove e genitori soli non bastano. Si perpetua una cattiveria, una vendetta che in questa tristissima sroria ha dell'inumano. Sacrificare delle giovanissime vite in nome di un principio che ricorda la facola di Fedro  Il lupo e l'agnerllo "se no sei stato [...] Vai alla recensione »

domenica 3 aprile 2016
gavrizlata

ho visto il film oggi da sola e posso dire che la trama mi ha tenuto in costante ansia; a chi tocca saltare in aria? Era indubbio che di quei tedeschi obbligati a disinnescare le mine qualcuno ci avrebbe rimesso la pelle se non tutti, eppure il film mi ha avvinto e debbo dire gli interpreti sono magistrali ovviamente il merito va ai prigionieri tedeschi ragazzi che hanno saputo toccare le corde [...] Vai alla recensione »

martedì 29 marzo 2016
eloita

Film intenso ed emozionante, narra benissimo i rapporti difficili e controversi che si instaurano tra uomini.  

martedì 29 marzo 2016
elpiezo

Un oscuro capitolo relativo al secondo conflitto mondiale raccontato con profondo e crudo realismo. Una subdola vendetta da parte della Danimarca verso lo sconfitto esercito tedesco, giovani deportati costretti a ripulire le spiagge danesi dalle mine dell'esercito nazista. Un pugno di imberbi soldati armati di legnetti alla caccia di letali mine anticarro con il sogno di un rientro in patria ed il [...] Vai alla recensione »

sabato 26 marzo 2016
giank51

Certamente dopo gli orrori dei campi di sterminio nazisti e la spaventosa descrizione dell'Arcipelago Gulag fatta da A. Solzenicyn uno poteva pensare di aver raggiunto il culmine della crudeltà del secolo scorso. Mi riferisco ad una persona evidentemente sprovveduta, come il sottoscritto. Ecco invece che Martin Zandvliet ci serve una sgradita sorpresa: nella Danimarca del 1945 hanno [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 marzo 2018
Onufrio

Ispirati a fatti realmente accaduti, il film narra la storia avvenuta alla fine della Seconda Guerra Mondiale sulle coste della Danimarca riempite con migliaia di mine dai tedeschi. Saranno gli stessi tedeschi tenuti prigionieri a disinnescare una ad una le mine presenti sotto la sabbia. Al Sergente Rasmussen spetta il compito di addestrare 14 prigionieri tedeschi, tutti ragazzi.

lunedì 17 aprile 2017
Contrammiraglio

Si sa già come andrà a finire, ma comunque la fine é meritevole, così come l'ambientazione. Nel complesso, un filmetto comunque. 

mercoledì 22 marzo 2017
Vepra81

Raramente dò voti altissimi ai film, ma questo è davvero un capolavoro. Niente effetti scenici per ingigantire o affascinare lo spettatore. La semplice e cruda verità di un momento del dopo guerra poco conosciuto. Fin da subito si entra nella vita dei ragazzi e inizi a comprendere i loro sogni e le loro paure. Film da vedere con attenzione. Complimenti.

giovedì 2 marzo 2017
Ma21Kimi

Il film racconta una tragedia dura, non conosciuta (io stesso non conoscevo la storia prima di vedere il film). La tensione viene mantenuta abbastanza alta per tutto il film, ma la parte degna di nota è il contrasto tra lo splendido paesaggio e la crudeltà dell'azione. Molto ben realizzato il personaggio del sergente Rasmussen, prima molto duro e poi piu "gentile" con [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 marzo 2017
giuseppetoro

Film sul dopoguerra, crudele, nel senso che per poter sminare tutte  le mine disseminate nelle spiaggie, i tedeschi presi prigionieri hanno dotuvo impiegarli....

domenica 3 luglio 2016
g_andrini

La storia è tratta da una vicenda effettivamente accaduta, nella drammacità dei postumi della guerra. Buona la recitazione degli attori, anche se alcuni giovani. Buona la fotografia.

Frasi
Quando Avrete Finito, Potrete Tornare a casa
Una frase di Il sergente Carl (Roland Møller)
dal film Land of Mine - Sotto la sabbia - a cura di ention
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Infiniti sono i lati oscuri della seconda guerra mondiale e in particolare dell'immediato dopoguerra, nelle altrettanto infinite articolazioni nazionali e variazioni locali, e quello raccontato da Land of mine- Sotto la sabbia è uno dei tanti. Sconosciuto al pubblico e tenuto sotto silenzio nella sua patria. Lungo le spiagge della costa occidentale della Danimarca l'occupante tedesco aveva concentrato [...] Vai alla recensione »

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Fine della seconda guerra mondiale. Migliaia di soldati tedeschi vengono deportati per porre rimedio ai danni del regime nazista. Come i 14 ragazzi del film, costretti a disinnescare un tratto di spiaggia danese dalle mine posizionate dall'esercito di Hitler. Giovani inesperti costretti ad improvvisarsi artificieri. La disumanità della guerra è stata raccontata in vari modi, ma questo episodio è conosciuto [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Sulla costa ovest dello Jutland, laddove prevedevano lo sbarco alleato, gli invasori nazisti piazzarono, durante la Seconda guerra mondiale, circa due milioni di mine. In una sorta di contrappasso, alla fine del conflitto, furono i prigionieri tedeschi a dover disinnescare gli ordigni: chiaro che la maggior parte di loro morirono o restarono gravemente mutilati.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un capitolo oscuro e piuttosto infame nella storia della Danimarca rievocato da un film molto ben fatto e di sicuro impatto, ma di discutibile impianto: Land of Mine - Sotto la sabbia, di Martin Zandvliet. Che ribalta uno dei dogmi del '900 - i nazisti come immagine del male assoluto - raccontando come nell'estate del 1945, su suggerimento britannico e in spregio di tutte le convenzioni internazionali, [...] Vai alla recensione »

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miglior direttore della fotografia europeo
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miglior costumista europeo
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2016
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miglior acconciatore e truccatore europeo
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