Going Clear: Scientology e la prigione della fede

Film 2015 | Documentario, +16 120 min.

Titolo originaleGoing Clear: Scientology and the Prison of Belief
Anno2015
GenereDocumentario,
ProduzioneUSA
Durata120 minuti
Regia diAlex Gibney
AttoriPaul Haggis, Lawrence Wright, Marty Rathbun, Mike Rinder, Jason Beghe Sylvia Taylor, Sara Goldberg, Tom De Vocht, Monique Rathbun, Tony Ortega, Kim Masters.
Uscitagiovedì 25 giugno 2015
TagDa vedere 2015
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Alex Gibney. Un film Da vedere 2015 con Paul Haggis, Lawrence Wright, Marty Rathbun, Mike Rinder, Jason Beghe. Cast completo Titolo originale: Going Clear: Scientology and the Prison of Belief. Genere Documentario, - USA, 2015, durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 25 giugno 2015 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Un film sulla chiesa di Scientology prodotto dalla HBO e basato sul controverso libro di Lawrence Wright. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, 1 candidatura a Writers Guild Awards, In Italia al Box Office Going Clear: Scientology e la prigione della fede ha incassato 37,8 mila euro .

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Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un'inchiesta su origini, metodi e fini di Scientology. Basata sulle testimonianze di otto fedeli, oggi fuoriusciti, tra cui il regista Paul Haggis.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
mercoledì 24 giugno 2015
Recensione di Raffaella Giancristofaro
mercoledì 24 giugno 2015

Nel 2009, dopo 35 anni di appartenenza, il regista Paul Haggis (il suo Crash vinse l'Oscar nel 2006) si dissocia pubblicamente da Scientology, la chiesa fondata da L. Ron Hubbard nel 1954. La sua dichiarazione fa notizia e lo scrittore e sceneggiatore Lawrence Wright lo intervista per il "New Yorker" sui motivi del suo allontanamento dal culto (tra i quali la discriminazione di genere: due delle figlie di Haggis sono omosessuali). Da quell'incontro nasce il libro inchiesta Going Clear - Scientology, Hollywood and the Prison of Belief, pubblicato nel 2013. Testo al quale il documentarista Alex Gibney, attratto da temi ad alto rischio (Taxi to the Dark Side, Mea Maxima Culpa, The Armstrong Lie), s'ispira per questo suo film omonimo, selezionato dal Sundance Festival nel 2015 e trasmesso nello scorso marzo da HBO negli Stati Uniti. Un film ricco d'informazioni, che a una ricostruzione delle origini di Scientology alterna le testimonianze di altri sette (oltre a Haggis) scientologist di lungo corso, tutti fuoriusciti.
Tre di loro, Marthy Rathbun, Mike Rinder e Tom DeVocht, usciti tra il 2004 e il 2007, hanno avuto posti di primo piano nella dirigenza dell'organizzazione; ma tutti testimoniano di condizionamento mentale, sfruttamento del lavoro, coercizione, metodi di spionaggio e stalking, raccolta di dati personali a scopo di intimidazione (e qui sono chiamati in causa ai rappresentanti del credo nel mondo, ovvero John Travolta e Tom Cruise; il loro silenzio è a dir poco inquietante).
In parallelo si delinea il profilo di Hubbard, iperprolifico autore di racconti di science fiction già negli anni '40, che poi usò come basi "teoriche" per la sua dottrina. Un sedicente eroe di guerra in realtà descritto dai suoi superiori non proprio in maniera elogiativa, a cui viene attribuita l'affermazione "l'unico modo per fare tanti soldi è avere una religione"; uno che vagò per anni nei porti di mezzo mondo, cercando di evadere il fisco e sfruttando e impiegando al proprio servizio adepti del culto nella Sea Org, una pseudo Marina militare da lui fondata nel '67 (iscrivendosi alla quale le si giura fedeltà per un miliardo di anni). Alla sua morte, nel 1986, il posto di leader viene occupato da David Miscavige, il vero bad guy del film - che appare solo in rari video dei gala ufficiali dell'organizzazione, in un tripudio di ovazioni e scenografie da parata dittatoriale - figura a capo della società RTC (Religious Technology Center) che detiene i marchi Dianetics e Scientology.
La disanima dell'organizzazione religiosa non si limita all'aspetto etico-metodologico, perché Going Clear denuncia anche il clamoroso accordo del 1993 tra l'IRS, agenzia delle tasse, minacciata da Miscavige tramite centinaia di cause legali, in seguito al quale il governo statunitense concesse a Scientology lo status di religione e l'automatica esenzione dalle tasse (con conseguente accumulo di un ingente patrimonio immobiliare).
Gibney e Wright non sono i primi a indagare il sistema costruito da Hubbard: nel 1971 uscì The Scandal of Scientology di Paulette Cooper, poi perseguitata dalla chiesa per questo; del 1979 è l'inchiesta di Charles Stafford (ripresa in Sette pezzi d'America - I grandi scandali americani raccontati da premi Pulitzer, minimum fax, 2005); nel 1991 "Time" dedicò una cover story a un'altra inchiesta, di Richard Behar; e per essere aggiornati sull'argomento si veda il blog di Tony Ortega (tra i protagonisti del film), che dal '95 tallona il tema. In parte Going Clear utilizza anche i servizi del giornalista della BBC John Sweeney per rendere conto dell'aggressività e della strategia difensiva dell'organizzazione contro ogni voce critica: la negazione. Nonché sulla pratica del netto allontanamento (disconnection) degli adepti da amici e familiari dissenzienti o membri pericolosi (soppressive persons).
Ma il vero punto di forza di Going Clear sta nel rovesciamento della forma intervista: una tecnica tra le più classiche del genere documentario e al tempo stesso lo strumento con cui Scientology "interpella" i suoi adepti (la cosidetta audition, sorta di sessione privata che viene registrata e archiviata dai membri della chiesa). Se è vero che Scientology la userebbe come strumento di ricatto dei suoi seguaci, Gibney ne fa l'ariete per sfondare il muro di silenzi, negazioni e contenziosi legali che la Chiesa contrappone a chi ne contesta fini e metodi. Sono questi che la macchina da presa interpella, tra vergogne e imbarazzi, parole misurate al millimetro, intravvedendo e suggerendo shock emotivi difficili da ammettere ed esplicitare. Non si tratta solo nella privacy delle persone, ma del loro "ravvedimento" dopo uno stato di manipolazione. Going Clear è quindi un'indagine rara, da vedere soprattutto per le domande che scatena. Fa scattare una doppia, contraddittoria reazione: da una parte il rifiuto per la sopraffazione che evoca e dall'altra il bisogno di saperne di più, conoscere la verità. Ovvero lo scopo di Scientology, going clear: liberarsi, autodeterminarsi, essere consapevoli.

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A partire dal saggio di Lawrence Wright - basato sull'inchiesta condotta dal New Yorker e incentrata su uno dei più celebri fuoriusciti, Paul Haggis (premio Oscar per Crash - Contatto fisico ) - Gibney (con 2 anni di lavoro alle spalle) mette insieme interviste, ricostruzioni, foto e filmati d'epoca, per spiegare le origini e la storia di un culto che deve la sua fama nel mondo soprattutto alla cooptazione di alcuni personaggi famosi del mondo hollywoodiano, tra cui Tom Cruise e John Travolta (che non hanno accettato di essere intervistati da Gibney, ma il documentario ci spiega molto bene, anche se indirettamente, il perché). Forse i due divi sono convinti del loro credo e hanno liberamente scelto di continuare a far parte della setta, ma dal film emerge un clima di intimidazioni, repressione con annessi castighi (fisici e psicologici), umiliazioni e veri e propri ricatti (sfruttando le confessioni intime di ogni adepto), che potrebbero aver incatenato i due attori per sempre. Il culto della chiesa fondata nel 1954 da L. Ron Hubbard, autore di 1000 libretti di fantascienza (!), è un delirio da B movie di fantascienza. Quello che è ancora più inquietante è il personaggio del fanatico (e/o astuto) successore di Hubbard (morto d'infarto senza aver lasciato un "testamento"), David Miscavige, che da una parte ha messo in piedi una colossale guerra contro il fisco (e l'ha vinta), dall'altra segue "al comando" del culto con macchinazioni più moderne a colpi di pubbliche relazioni e milioni di dollari, minacce e mobbing per chi osa ribellarsi. E davvero inquietanti sono anche le interviste di chi è riuscito a uscirne: Haggis, dopo oltre 30 anni; l'attore Jason Beghe, dopo 12; Marty Rathbun, ex alto dirigente di Scientology (che ha avuto, tra gli altri, anche l'incarico di mandare a monte il matrimonio tra Cruise e Nicole Kidman), dopo 26; e altri, il portavoce dell'organizzazione Mike Rinder, Sylvia Spanky Taylor, che gestiva celebrities come Travolta: con le parole e con l'atteggiamento esprimono una sorta di stupore per gli anni passati, ognuno a modo suo, in una totale sottomissione psicologica e culturale, e la sensazione di un successivo risveglio, un ritorno alla realtà.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 27 giugno 2015
Xerox

Finalmente un film-documentario che squarcia il velo di questo mistero-Scientology. Si vede, si sente, e man mano che si va avanti, non riesci a credere a ciò che vedi e senti. Non per niente questa religione che non ha nulla di religioso è nata in America. Paese nel quale ogni ricottaro che prenda una sedia e ci salga sopra, cominci a sparare ca...

sabato 19 settembre 2015
Filippo Catani

Alex Gibney cerca di andare a fondo nel tentativo di fare luce sulla setta di Scientology. Un documentario forte e sotto tanti aspetti decisamente inquietante volto a cercare di ricostruire la genesi e lo sviluppo di Scientology. Come in tutte le sette oltre al grande capo troviamo vari adepti pronti letteralmente a sbranare chiunque decide di uscire dalla conventicola.

venerdì 8 gennaio 2016
Nero Wolfe

Il proiblema non è scientology, ma la fede.

domenica 28 giugno 2015
marcello1979

credo che ne valga la pena . Sicuramente nulla di trascendentale dal punto di vista della regia ma pieno di verità nascoste.. ed una sola domanda? come fa ad esser ancora in attività un attore come Tom Cruise?

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mercoledì 27 maggio 2015
 

Dal 5 al 15 giugno torna a Bologna l'appuntamento con Biografilm Festival - International Celebration of Lives, il meglio del cinema biografico e documentario. Anche per la sua undicesima edizione, il Festival conferma la sua vocazione internazionale, [...]

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