| Titolo originale | Demolition |
| Anno | 2015 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Jean-Marc Vallée |
| Attori | Jake Gyllenhaal, Naomi Watts, Chris Cooper, Judah Lewis, Heather Lind Polly Draper, Wass Stevens, Hani Avital, Tom Kemp, Lytle Harper, Stephen Badalamenti, George J. Vezina, Ben Cole, Gregory Haney, Brendan Dooling, Celia Au, C.J. Wilson, Malachy Cleary, Debra Monk, Blaire Brooks, James Colby, Alfredo Narciso, Madison Arnold, James Young (VI), Bjorn DuPaty, Jane Dashow, Royce Johnson, Elizabeth Loyacano, Mark Lewis (IV), Aaron Bantum, Kevin Herbst. |
| Uscita | giovedì 15 settembre 2016 |
| Distribuzione | Good Films |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,60 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 16 settembre 2016
Mentre prova a superare la tragica morte della moglie, un giovane banchiere vede la sua vita stravolta dall'arrivo di una lettera. In Italia al Box Office Demolition - Amare e Vivere ha incassato 79,2 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Il giorno in cui la sua giovane moglie muore tragicamente, mentre è ancora in ospedale, incapace di comprendere a fondo la notizia appena ricevuta, Davis fa per acquistare qualcosa da un distributore automatico di snack ma il meccanismo s'inceppa. Nei giorni successivi, anche Davis s'inceppa, non sa più dire se amava la sua donna, se era soddisfatto della sua vita, non sa più nulla e si sfoga dentro lunghe lettere indirizzate alla responsabile del servizio clienti della società di distributori automatici. Quella persona si chiama Karen Moreno, ha un figlio adolescente che non capisce più, e sembra incapace di porre fine all'ascolto della vita e della crisi di Davis. Tra i due sconosciuti si crea un legame e poi una frequentazione vera e propria, via via più sincera.
Davis mette per iscritto il suo "reclamo" alla vita e al destino per aver operato in modo incongruo, ponendo un imprevisto sulla sua strada, che lo danneggia. Chi ha tolto la vita a sua moglie non ha un nome, ma la ditta delle macchinette degli snack sì, e da qualche parte deve pur cominciare. Se vi sovviene il ricordo dei reclami di Greenberg/Ben Stiller sappiate che si tratta di un punto d'incontro puramente tangenziale, e fuorviante: Jean Marc Vallée non esce dal proprio universo, pur facendo film all'apparenza molto diversi tra loro. Con Demolition torna anzi chiaramente a molti temi di Café de Flore, l'elaborazione della separazione in primis. Qui i toni sono meno arditi, non ci sono percorsi spazio temporali da ricollegare, sogni da interpretare. Davis distrugge per poter ripartire, fa a pezzi l'involucro per raggiungerne il cuore, o il vuoto su cui ricostruire: se, a livello d'immagine, assistere alle mazzate che Jake Gyllenhaal inferisce alla sua cucina deluxe non manca di essere d'impatto, l'architettura mentale è basilare, monolitica; la forza è fisica, la metafora diretta. E di per sé non sarebbe certo un limite, solo che lo diventa, come un vizio: ogni volta il canadese pare non potersi accontentare. Ha già messo un carico da mille, in termini di idee e di emozioni coinvolte, a metà film, quando presenta Chris e sposta il fuoco sul rapporto tra Davis e il ragazzo, mettendosi di fatto a raccontare un'altra storia. Non si avvede che i suoi film si reggono in equilibrio su telai leggeri, li appesantisce oltre misura e quelli cedono.
Come nel suo lavoro più celebrato, Dallas Buyers Club, ma -va riconosciuto- con meno retorica, la lotta contro la normalità è una fase di passaggio, mai un dato di partenza e non certo un punto di approdo.
La premiatissima famiglia Gyllenhaal (Jake e la straordinaria sorella, Maggie) ci hanno regalato grandi emozioni al cinema, in questi ultimi anni. Maggie rimane indimenticabile nel ruolo di un'autolesionista nello splendido film Secretary (2002), una ragazza distrutta che finalmente sembra prendere in mano le redini della sua non-vita, grazie all'incontro con un sadomasochista.
Film dopo film, si rivela il disegno complessivo del cinema di Jean-Marc Vallée, in particolare nella sua filmografia hollywoodiana: personaggi in crisi psicologica o fisica, trascinati fuori dalla propria condizione umana e professionale fino a diventare outsider assoluti nella comunità americana.
Un cinema, il suo, fortemente introspettivo eppure segnato dal confronto continuo con segmenti della società che permettono di osservare da un prisma inedito le dinamiche del mondo statunitense.
E se in opere come Dallas Buyers Club il tema civile e la forza dell'exemplum trascinano con sé le luci dei riflettori, è nei film apparentemente minori che Vallée sembra in verità osare di più, come accade certamente in Wild e in Demolition.
L'interesse di quest'ultima prova, per esempio, risiede nell'atmosfera densa ed emotiva impressa al racconto, e nell'intelligenza della sceneggiatura (firmata da Bryan Sipe), che per fortuna non si accontenta di fornire elementi metaforici al lutto (distruzione e ricostruzione della propria identità) ma si propone come narrazione consapevole delle proprie metafore. In effetti, tutti i personaggi altro non fanno che spiegarsi ciò che fanno, a cominciare dallo smontaggio sistematico degli oggetti che contrappuntano la vita del protagonista Davis, per proseguire con lo svelamento delle identità delle figure secondarie (Chris il ragazzino reca le tracce di un altro film di Vallée, C.R.A.Z.Y.), per finire con le demolizioni che danno il titolo al film. L'allegoria si trova tra le righe dello script, ma è anche lo strumento esplicito attraverso il quale i personaggi in crisi cercano di reagire al presente e interpretare il mondo, almeno nell'immediato.
Dai reclami-sfogo a una ditta di distributori automatici all'impulso di distruggere tutto, casa inclusa. È questo il modo adottato da Davis (un ottimo Jake Gyllenhaal) per elaborare il lutto della giovane moglie tragicamente scomparsa in un incidente stradale dal quale lui, invece, è rimasto incolume. Sullo sfondo un'America ferocemente perbenista che non perdona chi si smarrisce a prescindere da giusta [...] Vai alla recensione »