Tom à la ferme

Film 2013 | Drammatico +13 105 min.

Titolo originaleTom à la ferme
Anno2013
GenereDrammatico
ProduzioneCanada, Francia
Durata105 minuti
Regia diXavier Dolan
AttoriXavier Dolan, Pierre-Yves Cardinal, Lise Roy, Evelyne Brochu, Manuel Tadros Jacques Lavallée, Anne Caron, Olivier Morin.
Uscitamercoledì 6 luglio 2016
TagDa vedere 2013
DistribuzioneMovies Inspired
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,54 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Xavier Dolan. Un film Da vedere 2013 con Xavier Dolan, Pierre-Yves Cardinal, Lise Roy, Evelyne Brochu, Manuel Tadros. Cast completo Titolo originale: Tom à la ferme. Genere Drammatico - Canada, Francia, 2013, durata 105 minuti. Uscita cinema mercoledì 6 luglio 2016 distribuito da Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,54 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Tom ha amato Guillaume. Lasciata Montréal, raggiunge la fattoria della famiglia di Guillaume per partecipare al suo funerale...

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Consigliato sì!
3,54/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,67
PUBBLICO 3,45
CONSIGLIATO SÌ
Dramma esistenziale che deraglia nel thriller psicologico.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 3 settembre 2013
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 3 settembre 2013

Tom ha amato Guillaume di un amore grande che adesso vorrebbe condividere con i suoi cari. Lasciata Montréal alla volta della campagna canadese, Tom raggiunge la fattoria della famiglia di Guillaume per partecipare l'indomani al suo funerale. Molto presto si rende conto che Agathe, madre di Guillaume, ignora l'omosessualità del figlio. Informato dei fatti è invece Francis, fratello maggiore e omofobico del defunto, che costringe Tom a mentire sulla sua natura e sulla natura della sua relazione con Guillaume. Imprevedibile e violento, Francis esercita su Tom sgomento e attrazione. Indeciso se andare o restare, Tom chiede aiuto a Sara, una collega spacciata per la fidanzata di Guillaume.
I film di Xavier Dolan, enfant prodige del cinema canadese, hanno la bellezza estenuata della bocca dopo un bacio, di un rossetto sbavato oltre la linea di contorno, che dice così bene della crudeltà dell'amore, della vita e della difficoltà di viverla. Al suo quarto lungometraggio, Xavier Dolan è già fenomeno da seguire. Provocatorio e tagliente, come le foglie di mais d'estate che 'spezzano' i polsi di Tom in fuga da Francis, Dolan realizza un dramma esistenziale che deraglia nello psychological thriller, contempla elementi horror ed è a suo modo un mélo patologico, la drammatizzazione di una patologia (l'omofobia) che prende la forma filmica del melodramma.
Privo degli eccessi barocchi, del gusto kitsch e dello sfarfallio dell'estetica queer di Laurence Anyways, Tom à la ferme denuncia con forza narrativa e scarti sonori la rimozione in nome della pacificazione. L'idea di pacificazione, sostenuta da Francis per proteggere il genitore dalla verità circa l'omosessualità del figlio perduto, sostituisce la testimonianza con la negazione delirante della realtà, che rischia di inghiottire il protagonista. Portatore di una natura (in)quieta e di tracce femminili sull'asprezza maschile, il Tom del titolo è apertura erotica all'altro e di conseguenza minaccia, sfida e provocazione per Francis, che incarna l'ostinazione ottusa della massa e di una mentalità che nella pulsione gregaria cerca riparo dalla solitudine della libertà e della responsabilità individuale. In balia di una precarietà economica, sociale ed esistenziale, Francis sprofonda in un'angoscia insopportabile che sfoga sul corpo di Tom, a cui guarda con sospetto risentito e desiderio malcelato.
Tom à la ferme diventa a poco a poco, e in un modo perturbante, la perlustrazione di un microcosmo della provincia, che rivela un malessere latente e una profonda crisi di ruoli, rapporti e relazioni. In assenza di figure paterne poi il male circola in maniera strisciante, impalpabile, quasi metafisica. Tom, interpretato da Xavier Dolan, è il principio di realtà che Francis, impegnato a negarsi, combatte. Tom è un rimosso che vorrebbe cancellare e che invece ritorna nella forma dell'incubo, spaventandolo a morte, irritandolo a morte. Ma come sa bene Tom, per generare un autentico cambiamento è necessaria la memoria della nostra provenienza. Da qui il viaggio in direzione di una regione rurale (e simbolica), dentro i segreti della provincia, gli orrori della porta accanto, la solitudine dolente dei personaggi che hanno cancellato la relazione con quella memoria, l'hanno falsificata rigettando qualsiasi obiezione.
Con distanza ironica e stile appariscente anche quando indossa 'abiti' dimessi, Tom à la ferme esclude il sacrificio fanatico del suo protagonista, ritrovando la strada per la 'civiltà' e il colore giusto per avanzare. Nonostante lo strappo mai ricucito e rimasto lì, aperto e slabbrato, come una piccola finestra sul male che ancora insidia Tom.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
Un dramma esistenziale sull'omofobia e sulla dolorosità dell'amore.

TOM À LA FERME
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 29 settembre 2014
IngloriousBasterd

 Un claustrofobico e lascivo inseguimento in cinemascope dai colori cianotici e desaturati scuote Venezia: dal Lido, nella rassegna più audace e avanguardista degli ultimi anni, deflagra -per la prima volta in Italia- l'astro abbacinante di Xavier Dolan, classe '89 e già tre acclamati lungometraggi alle spalle (risale al 2009 l'esordio con il freudiano J’ai tué [...] Vai alla recensione »

mercoledì 13 luglio 2016
maumauroma

L'efebico Tom vive a Montreal e fa il pubblicitario. Il rude e violento Francis vive con la madre anziana e alleva bestiame nelle infinite campagne del Quebec. I due si incontrano e si conoscono in occasione del funerale di Guillaume, fratello di Francis e compagno di Tom, morto in circostanze misteriose. Carattere e personalita'cosi diverse tra i due non potranno che confluire in un perturbato, [...] Vai alla recensione »

domenica 10 luglio 2016
FabioFeli

Tom (Xavier Dolan) è un ventenne dai lineamenti adolescenziali in viaggio da Montreal per raggiungere la casa nella campagna canadese della famiglia di Guillaume, il suo compagno venticinquenne morto in un incidente. Ascolta una dolente canzone di Michel Legrand, Les moulins de mon coeur, che riflette il suo stato d’animo e quando raggiunge la fattoria dove vivono la madre di Guillaume, [...] Vai alla recensione »

martedì 14 giugno 2016
geppimontanara

Film doloroso, scarno e insieme ricchissimo di spunti, immagini evocative e belle. La storia è angosciante e insieme storia d'amore assoluto che vorrebbe affermarsi e rendersi riscattato. La consolazione di una madre, possibile ma a prezzo troppo alto. La fuga, ultima o unica possibilità di affermare la verità. Ottimi attori, intensi, veritieri, credibili.

mercoledì 4 settembre 2013
viaggiatore77

Film intenso,minimalista nelle ambientazioni ma estremo nei sentimenti che si contrappongono tra l'amante gay venuto al funerale del compagno,la madre che non "deve" sapere dell'omosessualità del figlio morto,e il fratello del defunto che con violenta omofobia mette a tacere un tabù che forse riguarda anche lui.In questo triangolo ognuno non può fare a meno di [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 luglio 2016
Quorum

una storia inverosimile, spesso le reazioni dei personaggi sono incomprensibili, alcune scene sono montate a casaccio, il film poteva durare la metà, molte situazioni tirate troppo per le lunghe, noioso e privo di una sceneggiatura convincente. Non è possibile consigliare un qualsiasi film solo perchè affronta il tema dei diritti sociali, dei Gay o di alcune altre minoranze.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un giovane gay di città (sì, come il topo di città, fa parte del gioco), capelli decolorati e mestiere alla moda (è un copy) arriva in una fattoria sperduta nelle campagne del Québec per i funerali del compagno morto prematuramente. E cade in una specie di mondo parallelo in cui, come scoprirà, i gay ufficialmente non esistono. Dunque si vede costretto a sostenere, per amore o per forza (le due cose [...] Vai alla recensione »

Silvana Silvestri
Il Manifesto

Presentato alla mostra di Venezia del 2013 dove ha vinto il premio Fipresci della critica internazionale Tom à la fenne (Tom alla fattoria) del giovane regista canadese Xavier Dolan arriva nette sale con qualche anno di ritardo e un po' più di clamore attorno al suo nome. Classe 89, autore di tre film presentati a Cannes: Jai tué ma mère (2009), Les amour immaginaires (2010), Laurence Anyways (2012) [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

La sua vocazione di attore e regista è scattata a sette anni, con Titanic, che proclama di aver visto un centinaio di volte, travolto dalla sua opulenza di mezzi e dalla sua trascinante forza narrativa. Si chiama Xavier Dolan, è nato in una cittadina del Quebec nel 1989, realizza film che dividono, dove affronta temi forti e provocatori, come rapporti transgender e morbose relazioni madre-figlio, con [...] Vai alla recensione »

NEWS
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martedì 3 settembre 2013
Annalice Furfari

Una riflessione sul mondo virtuale in cui viviamo immersi oggi. È questa l'essenza di The Zero Theorem, il film presentato ieri in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia dal regista Terry Gilliam, giunto al Lido in compagnia degli attori Melanie Thierry [...]

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