Gerontophilia

Film 2013 | Commedia +16 90 min.

Anno2013
GenereCommedia
ProduzioneCanada, Francia
Durata90 minuti
Regia diBruce LaBruce
AttoriKatie Boland, Moe Jeudy-Lamour, Nastassia Markiewicz, Mélodie Simard, Yardly Kavanagh Walter Borden, Brian D. Wright, Pier-Gabriel, Lajoie.
TagDa vedere 2013
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,13 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Bruce LaBruce. Un film Da vedere 2013 con Katie Boland, Moe Jeudy-Lamour, Nastassia Markiewicz, Mélodie Simard, Yardly Kavanagh. Cast completo Genere Commedia - Canada, Francia, 2013, durata 90 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,13 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La vita di Lake è dominata da due donne: la fidanzata femminista e rivoluzionaria e la madre, che ha la tendenza a portare uomini sempre nuovi in casa. Un nuovo lavoro di assistente in un ospizio scatena in lui pulsioni sessuali sopite e insospettate. Al Box Office Usa Gerontophilia ha incassato 4,8 mila dollari .

Consigliato sì!
3,13/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,75
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Lo scandaloso LaBruce in una nuova veste, vicina alla sensibilità indie di Van Sant e Waters.
Recensione di Emanuele Sacchi
domenica 1 settembre 2013
Recensione di Emanuele Sacchi
domenica 1 settembre 2013

La vita di Lake è dominata da due donne: la fidanzata femminista e rivoluzionaria e la madre, che ha la tendenza a portare uomini sempre nuovi in casa. Un nuovo lavoro di assistente in un ospizio scatena in lui pulsioni sessuali sopite e insospettate.
Lo scarto stilistico rispetto al Bruce LaBruce conosciuto prima di Gerontophilia è evidente fin da subito, così come la volontà/velleità autoriale, fin qui sopita. Ma anche le apparenze possono ingannare; perché in fondo Gerontophilia, avvolto nella sua ovatta indie figlia tanto del cinema di Gus Van Sant che di quello di John Waters - fatta di angeli gay, femministe dure e pure e outcasts comuni ad ambedue i sessi - cela unghie forse retrattili, ma non meno affilate di quelle di L.A. Zombie. Perché il fatto di celare ciò che prima era orgogliosamente esibito, con compiaciuto spirito provocatorio, non rende la materia meno scabrosa o edgy, come direbbero oltreoceano. Tutt'altro. Quello che Bruce LaBruce affronta è uno dei pochi tabù estremi rimasti, inconcepibile e inaccettabile persino nell'era del post-tutto; alla pornografia esibita ed esagerata del porno-horror che fece scandalo LaBruce sostituisce uno sguardo all'apparenza timido, delicato, carezzevole, privilegiando territori contigui a quella che la società - a tutti i livelli di correttezza politica - considera una "perversione". E lo stile si adegua, in un ingannevole percorso di "autorializzazione" che sa quasi di sberleffo: per l'estetica Sundance, per la normalizzazione del gusto indie, per gli stereotipi del cinema d'essai.
Smodato l'uso di ralenti, specie per seguire da dietro le passeggiate di Lake tra i corridoi dell'ospizio, a ribadire come LaBruce sia quasi irriconoscibile per ricercatezza rispetto al passato. Come una sintesi di Van Sant-Waters (un caso la somiglianza del libraio con il baffetto irriverente di Polyester?) adattata alla spregiudicatezza degli Anni Dieci, in cui non si tratta più di affrontare la censura e i suoi limiti, ma al contrario di capire se e dove posizionare un'ipotetica asticella dell'autocontrollo. A supporto del nuovo LaBruce-pensiero una colonna sonora raffinata e ricercata, proprio come le citazioni di musicisti nei dialoghi, degne di un autentico cultore dell'indie rock degli ultimi 25 anni.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 28 agosto 2013
Peer Gynt

Un film come questo, che affronta un tema difficile e scomodo (un bel giovane con graziosa fidanzata si scopre fisicamente attratto da uomini anziani), potrebbe facilmente scivolare, anche volgarmente, nella ricerca dello scandalo e della provocazione. Va dato atto al regista di essere riuscito a trattare il tema con leggerezza ed evitando imbarazzanti esibizionismi.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Altra sorpresa dalle Giornate degli Autori, Gerontophilia di Bruce LaBruce. Visti titolo e autore ci si aspettavano immagini estreme (l'ultimo LaBruce era una storia di zombie gay molto hard). Invece una sala strapiena ha osannato il tenero e insolito amore fra un 80enne molto ben conservato, ospite di una casa di riposo, e un bel ragazzo di Montréal peraltro dotato di fidanzata libraia con cui amoreggia [...] Vai alla recensione »

Pedro Armocida
Il Giornale

«Nel corso degli anni ho incontato un certo numero di giovani con la fissazione feticistica di avere relazioni con persone anziane. Ho ascoltato storie, la maggior parte delle volte di uomini giovani per i quali la prima esperienza sessuale era stata con un uomo sulla sessantina o anche più». Verrebbe da chiedersi chi frequenta il regista canadese Bruce La Bruce ma poi, dopo aver visto il suo Gerontophilia, [...] Vai alla recensione »

Antonello Catacchio
Il Manifesto

Bruce LaBruce è un regista controverso, non fosse altro che per le sue incursioni nel porno che lo rendono decisamente borderline. Un paio d'anni fa aveva fatto inferocire i benpensanti locarnesi con L.A. Zombie, con un alieno in grado di ridare vita ai cadaveri dopo averli posseduti sessualmente con un membro uncinato. Protagonista un pornodivo e film in doppia versione, da festival e hard.

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il sogno di ogni vecchietto (gay) all'ospizio. Un giovane e bell'inserviente che gli strappi di mano il giornaletto porno e si infili nudo nel suo letto. Siccome è amore - non soltanto sesso - vanno insieme anche in vacanza. Dal canadese che scandalizzò con L.A. Zombie: non morti ben dotati e assatanati. Da Il Foglio, 30 agosto 2013

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