Class Enemy

Film 2013 | Drammatico, 112 min.

Titolo originaleRazredni sovraznik
Anno2013
GenereDrammatico,
ProduzioneSlovenia
Durata112 minuti
Regia diRok Bicek
AttoriIgor Samobor, Natasa Barbara Gracner, Tjasa Zeleznik, Masa Derganc, Robert Prebil Voranc Boh, Daša Cupevski, Doroteja Nadrah, Jan Zupancic, Spela Novak, Pia Korbar, Dan David Mrevlje Natlacen, Jan Vrhovnik, Kangjing Qiu, Estera Dvornik, Peter Teichmeister, Irena Matko Lukan, Blaz Lukan, Marko Boh, Andrej Mertelj, Ursa Petja Mrevlje Lozar, Janko Lozar Mrevlje, Mojca Luksic, Veronika Gaber Korbar, Milan Novak, Stefka Novak, Sheng Zu Ye, Boyi Qiu, Klemen Barbo, Maja Florjancic, Aleks Gabric, Barbara Hrastar, Gasper Jakse, Kristina Kastelic, Iva Samarzija, Ziva Turk, Lidija Zupancic, Mia Avgustin, Alenka Bobnar, Aleksander Bradac, Natasa Bradac, Ajda Cedilnik, Andreja Cerv, Karla Cerv, Larisa Cugelj, Natasa Djekic, Miha Florjancic, Jakob Gazvoda, Lenart Gazvoda, Nika Gornik, Luka Gorse, Ana Hrastar, Ajda Hribar, Hana Huc, Tjasa Ilar, Ksenija Jambrosic, Jasna Jozef, Katarina Jursic, Zala Kosak, Olga Kozina, Mateja Kralj, Rebeka Krevs, Tanja Krivec, Alisa Krsic, Suzana Krvavica, Dasa Lazar, Tinkara Lazar, Magda Lojk, Mija Luksic, Vanja Luksic, Veronika Matkovac, Anica Mavsar, Igor Mavsar, Barbara Maznik, Anja Medle, Anja Pekolj, Ana Penca, Natalija Petakovic, Tea Petkovic, Lea Pisanski, Barbara Povse, Urska Povse, Nejc Primc, Tamara Princ, Laura Pust.
Uscitagiovedì 9 ottobre 2014
TagDa vedere 2013
DistribuzioneTucker Film
MYmonetro 3,76 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Rok Bicek. Un film Da vedere 2013 con Igor Samobor, Natasa Barbara Gracner, Tjasa Zeleznik, Masa Derganc, Robert Prebil. Cast completo Titolo originale: Razredni sovraznik. Genere Drammatico, - Slovenia, 2013, durata 112 minuti. Uscita cinema giovedì 9 ottobre 2014 distribuito da Tucker Film. - MYmonetro 3,76 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 16 aprile 2015

Premiato alla Settimana Internazionale della Critica alla Mostra del cinema di Venezia 2013, il film racconta le contraddizioni del mondo scolastico contemporaneo.

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Consigliato assolutamente sì!
3,76/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,83
PUBBLICO 3,45
CONSIGLIATO SÌ
La classe di Bicek è un ring in cui si fronteggiano errori e pregiudizi, senza esclusione di colpi.
Recensione di Marianna Cappi
Recensione di Marianna Cappi

L'insegnante di ruolo deve assentarsi perché prossima al parto e al suo posto arriva nel liceo sloveno il professore di tedesco Zupan. I metodi dell'uomo sono rigidi, freddi e punitivi, agli occhi di una classe abituata ad un clima di amichevole negoziazione tra allievi e professori. Quando una studentessa, Sabina, si suicida apparentemente senza motivo, i compagni sconvolti incolpano il professore e le sue richieste troppo esigenti. Ma, nel corso del lutto, il fronte unito della ribellione contro Zupan comincia ad incrinarsi e il vortice delle accuse si complica e si esaspera.
"Voi sloveni, quando non vi suicidate, vi uccidete tra voi", sentenzia un ragazzo asiatico, illuminando una delle chiavi di lettura di questo riuscitissimo lungo d'esordio di Bicek. Ma, fuori dal racconto come dentro di esso, non è tutto bianco e nero, e al giovane regista non interessa solo la metafora della classe come riflesso in piccolo di una società ancora divisa al suo interno tra fazioni opposte che risalgono alla seconda guerra mondiale, né l'aderenza ad una realtà drammatica che conta in Slovenia un numero di suicidi a tutt'oggi ancora altissimo: nel suo film, mette anche un po' di sé, con il ricordo della radio scolastica e l'episodio cardine del suicidio di una di una ragazza, che ha fatto parte della sua storia di liceale.
Soprattutto, mette in gioco una riflessione tra la modernità educativa, intesa come deresponsabilizzazione e protezione ad oltranza dei giovani dai dolori della vita, e vecchia scuola, più formativa ma meno empatica. Nel mondo odierno del "Al lupo! Al lupo!", la serietà di Zupan lo porta a venir accusato niente meno che di nazismo e ad essere identificato con un sistema -questo sì inflessibile e immutabile- rispetto al quale la sua cultura è invece probabilmente l'unico antidoto possibile. Detto questo, Bicek si guarda bene dal fare del professore un martire, ma non salva nemmeno la ragazzina introversa o il compagno che ha perso la madre, costruendo un'escalation di sospetti e dispetti che include tutti quanti e conduce ad una vera e propria guerra, silente e camuffata come sono i peggiori conflitti sul nascere. L'abilità dell'autore, infine, sul terreno di un film tutto sommato piccolo e lineare, è proprio quella di far confliggere l'alto tasso di emotività in gioco con una messa in scena calibrata e pumblea che, se da un lato lo reprime, dall'altro ne alimenta il fuoco sotterraneo.
Il suicidio, allora, lungi dall'essere il tema del film, è solo il pretesto per fare della classe un simbolico ring, dove ci si avventa l'uno contro l'altro sull'onda delle emozioni, ma, proprio per questo, si percuote senza esclusione di colpi.

Sei d'accordo con Marianna Cappi?
Il contraddittorio mondo giovanile.
a cura della redazione

Il rapporto tra il nuovo professore di tedesco e i suoi studenti si fa sempre più teso a causa di un'incolmabile differenza fra i loro modi di intendere la vita. Quando una studentessa si suicida, i compagni accusano l'insegnante di essere responsabile della sua morte. La realizzazione che non tutto è bianco o nero arriverà troppo tardi.

a cura della redazione

Il rapporto tra il nuovo professore di tedesco e i suoi studenti si fa sempre più teso a causa di un'incolmabile differenza fra i loro modi di intendere la vita. Quando una studentessa si suicida, i compagni accusano l'insegnante di essere responsabile della sua morte. La realizzazione che non tutto è bianco o nero arriverà troppo tardi.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 15 ottobre 2014
pepito1948

Una scuola slovena. Una classe liceale, briosa e ben assortita nella sua varietà tipologica. Un corpo insegnante unito sulla scelta di metodologie formative moderne e “democratiche”. Una professoressa che deve assentarsi temporaneamente per gravidanza,  molto apprezzata dagli studenti per capacità di dialogo e  contraddittorio.

Frasi
Prima loro avevano paura di noi, ora noi dobbiamo avere paura di loro.
Zdenka (Natasa Barbara Gracner)
dal film Class Enemy - a cura di Omar Akkad
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Nemico di classe è un dramma scritto nel 1978 da Nigel Williams, ambientato nell'aula devastata di una scuola della periferia di Londra dove se ne stanno barricati, abbandonati a se stessi, sei sedicenni in rivolta. Ispirandosi nel titolo e nello spunto di base a quel testo - trasferito nel 2007 in cornice bosniaca in un lodatissimo spettacolo di Pasovic - l'interessante esordiente sloveno Rock Bicek [...] Vai alla recensione »

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