Qualcuno da amare

Film 2012 | Drammatico 109 min.

Titolo originaleLike Someone in Love
Anno2012
GenereDrammatico
ProduzioneIran, Francia, Giappone
Durata109 minuti
Regia diAbbas Kiarostami
AttoriRin Takanashi, Tadashi Okuno, Ryo Kase, Denden .
Uscitamercoledì 24 aprile 2013
DistribuzioneLucky Red
MYmonetro 2,77 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Abbas Kiarostami. Un film con Rin Takanashi, Tadashi Okuno, Ryo Kase, Denden. Titolo originale: Like Someone in Love. Genere Drammatico - Iran, Francia, Giappone, 2012, durata 109 minuti. Uscita cinema mercoledì 24 aprile 2013 distribuito da Lucky Red. - MYmonetro 2,77 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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A distanza di due anni da Copia conforme torna nelle sale Abbas Kiarostami. In Italia al Box Office Qualcuno da amare ha incassato 114 mila euro .

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Consigliato sì!
2,77/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,92
PUBBLICO 3,38
CONSIGLIATO SÌ
Un film sul tema del viaggio che esagera la maniera e difetta il guardare acuto e limpido sul reale.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 21 maggio 2012
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 21 maggio 2012

Akiko è una studentessa con un fidanzato geloso e il vizio della prostituzione. Salita su un taxi dopo un'animata discussione col suo disinvolto pappone, accetta suo malgrado di concedersi a un vecchio professore in pensione impegnato nelle traduzioni. Raggiunta la casa dell'uomo, piena di libri e cultura, Akiko scambia poche battute e rifiuta una zuppa prima di addormentarsi nuda nel suo letto. La mattina seguente si ritrovano in auto, accompagnandosi e raccontandosi lungo le strade di Tokio. La loro relazione prenderà da quel momento una direzione inaspettata, innamorando il professore ed esasperando un fidanzato respinto ma deciso a sposarla.
Se ieri il cinema di Abbas Kiarostami riusciva ad aprire le maglie della chiusura imposta dagli ayatollah, aggirandola privilegiando figure e tematiche infantili prima e facendosi più audace dopo, oggi lo stesso autore è costretto "all'esilio" per muoversi con indipendenza e contro i tabù islamici e la censura di governo. Lontano dalla sua terra e dalla sua cultura Abbas Kiarostami gira così 'copie conformi' al cinema che produceva in patria. Se la Toscana 'ospitava' l'incongruente storia d'amore tra un saggista inglese e un'antiquaria francese, è Tokio ad 'alloggiare' il sentimento senile di un professore sulle note di "Like someone in love' di Sinatra. È come qualcuno innamorato' il vecchio protagonista si prenderà cura di una fanciulla confusa sulla vita e sul domani, intraprendendo con lei un viaggio iniziatico attraverso la città.
Nonostante le migliori intenzioni, Qualcuno da amare sembra girare a vuoto, come il taxi su cui salirà la passiva protagonista, lasciando nello spettatore il rimpianto dell'originale contro le copie prodotte 'in cattività'. Anche questa volta il suo cinema ripiega in un angolo (un taxi, un appartamento, un'altra automobile) e in set ristretti che dilatano la capacità di ritrovarsi nel mondo, trasformando la parzialità del punto di osservazione in complessità di rapporti, conflitti e relazioni. Nondimeno di Qualcuno da amare resta poco negli occhi e della profondità dello sguardo recidivo dell'autore iraniano. Sguardo che ritorna sempre sugli stessi luoghi (l'appartamento, la stazione, la libreria), sulle stesse parole, affaticando quello dello spettatore senza trovare più una traiettoria. Diversamente dal 'periodo iraniano', i suoi film esagerano la maniera e difettano il guardare acuto e limpido sul reale.
In Qualcuno da amare tutto resta in fieri e il percorso dei due protagonisti, che si srotola su frammenti di strade, conversazioni, registrazioni telefoniche, non infila un senso e il senso.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nel Giappone del 2011 avvenne il più potente terremoto dopo quello del 1900, causando danni enormi sulla costa orientale e interrompendo tutti i film in produzione, compreso questo prodotto da Kenzo Hirokoshi. Il produttore francese Marin Karmitz vendette una scultura di Yves Klein a un'asta in USA riuscendo a finire le riprese. Un vecchio docente di sociologia e una ragazza di dubbia moralità, entrambi giapponesi, s'incontrano a Tokyo. Lui la invita a casa sua, lei gli offre il suo corpo. Secondo Karmitz, il modo di lavorare di Kiarostami ricorda quello dello scultore/pittore svizzero Alberto Giacometti che lasciava il suo lavoro su una panca nel suo studio e poi decideva se tornare a lavorarci per finirlo o buttarlo via. Il regista dice: "Girare un film in Giappone è come farlo in Iran: che gli attori parlino giapponese o persiano, i sottotitoli devono esserci." (Purtroppo la Lucky Red, distributrice italiana, l'ha doppiato). Molto interessante il tema dei riflessi che creano fondali, nuovi spazi, sorprendenti immagini allo specchio. Così si giustifica il fulmineo violento finale che diversi critici italiani hanno disapprovato senza capirlo. In concorso a Cannes 2012.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 5 maggio 2013
donni romani

Impianto quasi teatrale per il nuovo lavoro di Kiarostami che approda in Giappone e rinchiude i suoi protagonisti in ambienti ristretti, un salotto affollato di libri, una macchina, un locale notturno, un officina, creando una sensazione di prigione emotiva entro cui si muovono -  un po' sperduti, un po' vittime della coazione a ripetere -  le figure leggermente sbiadite del plot. [...] Vai alla recensione »

venerdì 14 giugno 2013
Linus2k

Avvicinarsi al cinema di Kiarostami è sempre un'esperienza interessante e stimolante. Come massimo esponente del cinema iraniano, vediamo esplicata la cultura cinematografica persiana imperante nella sua forma più alta anche quando esce dai confini dell'Iran. Da "il sapore della ciliegia" a "dieci" fino al più recente "copia conforme", il [...] Vai alla recensione »

martedì 30 aprile 2013
Flyanto

 Film in cui si racconta di una studentessa che vive sola a Tokyo e che si prostituisce probabilmente al fine di ottenere un maggiore guadagno pecuniario. Lavorando per un'agenzia ella, secondo le regole, raggiunge a casa i propri clienti e proprio durante una delle sue particolari visite conosce una sera un anziano professore di lettere dell'Università con il quale non consuma [...] Vai alla recensione »

domenica 28 aprile 2013
Domitilla76

Regista che in altri film mi ha molto appassionato invece questo film mi ha lasciato un po di dubbi.

domenica 12 maggio 2013
Francesco Izzo

Dipende tutto da cosa ci si aspetta da un film. Se si vuole godere,per quasi due ore,della dolcezza e della grazia dei dialoghi e dei reciproci rapporti orientali;se rilassa (a me piace molto) il reciproco rispetto che da essi sempre emana (esclusa ovviamente la fine del film) ;se si vuole ammirare la leggiadra bellezza orientale del giunco Akiko; se si apprezza il realismo coltivato dal regista -che [...] Vai alla recensione »

domenica 5 maggio 2013
melania

Devo dire che il film mi è piaciuto e,come tutti i film di Kiarostami,è particolare.La lentezza con cui si svolge, a mio avviso, è connaturata con la vicenda rappresentata e aggiunge fascino.I personaggi sono fortemente empatici,mi hanno comunicato malinconia e senso di solitudine.

domenica 1 dicembre 2019
Giorgio

Un film noioso, barboso, avvilente, e chi più ne ha più ne metta. Se si cacola che inizia con una ragazza ad un pub che parla con un fidanzato geloso, e nel bar ci resta ben 25 minuti, la dice lunga su quanto sia barboso e senza emizioni questo polpettone. Se questo è un film, io vengo da Marte

giovedì 9 maggio 2013
molenga

Akiko è una studentessa arrivata a Tokyo dalla provincia: studia, ha il ragazzo ma...fa la ragazza squillo d'alto borgo. La incontriamo in uns serata co mplessa: il suo ragazzo, geloso, non crede che sia dove dice d'essere( a ragione), è alla vigilia di un esame e ha ricevuto più messaggi da sua nonna, in città per un girno, che la aspetta.

lunedì 25 novembre 2019
Lizzy

Credo che l' anziano protagonista che si addormenta in auto al semaforo sia l'emblema di tutto il film. Noiosa la recitazione, noiosa la trama, noiosa la fotografia, noiosa l'ambientazione. Non succede mai nulla, se non alla fine, e prorprio quando arriva un po' di "movimento" ecco che la parola "fine" viene in soccorso ad un regista/scrittore che nulla ha da dire. Di [...] Vai alla recensione »

martedì 14 maggio 2013
pensierocivile

Eccone un altro, gli autori con la A maiuscola che hanno perso il rispetto per il pubblico, o meglio, senza alcuna volontà di coinvolgere il pubblico, lasciarlo appassionare ad una storia. "Storia" è già una parolona, un vecchio professore che "dovrebbe" soffrire di solitudine decide di trascorrere una serata con una escort, studentessa di giorno, vittima di un fidanzato geloso.

mercoledì 24 aprile 2013
renato volpone

Dal Paese del Sol Levante arriva un film che parla di solitudine e di bisogno di amore, di giovani e di anziani. Abbas kiarostami ci racconta la storia di Akiko, una ragazza indecisa tra l'amore del giovane e violento fidanzato o la facilità della prostituzione. Akiko incontra un vecchio professore di sociologia in pensione che in un certo senso adotta i due ragazzi, ma il finale travolgerà [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Stenio Solinas
Il Giornale

Se un produttore, Marin Karmitz, pur di produrre un film, Like someone in love di Abbas Kiarostami, ieri in concorso aCannes, decide di vendere all’asta da Sotheby’s un’opera di Yves Klein cui era affezionato, con che cuore e con che diritto noi recensori possiamo dirgli che avrebbe fatto meglio a tenersela appesa in salotto? Karmitz ha prodotto film di Chabrol, Malle, Kieslowski, Bellocchio, Godard [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Due uomini e una donna in un'auto grande come un palcoscenico e piccola come un letto di contenzione. L'auto vaga per le strade di una grande città. I tre personaggi parlano, parlano e più parlano più si aggrovigliano in una rete di menzogne, inganni, autoinganni. Che finiscono per portarli verso una forma paradossale di verità. Naturalmente siamo in un film di Kiarostami, ma non siamo in Iran.

Alessandra Levantesi
La Stampa

A leggere certe interviste rilasciate da Abbas Kiarostami, si capisce che la scelta di girare un film in Giappone è stata determinata dall'esigenza di sottrarsi - senza averne troppo l'aria (in fondo, trattasi di paese orientale) - alle maglie della repressiva censura di Teheran. E tuttavia, Qualcuno da amare è la prova che a Tokyo il maestro iraniano ha trovato un'atmosfera di lavoro congeniale.

Nicolas Azalbert
Cahiers du cinéma

L'esilio forzato di Kiarostami non ha niente a che fare con la tournée di Woody Allen deciso a esportare in giro per il mondo il suo marchio cinematografico. Dopo l'Italia di Copia conforme, Kiarostami sceglie il Giappone, luogo ideale dove sintetizzare l'arte narrativa dei suoi primi film con quella concettuale degli ultimi. Niente di meglio di Tokyo capitale al contempo della tradizione e della modernità. [...] Vai alla recensione »

Giuseppe Ghigi
Il Gazzettino

Stavolta siamo a Tokyo (e non a Teheran) dove incontriamo un anziano professore, una giovane studentessa che sbarca il lunario facendo la "call girl" e il fidanzato gelosissimo e violento. A Kiarostami tutto ciò basta e avanza, anzi, è perfino troppo perché il regista come sempre ci rimanda ad altro, al fuori campo, in una dilatazione dei tempi morti che diventano vivi.

Alessandra Levantesi
La Stampa

Le opere di Abbas Kiarostami, da Dov’è la casa del mio amico a Close up e Attraverso gli ulivi, possiedono una meravigliosa ambiguità: da una parte sembrano film – verità dove la macchina da presa è messa lì a registrare oggettivamente azioni e dialoghi di personaggi che si offrono al suo sguardo con estrema naturalezza, come se quella camera non esistesse.

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Registi old generation ci regalano le migliori allucinazioni mentre nel «cinema giovane» va forte il format. Cannes fa da vetrina alle produzione internazionali e il «presente» ci mostra una macchina delle visioni a bassa velocità creativa. Non è il caso di Abbas Kiarostami in concorso con Like someone in love (concorso) prodotto dall'ex cineasta sessantottino Marin Karmitz che ha dovuto vendere all'asta [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Fischi invece alla proiezione stampa di Like someone in love di Abbas Kiarostami, storia di una relazione particolare fra una giovanissima prostituta e un anziano signore molto educato che, invece di approfittare della presenza della ragazza nella sua vita, si adopera per difenderla dal fidanzato geloso e violento. Irrisolto, pretenzioso, testimonia quanto sia opinabile la presenza di Kiarostami in [...] Vai alla recensione »

Alessandra De Luca
Avvenire

Convince meno invece Like someone in love, il film che l’iraniano Kiarostami ha girato in Giappone. A Tokyo una giovanissima escort incontra un vecchio professore e i due trascorrono la notte insieme, senza che nulla accada tra loro. Nelle ore successive, il gelosissimo fidanzato della ragazza scambia l’anziano cliente per il nonno di lei, e l’uomo finge di esserlo finché la realtà non arriva pesante [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Due venerati maestri, due film sul tempo che passa e non ritorna, due prove di libertà e insieme di fedeltà: al proprio cinema e al proprio mondo. Anche se uno guarda avanti e ci conquista. L’altro si aggroviglia in un dispositivo cerebrale che affascina ma non convince. In Like someone in love Abbas Kiarostami, 72 anni, autore-simbolo del cinema iraniano, ormai migrante di lusso, chiude in un’auto [...] Vai alla recensione »

Jordan Mintzer
The Hollywood Reporter

Dopo la Toscana di Copia conforme, il regista iraniano Abbas Kiarostami compie un altro viaggio lontano dal suo paese per esplorare le profondità del desiderio non corrisposto nel dramma giapponese Like someone in love. Naturalmente siamo in un film di Kiarostami e il “like” del titolo va preso alla lettera. Questa incantevole storia tra un anziano professore in pensione e la bellissima studentessa [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Il film «giapponese» del regista iraniano ormai sempre più «apolide» almeno nei luoghi visivi del suo cinema, viene definito dallo stesso Kiarostami un omaggio ai maestri del cinema classico del Sol levante che ama, come Ozu o Mizoguchi. E a Ozu, e al suo Viaggio a Tokyo, rimanda affettuosamente una delle scene iniziali, e forse la più commuovente, in cui la giovane protagonista, Akiko, studentessa [...] Vai alla recensione »

Natalia Aspesi
La Repubblica

A questo Festival si diventa anche troppo sofisticati e si arriccia spesso il naso per film che sono comunque tanto al di sopra della media normalmente visti da noi. Sono in tanti per esempio a dirsi delusi da Like someone in love del venerato regista iraniano Abbas Kiarostami, che aveva conquistato i cinefili occidentali con Sotto gli ulivi e Il sapore della ciliegia (Palma d' oro nel 1997), girati [...] Vai alla recensione »

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martedì 22 maggio 2012
Chiara Renda

È giunta al giro di boa questa 65esima edizione del Festival di Cannes, che ieri ha visto in concorso alcuni mostri sacri del cinema d'autore, a cominciare dal novantenne Alain Resnais, che ha presentato tra gli applausi Vous n'avez encore rien vu, una [...]

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