| Titolo originale | The Crazies |
| Anno | 2010 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA, Emirati Arabi Uniti |
| Durata | 101 minuti |
| Regia di | Breck Eisner |
| Attori | Timothy Olyphant, Radha Mitchell, Joe Anderson, Danielle Panabaker, Christie Lynn Smith Brett Rickaby, Preston Bailey, John Aylward, Joe Reegan, Glenn Morshower, Larry Cedar, Gregory Sporleder, Lisa K. Wyatt, Justin Welborn, Lexie Behr, Robert Miles, Rachel Storey, Brett Wagner, Tahmus Rounds, Frank Hoyt Taylor, Chet Grissom, Mike Hickman. |
| Uscita | venerdì 23 aprile 2010 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,69 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 27 ottobre 2015
Argomenti: Virus
David Dutton, sceriffo di una piccola città del Kansas, cerca di proteggere con tutte le sue forze sua moglie Judy, dopo aver scoperto che qualcosa in città sta facendo impazzire le persone. In Italia al Box Office La città verrà distrutta all'alba ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,1 milioni di euro e 526 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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L'originale La città verrà distrutta all'alba rappresentò nel 1973 il ritorno di George A. Romero a un cinema dinamico e apocalittico, dopo il fondamentale La notte dei morti viventi. Agli zombie si sostituivano persone normali rese pazze da un virus colpevolmente propalato da fonti governative: il formato narrativo rimaneva lo stesso, ma lo spunto scientifico-tecnologico costituiva una variante significativa che avrebbe preso piede dando a Romero un altro primato nell'innovazione e togliendo al cinema "virologico" quell'aura asettica che sin lì l'aveva contraddistinto (Andromeda è un esempio tipico). Con tutto ciò, diversamente da La notte dei morti viventi, La città verrà distrutta all'alba di Romero non è un film perfetto. Perciò, un remake - in quest'epoca in cui tutto viene rifatto - trova già a priori meno obiezioni del solito. All'opera si è dedicato Breck Eisner, giovane regista californiano dal curriculum non trascendentale, sulla base di una sceneggiatura che rielabora ampiamente la storia originale.
Nella pacifica cittadina di Ogden Marsh, la gente comincia a comportarsi stranamente. Un tizio armato di fucile irrompe nel campo di baseball dove si sta giocando una partita. Lo sceriffo David Dutten lo conosce, come conosce tutti in città: pensa che sia semplicemente ubriaco e cerca di convincerlo ad abbassare il fucile, ma, quando il tizio gli punta contro il fucile, è costretto a ucciderlo. La dottoressa Judy Dutten, moglie dello sceriffo, cerca di alleviare il senso di colpa del marito per un omicidio così incongruo, ma le cose sono destinate a peggiorare. Di fronte a una situazione totalmente inaspettata per uno sceriffo di provincia, David non si perde comunque d'animo e indaga assieme al suo aiutante Russell. I due trovano un aereo precipitato nella palude vicina alla cittadina. Il micidiale carico dell'aereo ha contaminato l'acqua di Ogden Marsh liberando un virus che rende pazzi. Andando contro l'opinione dell'autorità cittadina che teme per i raccolti, David chiude l'acqua, ma è troppo tardi. I militari circondano l'area per evitare che il virus si diffonda e il caos domina sovrano.
I segni dei comportamenti instabili che screziano la perfetta armonia della tipica cittadina di provincia americana sono introdotti con gradualità e sapienza, attraverso un meccanismo narrativo fluido e oliato. La suspense è creata con cura e abilità, partendo dal rovesciamento inspiegabile della normalità e arrivando a un ossessivo scatenamento di una violenza sempre più selvaggia. La disumanità dell'intervento militare aggiunge ulteriori cupi dettagli a un quadro senza speranza nel quale le persone perdono ogni connotazione umana o se la vedono negare da quelli che dovrebbero portare loro salvezza.
Rispetto al film di Romero (che qui figura come produttore esecutivo), questo ha le qualità che a quello in parte difettavano (coesione narrativa, costruzione della suspense, recitazione professionale, effetti speciali adeguati) e manca delle caratteristiche che rendevano l'originale un film particolare (forte connotazione politica e anti-istituzionale, cattiveria e anticonvenzionalità).
Due film diversi, quindi, ma ugualmente validi e di solido intrattenimento. Un problema per lo spettatore odierno può essere la mancanza di novità: il film di Romero era un precursore, questo segue una lunga serie di film nei quali il contagio virale rende pazzi scatenati o zombie. Non si può farne una colpa a Breck Eisner che ha diretto con efficienza e sensibilità il materiale narrativo che aveva tra le mani, riuscendo a realizzare efficaci momenti di tensione e a dipingere con tocchi di verità un incubo moderno e realistico.
Complessivamente buona la resa degli interpreti, con una particolare menzione per l'incisivo Joe Anderson, visto recentemente in Rovine, un altro horror interessante. Gli appassionati saranno contenti di vedere il fulmineo cameo di Lynn Lowry, che era tra i protagonisti del film originale.
Non credo di aver visto il film originale....ma in fondo che un film sia un'idea originale? Ormai i film sono stati presi e ripresi da altri film!! Il film è fatto benissimo è perfetto...ma è l'dea che conta! Meriterebbe il massimo se non fosse prevedibile...troppo...ni ricorda in alcune scene Resident Evil...vari film di zombi, pero' diciamo che è ben confezionato!
Sono zombi? No! Umberto Lenzi, identificato da Quentin Tarantino come colui che inventò lo zombi veloce (purtroppo oggi di moda) corresse il cineasta americano affermando perentoriamente: "Ma quali zombi, sono persone infette!". Si riferiva al suo interessante Incubo sulla città contaminata (1980). Quindi, non sono zombi neanche i poveri abitanti di una cittadina del Midwest che, per via di un virus [...] Vai alla recensione »