| Anno | 2009 |
| Genere | Musical, |
| Produzione | USA, Italia |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Rob Marshall |
| Attori | Daniel Day-Lewis, Penélope Cruz, Marion Cotillard, Nicole Kidman, Judi Dench Sophia Loren, Kate Hudson, Stacy Ferguson, Sandro Dori, Ricky Tognazzi, Giuseppe Cederna, Elio Germano, Roberto Nobile, Valerio Mastandrea, Remo Remotti, Martina Stella, Monica Scattini, Roberto Citran, Andrea Di Stefano, Romina Carancini, Alessandro Denipotti. |
| Uscita | venerdì 22 gennaio 2010 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,04 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 5 settembre 2016
Guido Contini, regista di fama mondiale, attraversa una crisi da cui prova a uscire incontrando tutte le donne protagoniste della sua vita. Il film ha ottenuto 4 candidature a Premi Oscar, 1 candidatura ai Nastri d'Argento, 5 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 9 candidature a Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, In Italia al Box Office Nine ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,1 milioni di euro e 535 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Guido Contini è un regista sull'orlo di una crisi creativa. Diviso tra l'amore carnale di Carla e quello coniugale di Luisa, Guido cerca una storia da raccontare e un sogno da sognare. Incalzato dal suo produttore che vuole girare, dai sensi di colpa e dalle ansie sessuali, il regista abbandona set e conferenze stampa e trova rifugio nella camera di un Grand Hotel, lontano da Roma e dalle responsabilità. Sotto pressione, crolla tra le braccia dell'amante e umilia una volta di troppo la consorte, che lo abbandona al suo film mai iniziato e ai suoi appetiti mai finiti. Disperato, Guido congeda le 'maestranze' e si ritira lungo il confine tra fantasia e realtà. Lontano dal set l'uomo si riconcilia con l'artista e con tutte le figure femminili della sua vita.
Nine non è il remake dell'Otto e mezzo felliniano, o almeno non lo è esplicitamente. Chiariamo, Nine è la versione cinematografica dell'omonimo musical di Broadway, ispirato all'analisi del sogno e dei sogni di Federico Fellini. Trasposizione teatrale e traduzione su schermo sono allora remake nascosti, ovvero rispettosi del veto imposto da Fellini (era il 1982) e delle leggi sul copyright ma sganciato da eventuali preoccupazioni sulla riconoscibilità di una marca autoriale.
Stabilite distanze e relazioni, Rob Marshall gira un musical che ha l'ambizione, assolutamente legittima, di superare i confini geografici avvicinando due realtà diverse per storia e cultura dentro la medesima utopia espressiva. Il prodotto però cade lontano dalle (buone) intenzioni, contravvenendo la capacità immaginativa di Fellini e infilando una messe di citazioni irriverenti e semplificazioni estreme, umori trasgressivi e accenti moralistici. Mantenuta la struttura narrativa, ovvero le relazioni tra gli eventi e i personaggi, e conservata l'epoca storica (gli anni Sessanta), il luogo geografico (l'Italia) e quello d'azione (il Teatro 5 di Cinecittà), sceneggiatori e regista ritoccano fino alla banalizzazione l'impianto ideologico dell'opera felliniana. Nine è allora un perfetto musical di sintesi, una centrifuga di stereotipi sull'Italia, sugli italiani, sul cinema italiano e sulle magiche visualizzazioni del Guido felliniano, ridotto qui a un bohémien da soap opera.
Sotto le superfici della banalità glamorous e dietro il pigro snodarsi delle evoluzioni coreografiche, Nine non riesce a rappresentare il sogno di un sogno, com'è nelle prerogative del musical, mancando di quella coerenza interna che fa delle sequenze di danza e canto la naturale proiezione dello stato d'animo dei protagonisti. La trionfante esplosione divistica è "tiranneggiata" da Daniel Day-Lewis, che abita i panni e la crisi di un regista nel solito modo prodigioso ma prigioniero della propria esasperata diligenza. Intorno a lui fanno corona consorti, amanti, dive, madri e muse che chiedono forma e identità artistica per accedere al suo palco e al suo cuore.
Marion Cotillard, Penélope Cruz, Judi Dench, Kate Hudson, Nicole Kidman e Sophia Loren si applicano con tenacia per salvaguardare la resa spettacolare e generare un'emozione autentica nello spettatore e una nuova creatività vitale nel protagonista. Vale tutto: tacchi, autoreggenti, cabaret bustier e un sussurrato "coochie coochie coochie coo".
Nine di Rob Marshall è un film ambizioso per una serie di motivi: riunisce un cast stellare che è stato premiato in passato con il premio Oscar (Daniel Day-Lewis, Nicole Kidman, Marion Cotillard, Penelope Cruz, Judi Dench, Sophia Loren); introduce il personaggio di Kate Hudson, ovvero la giornalista Stephanie, sebbene la sua presenza non sia indispensabile; fa brillare su tutti i numeri [...] Vai alla recensione »
Ispirato all’Otto e mezzo felliniano e ignaro che quel titolo si riferisca al numero dei film girati da Fellini fino a quel momento (era il 1963), Nine è il nuovo musical di Rob Marshall a un passo e a un giro di danza dall’uscita. Dopo lo scoppiettante Chicago e il dimenticabile Memorie di una geisha, il regista americano traduce per lo schermo l’omonimo musical di Broadway, a cui Fellini rifiutò il consenso.
In gennaio uscirà nelle sale Nine, film musicale diretto da Rob Marshall, uno che ha familiarità col genere, avendo firmato nel 2002, Chicago. Il percorso è lo stesso di allora e di tanti musical che ripresero la fase teatrale per farla diventare un film. Nine tiene da tempo i palcoscenici di Broadway, ci sono tutti i presupposti per un percorso felice, lo stesso, appunto, di grandi classici come Show Boat, My Fair Lady, Tutti insieme appassionatamente, Jesus Christ Superstar, e tanti altri.
Mentre in Italia parliamo della crisi del cinema e dello stato avvilente in cui versa la nostra cultura, in America ci celebrano arrivando a dire, come fa il musical Nine presentato ieri a Roma, che «il sogno degli americani è quello di vivere in un film italiano». D'accordo, parliamo dei film di Fellini, in particolare di quelli, come La dolce vita, che hanno codificato uno stile glamour con un'immagine [...] Vai alla recensione »