La cosa giusta

Film 2009 | Poliziesco, 93 min.

Regia di Marco Campogiani. Un film con Ennio Fantastichini, Paolo Briguglia, Ahmed Hafiene, Camilla Filippi, Samya Abbary. Cast completo Genere Poliziesco, - Italia, 2009, durata 93 minuti. Uscita cinema venerdì 27 novembre 2009 distribuito da Cinecittà Luce. - MYmonetro 1,84 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un'insolita coppia di poliziotti, il veterano Duccio e il giovane e ambizioso Eugenio, indagano su un presunto terrorista tunisino. Dapprima lo pedinano, alquanto goffamente, poi gli fanno da scorta, infine diventano suoi amici. In Italia al Box Office La cosa giusta ha incassato 3,1 mila euro .

Consigliato no!
1,84/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 1,67
PUBBLICO 1,00
CONSIGLIATO NO
Tra poliziesco e commedia, una riflessione sul rapporto con lo straniero e sui facili pregiudizi.
Recensione di Emanuele Sacchi
venerdì 20 novembre 2009
Recensione di Emanuele Sacchi
venerdì 20 novembre 2009

Cresce la tendenza del cinema italiano a soffermarsi su problematiche di integrazione razziale. D'altronde non è un mistero che la questione razziale, più o meno mascherata da leggi sulla clandestinità, sia all'ordine del giorno, probabilmente sia la questione, quella in base alla quale in Italia si decidono governi e destini.
Il taglio con cui Campogiani sceglie di raccontare la vicenda è quello della commedia agro-dolce, marchio di fabbrica dell'amato e parimenti odiato cinema italico. Ad accenni, timidi e poco credibili, di riflessione sociale si alternano momenti in cui il legame italo-tunisino e il rapporto con il sospettato si fa più stretto; il che significa, come da consunto topos, spaghettata e partita al calcetto Balilla.
Ossia le ganasce che incatenano inesorabilmente il cinema italiano (e forse la cultura nazionale in senso lato): finché non si uscirà da percorsi consunti, il nostro cinema non potrà che esporsi alle medesime critiche, spesso mal digerite e peggio metabolizzate. Dove invece La cosa giusta dovrebbe porci dei dubbi morali e portarci a delle riflessioni sulla natura dei nostri pregiudizi, come nella sequenza a Tunisi (perché non insistere con forza sulla pista dell'altro tunisino, quello "cattivo" e imprimere al film una svolta impredicibile?), Campogiani non si sbilancia e assume un atteggiamento guardingo per non dire cerchiobottista: seguire pedissequamente il pregiudizio è male, ma attenzione a non essere accecati dal buonismo.
E se delle parti leggere si è già detto, sulla componente di poliziesco strictu sensu aleggia lo spettro del serial tv, tanto nel linguaggio cinematografico espresso che nella recitazione e nelle tempistiche; arduo distinguere le sequenze nell'ufficio di polizia e gli scambi di battute tra i colleghi da uno dei serial che gremiscono i palinsesti tv.
Il cinema qui sta solo nello splendore di Torino innevata, ma è troppo poco e difficilmente qualcuno può attribuirsene il merito.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

È un poliziesco anomalo nel panorama del cinema italiano: contano i personaggi e i sentimenti più che l'azione; si vedono le armi ma non sparano; la vicenda si sposta da Torino al Marocco, in altalena tra dramma e commedia e innestata in un concreto contesto tematico; si descrive con puntiglio come si fa, in Italia, un pedinamento di sorveglianza. Eugenio - giovane poliziotto che legge libri impegnativi, dunque ritenuto un po' strambo dai superiori - è affiancato a Duccio, cinico, sgamato e prevenuto, nella sorveglianza del marocchino Ahmed, presunto terrorista, appena scarcerato dopo 2 anni di detenzione perché assolto per insufficienza di prove. L'operazione si trasforma in un servizio di protezione: in attesa del processo di appello, Ahmed è minacciato dai presunti complici. Fra i tre nasce un'amicizia. Qui lo spettatore va in suspense, aspettando un colpo di scena. Che non c'è: la logica interna ed esterna del racconto non lo prevede. Esordio di Campogiani che l'ha scritto con l'aiuto di Giovanni De Feo, è un film contraddittorio. Probabilmente 9 spettatori su 10 lo trovano incerto per eccesso di delicatezze e di sfumature, ma se i difetti che gli si imputano fossero pregi?

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 8 maggio 2010
BLU CASADO

Condivido totalmente la recensione di Liberazione. Argomento sicuramente interessante e attuale vanificato dalle regolette stereotipate per far tutti contenti, nascondendosi dietro una falsa semplicità che è solo incapacità di narrare, rischiare ed emozionare. E in questa sbollentata generale c'è però assoluta omogeneità. Mediocrità alla pari per sceneggiatura, regia, attori, montaggio, musica.

domenica 2 maggio 2010
Marco Montagna

Eugenio è un giovane  e promettente poliziotto torinese che sta studiando arabo per avere posto nell’anti terrorismo. A lui viene affiancato Duccio, ormai adulto ed esperto collega, e la coppia inizia a seguire il caso di Khalid, tunisino appena uscito di carcere in attesa della sentenza finale su un presunto aiuto dato a terroristi.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Il film dell' esordiente Campogiani cerca il punto di equilibrio che consenta di trattare secondo modalità semplici e comunicative la tematica calda dell' immigrazione, dell' incontro con le culture di radice musulmana, dell' ossessione che le identifica con i pericoli terroristici. Semplifica molto, ma con un esito rispettabile. Un tunisino già integrato a Torino e ingiustamente coinvolto in sospetti [...] Vai alla recensione »

Pedro Armocida
Il Giornale

Due poliziotti diversissimi. Uno anziano e con molta esperienza alle spalle e uno più giovane che studia l'arabo per essere il poliziotto del futuro. In mezzo Khalid (il bravo attore tunisino che, dopo La giusta distanza di Mazzacurati, è ingabbiato in questi ruoli) uscito dal carcere e in attesa dell'appello per aver ospitato dei terroristi. Il regista, autore anche della sceneggiatura, naviga tra [...] Vai alla recensione »

Davide Turrini
Liberazione

Minchia signor tenente, cantava Giorgio Faletti. Con La cosa giusta , regia di Marco Campogiani, il buddy movie all'italiana si arricchisce di una placida coppia di poliziotti che ricorda le retoriche iconografie del calendario dei carabinieri. L'anziano e scafato Duccio, il Danny Glover della situazione, è Ennio Fantastichini immortalato nella storica espressione stravolta alla Fantaschini; Eugenio, [...] Vai alla recensione »

NEWS
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venerdì 27 novembre 2009
Lisa Meacci

La verità di Dorian Gray Se meteorologicamente parlando, il mese di novembre è stato alquanto tiepido, non può dirsi lo stesso dell'attività cinematografica che si è rivelata al contrario molto "calda", con tantissime uscite ogni settimana.

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