Un film che tratta infatti temi esistenziali, veicolati grazie ai combattimenti e alle scene d’azione. Dal 17 al 19 novembre al cinema.
di Valentina Ariete
Nell’immaginaria nazione di Amestris, collocata temporalmente in un inizio ‘900 alternativo, due fratelli, Edward e Alphonse Elric, sono in grado di usare l’alchimia. Grazie al cerchio alchemico possono infatti manipolare l’energia sprigionata dalla crosta terrestre. Il risultato di questo processo è la trasmutazione: incanalando l’energia possono modificare le proprietà di oggetti e persone. In seguito a una trasmutazione umana non andata a buon fine, i due hanno perso i loro corpi originali. Intrappolati in una forma ibrida, si mettono quindi in viaggio alla ricerca della pietra filosofale, così da poter tornare come prima. Vengono ostacolati però da sette Homunculus, uno per ogni vizio capitale, che vogliono la pietra per distruggere Amestris.
Considerato a lungo il miglior anime action dai fan del genere, Fullmetal Alchemist: Brotherhood di Yasuhiro Irie è più fedele al manga di Hiromu Arakawa, combinando l’azione a una filosofia esistenzialista. Grazie alla storia dei fratelli Elric l’autrice tratta infatti temi esistenziali, veicolati grazie ai combattimenti e alle scene d’azione. Le connessioni umane, come spesso accade nelle opere giapponesi, sono il bene più prezioso a cui si possa aspirare: Fullmetal Alchemist: Brotherhood lo ricorda ancora una volta, grazie a questa coppia di orfani speciali, che deve perdere tutto per capire di aver avuto sempre accanto il tesoro più prezioso in assoluto.