| Anno | 2009 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | USA, Canada |
| Durata | 109 minuti |
| Regia di | Christian Alvart |
| Attori | Renée Zellweger, Jodelle Ferland, Ian McShane, Kerry O'Malley, Callum Keith Rennie Bradley Cooper, Crystal Lowe, Adrian Lester, Georgia Craig, Cynthia Stevenson, Tiffany Lyndall-Knight, Cindy Sungu, Philip Cabrita, J. Winston Carroll, Mary Black, Domenico D'Ambrosio, Michael Bean, Lesley Ewen, Jane Braithwaite, Paul Duchart, Bill Mondy, David Patrick Green, Davin Mackay, Sarah-Jane Redmond, Benita Ha, Dee Jay Jackson, Ryan Harder, Suzanne Bastien, Darryl Quon, Phillip Mitchell, Colin Lawrence, Taya Calicetto, Alisen Down, Dagmar Midcap, Adrian Hough, Terence Dament, Jillian Fargey, Michael Ryan (IV), Danny Wattley, Vanesa Tomasino, Charles Zuckermann, Daniel Bacon, Ian A. Wallace, Camille Atebe, Kate Robbins (I), Fran Gebhard, Alexander Conti. |
| Tag | Da vedere 2009 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| MYmonetro | 3,03 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 20 agosto 2010
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Emily Jenkins è un'assistente sociale che si occupa in particolare di minori. Le viene assegnato il caso di una bambina di 10 anni, Lillith Sullivan, che sembra essere vittima di genitori malvagi. La donna trova conferma dei suoi sospetti quando, nel bel mezzo della notte, le arriva una telefonata con una richiesta di soccorso da parte di Lillith. Emily si precipita alla sua abitazione giusto in tempo per salvarla da una morte orribile. I genitori vengono arrestati e la bambina viene affidata, non senza difficoltà, proprio ad Emily. Il suo comportamento però è molto strano.
Non è dato sapere cosa abbia spinto Renee Zellweger ad accettare un ruolo non particolarmente originale in un film la cui sceneggiatura non brilla a sua volta per inventiva. Forse è stata l'idea di misurarsi con i luoghi comuni di un genere (quello del bambino/a malefico/a) per cercare di innervarlo con qualche elemento di novità. L'operazione sembrerebbe riuscire nella prima parte del film nella quale si crea la giusta atmosfera e in cui l'attrice inizia la costruzione di un personaggio incapace di separare la propria dedizione al lavoro da una partecipazione emotiva. Dalla scoperta del tentato omicidio da parte dei genitori in avanti due altri elementi prendono invece il sopravvento. La sceneggiatura si fa prevedibile e prende progressivamente la via dell'inverosimile che trova il suo culmine in una scena in cui le mosche giocano un ruolo determinante. Ma ciò che finisce con il mettere in ombra la prestazione della Zellwegger è la bravura della giovanissima Jodelle Ferland che sa giocare con grande abilità la carta dell'ingenuità mista a perversione. Se non si farà ingabbiare in ruoli analoghi ma saprà diversificare le scelte con lei sullo schermo ci troveremo davanti a ulteriori, piacevoli sorprese. 3 stelle per la sua presenza.
Emily Jenkins è un'assistente sociale; è una gran lavoratrice e sa fare bene il suo lavoro, finchè non s'imbatte nel caso della piccola Lilith Sullivan. Quando scopre che i genitori della piccola la maltrattano fino al tentativo di ucciderla, Emily non esita a prendersene cura, ospitandola a casa sua. Sarà allora che i suoi incubi avranno inizio.