| Anno | 2008 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 117 minuti |
| Regia di | Paolo Virzì |
| Attori | Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Elio Germano, Massimo Ghini Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Giulia Salerno, Elena Arvigo, Laura Morante, Edoardo Gabbriellini, Caterina Guzzanti, Paola Tiziana Cruciani, Raffaele Vannoli, Mary Cipolla, Astrid Meloni, Veronica Corsi, Filippo Velardi, Francesca Cutolo. |
| Uscita | venerdì 28 marzo 2008 |
| Tag | Da vedere 2008 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,35 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 1 ottobre 2024
Il precariato in Italia, le ansie, le aspirazioni, e i problemi quotidiani di una giovane laureata in filosofia in cerca di lavoro. Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto 2 Nastri d'Argento, 4 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Tutta la vita davanti ha incassato 3,9 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nel bel mezzo di una corale apertura onirica a suon di Beach Boys, la voce narrante di Laura Morante ci introduce cautamente nella favola nera di Marta, ventiquattrenne siciliana trapiantata a Roma neolaureata con lode, abbraccio accademico e pubblicazione della tesi in filosofia teoretica.
Umile, curiosa e un poco ingenua, Marta si vede chiudere in faccia le porte del mondo accademico ed editoriale, per ritrovarsi a essere "scelta" come baby-sitter dalla figlia della sbandata e fragile ragazza madre Sonia (interpretata con struggente intensità da Micaela Ramazzotti). È proprio questa "Marilyn di borgata" a introdurla nel call center della Multiple, azienda specializzata nella vendita di un apparecchio di depurazione dell'acqua apparentemente miracoloso.
Da qui inizia il viaggio di Marta in un mondo alieno, quello dei tanti giovani, carini e "precariamente occupati" italiani: in una periferia romana spaventosamente deserta e avveniristica, isolata dal resto del mondo come un reality, la Multiple si rivela pian piano al suo sguardo ingenuo come una sorta di mostro che fagocita i giovani lavoratori, illudendoli con premi e incoraggiamenti (sms motivazionali quotidiani della capo-reparto), training da villaggio vacanze (coreografie di gruppo per "iniziare bene la giornata") per poi punirli con eliminazioni alla Grande fratello. Un mondo plasticamente sorridente e spaventato, in cui vittime (giovani precari pieni di speranze come il fragile Lucio 2 di Elio Germano) e carnefici (Ghini e Ferilli, di nuovo insieme diretti da Virzì dopo La bella vita) sono accomunati da una stessa ansia per il futuro che si tramuta in folle disperazione. Non c'è scampo per nessuno all'interno di queste logiche di sfruttamento, e a poco servirà il tentativo dell'onesto ma evanescente sindacalista Giorgio Conforti (Valerio Mastandrea) di cambiare idealisticamente un mondo che difficilmente può essere cambiato.
Prendendo spunto dal libro della blogger sarda Michela Murgia, "Il mondo deve sapere", Virzì esplora con gli occhi di Marta, attraverso il viso curioso della fresca Isabella Ragonese (per adesso solo una piccola parte in Nuovomondo), l'inferno di questo precariato con tutta la vita davanti; e lo fa con lo spirito comico e amaro che da sempre lo contraddistingue. Accentuando stavolta i toni tragicomici e grotteschi da commedia nera, il regista toscano dà vita a un'opera corale, matura e agghiacciante, che rivisita (attualizzandola) la miglior tradizione della commedia amara alla Monicelli, costruendo - grazie anche all'apporto del fido sceneggiatore Francesco Bruni - personaggi complessi e sfaccettati, teneri e feroci, comici e tragici a un tempo, ma tutti disperatamente umani e autentici. Con la stessa umiltà e onestà intellettuale di Marta, Virzì si muove tra le spaventose dinamiche del mondo moderno senza mai cadere nel facile giudizio, nel pietismo o - vista l'attualità del tema - nella trappola del film a tesi, mantenendo sempre in primo piano il suo amore per gli ultimi e una compassione per le sue creature disperate e perfide, figlie di una società malata, ma forse non ancora in fase terminale. E se Marta può ancora sognare un mondo migliore per sé e per la bambina cui fa da baby-sitter, un mondo che balla spensierato ascoltando i Beach Boys e si affeziona a una voce telefonica, tutto attorno resta un ritratto allarmante dell'Italia di oggi, che Virzì svela sapientemente sotto una patina di sinistra comicità. Un'Italia dolce e amara quella di Tutta la vita davanti, che commuove e angoscia lasciandoci con un groppo in gola, come quell'ovosodo che non andava né su né giù.
La prima cosa che ho notato di questo film è stata la bravura e l'enfasi di Micaela Ramazzotti, per me aveva una parte complicat, ma l'ha eseguita in modo F A V O L O S O!Seconda cosa ok la precarietà ma la "vita lavorativa" all'interno del CallCenter mi è parsa un filino esagerata come rappresentazione!Cmq tutto sommato un bel lavoro, agli attori semi [...] Vai alla recensione »
Il punto di vista è il vero tesoretto dei registi e quello di Paolo Virzì potrebbe riassumersi nel motto «una risata vi seppellirà»... Che film riuscito, incisivo, divertente è «Tutta la vita davanti»! Peccato, o meglio per fortuna, che per apprezzarlo sia indispensabile dotarsi di cattiveria, compassione, fantasia e raziocinio in parti generose e abbondanti.