Louise Michel

Film 2008 | Commedia 90 min.

Regia di Benoît Delépine, Gustave Kervern. Un film Da vedere 2008 con Yolande Moreau, Bouli Lanners, Robert Dehoux, Sylvie Van Hiel, Jacqueline Knuysen. Cast completo Titolo originale: Louise-Michel. Genere Commedia - Francia, 2008, durata 90 minuti. Uscita cinema venerdì 3 aprile 2009 distribuito da Fandango. - MYmonetro 3,34 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un killer della domenica e un'impiegata sono disposti a tutto pur di trovare e uccidere il padrone di uno stabilimento tessile. In Italia al Box Office Louise Michel ha incassato 574 mila euro .

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Consigliato sì!
3,34/5
MYMOVIES 3,75
CRITICA 2,86
PUBBLICO 3,13
CONSIGLIATO SÌ
Black comedy di resistenza sul nuovo proletariato francese.
Recensione di Gabriele Niola
Recensione di Gabriele Niola

Prima vessate con orari e turni infami e successivamente lasciate senza un lavoro dall'improvvisa chiusura fallimentare dello stabilimento tessile dove lavorano, un pugno di operaie riunitesi per decidere che fare con i soldi della liquidazione optano per la scelta più sensata: usarli per assoldare un killer che uccida il padrone. Ma in una multinazionale non è sempre semplice capire chi sia il vero padrone. Scalcinati, incompetenti, spietati ma incredibilmente determinati a portare a termine il lavoro, un killer della domenica (che in realtà prima era una donna) e una delle impiegate (che in realtà prima era un uomo) saranno disposti anche a viaggiare fuori dalla Francia su una barca di clandestini pur di trovare il vero padrone e farlo fuori.
Questa storia semi-seria (ma esilarante!) di come un pugno di impiegate siano diventate committenti di una strage di funzionari è uno dei film più autenticamente anarchici e surreali dell'anno, una vera commedia di resistenza al vivere civile e sociale che già si fece notare al Festival del Film di Roma. Tutto in essa diventa atto di ribellione ad un ordine anche e specialmente quello che i due poveri protagonisti (per l'appunto Louise e Michel) non intendono certo come tale.
Il ribaltamento sessuale è infatti al tempo stesso dimostrazione della follia delle regole sociali (entrambi cambiano sesso per trovare un lavoro) e tassello di un caos più generale a cui appartengono anche cose il non saper nè leggere nè scrivere, un particolare che nel mondo contemporaneo può anche causare la morte!
Nulla può arrestare le piccole operaie nella loro furia omicida e soverchiatrice delle rigide strutture gerarchiche aziendali. Dovessero anche sterminare tutta la dirigenza arriveranno al responsabile, messaggio reso ancora più chiaro dalla didascalia finali che spiega come Louise Michel sia anche il nome di una nota anarchica francese d'inizio novecento.
I registi Benoît Delépine e Gustave de Kervern sostengono (da anarchici) di non conoscere la tecnica del cinema e di limitarsi a inquadrare ciò che vogliono mostrare, ma non è assolutamente vero. La conoscono e come! Non c'è immagine dietro la cui composizione non stia una profonda riflessione su quale elemento della scena vada sottolineato o dietro alla quale non si nasconda una valutazione morale. Non c'è carrello che non sia indispensabile (per finalità comiche, impressionanti o narrative) e non c'è forzatura del normale racconto che non sia una raffinata deviazione utile a raccontare un mondo (come ad esempio lo sono i brevissimi flashback dei protagonisti). Si divertono con una comicità semplice ma efficace, spesso innescata dal contrasto tra ciò che è in scena e ciò si può solo sentire fuoriscena. E anche quando inseriscono brevissimi momenti sentimentali si tratta di attimi tutti da cogliere, realizzati con grande conoscenza del cinema.

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LOUISE MICHEL
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 2 febbraio 2010
Fabrizio Cirnigliaro

Autori di un programma televisivo di successo per la TV francese,  decidono di realizzare una pellicola “politacamente scorretta”, inquietante, che esce nelle sale cinematografiche in piena crisi economica. In Francia nel frattempo  alcuni operai stavano iniziando ad escogitare metodi diversi  per far “sentire” la loro voce, per attirare l’attenzione dei [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 aprile 2009
olgadik

Ho trovato un solo limite del film. Detto questo, non posso che snocciolare una serie di Evviva! Bravi, evviva il coraggio dell’anticonformismo del conforme; evviva chi dice tanto di serio, facendo anche ridere tutti noi depressi e un po’ in fuga dalla crisi che morde duro. Ciò che non mi è piaciuto di quest’opera è presto detto: la forma. Sciatta, piatta, quasi amatoriale in negativo, non sfigurerebbe [...] Vai alla recensione »

lunedì 21 settembre 2009
Gus da Mosca

Film sulle apparenze che ingannano, sulle suggestioni che deludono, sui suggestivi e deludenti inganni dell'apparire. Una satira amara, nerissima, postmarxista ed antipopulista che irride al sociale militante ed irriverisce ai frivoli venditori di benessere apparente. Questo film francese non parla di benessere televisivo e neppure di lotte in piazza, ma letto da un punto di vista italiano (televisivo [...] Vai alla recensione »

martedì 14 aprile 2009
/bizzarrevisioni.iobloggo.com

Louis e Michel, ovvero come utilizzare la liquidazione per far fuori il proprio ex datore di lavoro. Il film racconta la storia di un gruppo di operaie tessili francesi, che dalla sera alla mattina si ritrovano senza un impiego e con una misera liquidazione in mano, inutile a qualsiasi scopo se non... IDEA! Perché non farne una colletta per ingaggiare un killer che recapiti il conto, con tanto di interessi, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 23 febbraio 2011
jaky86

Black comedy che segue i registri tipici del cinema francese interpretata fantasticamente dai due protagonisti, spontanei, surreali e divertenti. Forse il trailer illude di essere davanti a un capolavoro della comicità, mentre, tutto sommato, non si ride così tanto, alternando scene irresistibili a momenti di riflessione. Da non perdere comunque.

giovedì 9 aprile 2009
ciccio capozzi

“LOUISE MICHEL” di BENOIT DELEPINE & GUSTAVE KERVERN; FRA, 08. Louise, un’operaia, e compagne che, tra la sera e la mattina si trovano in mezzo alla strada, vogliono usare i soldi della risibile liquidazione per un killer che faccia fuori il padrone. Uscito in Francia nel 2008, ha profetizzato su alcuni aspetti dell’attuale crisi mondiale. Sia per l’improvvisa chiusura della fabbrica, e sia perché [...] Vai alla recensione »

domenica 27 marzo 2011
Francesco2

Un'altro sguardo sulla Francia dei poveri, lontana dalla Parigi di "Amélie", del noioso "..Parigi" o di "Place Vendome". Dico un altro perché mi ricollego alla "Ville tranquille" di Guediguan. Apprendo adesso che i registi hanno un'origine televisiva, come quella dell'irrisolto ma curioso "Religolous".

domenica 12 aprile 2009
pipay

Peccato. L'idea era buona. Anche gli attori che interpretano il ruolo di Louise e Michel, ovvero del "killer" e di colei che commissiona l'omicidio, meritano un plauso per la spontaneità e l'efficacia della recitazione. I due formano una coppia davvero singolare, unica e sicuramente originale. Le premesse per realizzare qualcosa di buono, in fondo, c'erano tutte.

mercoledì 8 aprile 2009
mariagiovanna

un film piuttosto gradevole (se "gradevole" può essere definito un argomento del genere) che non manca di regalare scene estremamente divertenti (una su tutte il dialogo pazzesco tra il "killer" e il proprietario di un b&b bio-eco-compatibile -lo stesso Kassovitz-). diciamo che gli attori de "il favoloso mondo di amelie" si sono un po' ritrovati tutti in questo film.

martedì 7 aprile 2009
michi 71

film non assolutamente adatto a chi, come me,si aspettava una storia di sentimenti, rivoluzione, lotta e speranza...nel film non c'è nulla di tutto questo, solo un compiaciuto e gratuito gusto per il grottesco...una zuppa con ingredienti e dosaggi sbagliati: veramente indigesta. ho passato il resto della serata a scusarmi con i malcapitati ai quali avevo pubblicizzato il film, basandomi sulle recensioni [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 giugno 2009
paolorol

Sgangheratissimo e geniale,lascia attoniti e spiazzati. E' da vedere, e consiglio a tutti di non abbandonare la sala durante i titoli di coda, perchè il film non finisce lì.. Politicamete scorretto e in perenne bilico col surreale. Pieno di contenuti e creativo, al di là dalla forma grezza che può risultare per molti repulsiva. Un film sulla resistenza umana estrema, ambientato in un sottomondo che [...] Vai alla recensione »

mercoledì 30 dicembre 2009
dario

Spettacolare per cinismo e raccomandabile per intelligenza. Coraggiosamente demenziale, non perde un colpo, mettendo in piazza tutta l'attuale pochezza della società. Recitazione sontuosa, nella sua estrema lunarità, bruttura e cattiveria al calor bianco, ma con un risvolto di folle indulgenza.

domenica 5 aprile 2009
PAOLO GRASSO

Ho visto stasera 03/04/2009 il film. A parte qualche battuta, scusandomi per la definizione non molto ortodossa, devo dire che è proprio una cagata!!

domenica 24 ottobre 2010
ultimoboyscout

Film strano, racchiude il meglio ma anche il peggio del cinema transalpino. Guardabile, a me tutto sommato è piaciuto, ma non dico altro. Troppo particolare per dare giudizi netti.

giovedì 7 ottobre 2010
Nalipa

Una gradevole sorpresa questo film che mette in scena una disegno terribile con leggerezza e un feroce senso del'umorismo. Benoìt Delépine e Gustave Kervern sono strepitosi.

lunedì 5 luglio 2010
Dana Scully

... uscire dal cinema dopo aver visto un film che non solo ci è piaciuto (e tanto!!!) ma che anche ci ha sopreso?? tutti i film anche oggettivamente belli hanno un non so che di già visto, questo invece riesce ad essere originale in ogni situazione, in ogni personaggio, in ogni battuta ... Niente va come ci si aspetta, le risate sono frequenti e mai banali nonostante il tema di partenza tutt'altro [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 ottobre 2010
nickolson

capolavoro!

venerdì 30 ottobre 2009
nicvas

Forse non sono un amante di questo genere ma visto che risulta: Consigliato: Sì e un mymonetro: 3,18 mi sarei aspettavo di più. L'inizio è abbastanza divertente ma piano piano comincia a rallentare i ritmi e fossilizzarsi su una storia (l'assassino del campo) per troppo tempo.

sabato 1 agosto 2009
Agente Cooper

Se cercate una dimostrazione della distanza tra critica e pubblico e di come alcuni giornalisti scrivano le recensioni guardando solo i depliant di lancio, Louise e Michel può ben essere utilizzato come punto di riferimento. A sentire tutti i critici italiani, ancora per la maggior parte legati a ideologie morte vent'anni fa, questo "film" (mi ripugna dover usare per questa cosa lo stesso termine che [...] Vai alla recensione »

sabato 4 aprile 2009
marezia

Pellicola che fonde molto bene realismo e fantasia in una miscela grottesca che però non scade mai nella macchietta; Luoise e Michel sono cioè, al di là del loro aspetto, personaggi che reagiscono alla violenza della vita reiventandosi una identità che, agli occhi increduli degli spettatori, svela in modo tenero e sincero la difficoltà di vivere. A me hanno fatto molta tenerezza e come dice Mereghetti [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 aprile 2009
fataignorante

Assolutamente Politicamente Scorretto , trash , surreale , ai confini della "cagata pazzesca". A volte ingenuo a volte troppo infantile. Eppure con momenti divertenti . La tematica di "classe" (molto rumore per nulla)si dissolve ben presto attraverso la zoologia dei personaggi. Il sospetto è che la scrittura sia stata volutamente "furba" per stimolare appettiti bassi.

martedì 14 aprile 2009
jovanni10

Non posso scrivere una recensione completa perchè sono andato via durante l'intervallo. Sono rimasto disgustato dal film.Qualcuno puo spiegarmi la scena in cui la ragazza malata terminale di cancro deve uccidere l'imprenditore??Veramente di cattivo gusto. Amo il cinema impegnato e avevo letto grandi cose su questo film, ma a mio modesto parere non c'è molto su cui poter riflettere,il film è mal fatto,pesa [...] Vai alla recensione »

lunedì 15 giugno 2009
razapolansky

...facile facile che ti tocchi spendere 7 euro e 50 per vedere un film politico che nemmeno ti aspettavi...spesso lento e con inquadrature a camera fissa che dopo un paio non le sopporti più, il film srotola già dall'inizio il proprio concetto fondamentale: i ricchi sono tutti ladri e quindi se uno li ammazza se lo meritano. Che dire? Ha dato fastidio a me che ricca non sono, per niente.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Boris Sollazzo
Liberazione

Costa-Gavras ce l'aveva mostrato nell'ultimo film in cui aveva dato libero sfogo al suo genio rabbioso: il capitalismo è il Male disumanizzante, una sorta di virus sociale che muta il Dna delle classi sociali per poi demolire codici e valori dei singoli individui. Cos'era Cacciatori di teste , infatti, se non una vendetta geniale di una vittima del sistema contro altre vittime? E persino Lars Von Trier [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Viene dalle Mauritius Kervern, ma su Canal + col partner Benoit Delepine, s'immaginò, come i gemelli Ruggeri con Kroda, cittadino di Groland, dove avvengono cose dell'altro mondo, come quelle raccontate qui (e in Aaltra e Avida, i precedenti film comico-satirici che i critici amano e Groland premia), cioè per niente dell'altro mondo. Conferma il regista: «Gli operai che sequestrano i manager fanno [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Quando uscì in Francia non sequestravano i manager come in questi giorni. Però il malcontento aveva già superato il livello di guardia, se a Benoit Delépine e Gustave Kervern era venuto in mente di raccontare la congiura di un gruppo di operaie che, licenziate, investono la liquidazione per far ammazzare il padrone. Guida le manovre la tosta Louise, che ingaggia un killer inetto.

Alberto Castellano
Il Mattino

La coppia anarchica Benoit Delépine e Gustave Kervern, già autori del fantascientifico «Avida», con «Louise Michel» racconta di un gruppo di operaie di una fabbrica tessile del nord della Francia che vivono il dramma di chi scopre da un giorno all'altro di non avere più un lavoro in seguito all'annunciato ridimensionamento. Guidate da Louise, la più determinata, decidono di raccogliere il loro denaro [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

«Trionfi la giustizia proletaria», cantava Guccini nella Locomotiva. L'idea, evidentemente, non muore. Così, quando viene chiusa una fabbrica della Piccardia, nord della Francia, le licenziate pagano un sicario che uccida il padrone. Ma chi è il padrone, nel mondo delle holding globalizzate? Il sicario (Bouli Lanners) uccide due persone sbagliate, così un'operaia (Yolande Moreau) decide di accompagnarlo. [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
venerdì 3 aprile 2009
Lisa Meacci

Una battaglia tridimensionale Il primo weekend di aprile si preannuncia molto più "leggero" della settimana appena trascorsa, questo di certo non significa che manchino uscite curiose. È tempo dell'insolito scontro Mostri contro alieni, una storia [...]

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