| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Argentina, Corea del sud, Brasile |
| Durata | 113 minuti |
| Regia di | Pablo Trapero |
| Attori | Elli Medeiros, Martina Gusman, Rodrigo Santoro, Laura García, Tomás Plotinsky Leonardo Sauma, Walter Cignoli, Roberto Maciel, Ricardo Ragendorfer, Clara Sajnovetzky. |
| MYmonetro | 2,82 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 15 luglio 2009
Il degrado di Buenos Aires in una storia tutta al femminile, su una donna condannata alla miseria e alla sofferenza per poter riavere il suo bambino.
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CONSIGLIATO SÌ
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Julia si sveglia nel suo appartamento di Buenos Aires. È coperta di sangue e a terra ci sono i corpi di due uomini. La giovane donna va al lavoro in stato di trance e quando fa ritorno a casa prende coscienza dell'accaduto chiedendo soccorso. Uno dei due è deceduto mentre l'altro, Ramiro, si salverà.
Julia viene arrestata e accusata di omicidio. La giovane donna conviveva con i due uomini che erano amanti e abusavano di lei. Ora è incinta e decide di far nascere il bambino, Tomas, nel degrado della prigione. Finchè sua madre riuscirà a sottrarglielo. Da quel momento Julia avrà un solo obiettivo: riunirsi al suo piccolo.
Un film dalle tinte forti sulla maternità e sull'innocenza che convive con il degrado quello di Trapero. Il quale però, forse a causa della coproduzione o perchè ha coinvolto quale protagonista la giovane moglie realmente incinta all'epoca delle riprese, sembra incerto sulla piega da dare alla narrazione finendo con il mescolare troppo piani e offrendo al film un finale tanto 'partecipe' quanto poco credibile nel suo dipanarsi. Resta comunque negli occhi dello spettatore la denuncia di un sistema carcerario che simula umanità (il reparto 'aperto' delle madri) mentre fa sprofondare sia le donne che la loro prole nella progressiva perdita di contatto con la realtà esterna.
Leonera trova in Martina Gusman un'attrice capace di sostenere con intensità un ruolo difficile che potrebbe essere essere paragonato, ovviamente con le debite differenze, con quello interpretato da Crissy Rock in Ladybird Ladybird di Ken Loach. Come la Maggie di quel film del 1994 Julia suscita l'empatia dello spettatore 'nonostante' il suo carattere. Siamo cioè spinti progressivamente a cercare di conoscerla, di comprenderne la sofferenza e le ragioni. Capire perchè ha finito con il trovarsi in quelle situazioni ci aiuta a valutare in maniera diversa il suo agire successivo e ci ricorda che bisognerebbe aver camminato per un po' di km nelle scarpe altrui prima di emettere giudizi radicali.
Sta per festeggiare i dieci anni di notorietà presso il consesso internazionale, il giovane argentino Pablo Trapero (primo colpo regalato al pubblico di Venezia, Mondo Grua del '99) eppure la fama guadagnata anche con i successivi El bonaerense e Famiglia rodante non ha inclinato la lucidità del suo sguardo. Anzi, si è fatto ancora più acuto, più penetrante.