Chocolate

Film 2008 | Azione 110 min.

Regia di Prachya Pinkaew. Un film con JeeJa Yanin, Ammara Siripong, Hiroshi Abe, Pongpat Wachirabunjong, Dechawut Chuntakaro. Cast completo Genere Azione - Tailandia, 2008, durata 110 minuti. - MYmonetro 2,88 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Zen è una bambina autistica, nata da una relazione clandestina, che a furia di mangiare cioccolatini e vedere i film di Tony Jaa scopre di avere grandi abilità nelle arti marziali. Grazie ad esse compierà la sua vendetta.

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Consigliato sì!
2,88/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,25
CONSIGLIATO SÌ
Un'eroina femminile combatte contro tutto e tutti, in un film che prende spunto da Tarantino senza imitarne la complessità degli script.
Recensione di Nicoletta Dose
lunedì 27 aprile 2009
Recensione di Nicoletta Dose
lunedì 27 aprile 2009

Dalla relazione clandestina tra Masashi (Hiroshi Abe), uno yakuza in trasferta a Bangkok, e Zin Ammara Siripong), una delle donne della gang di crudeli transessuali capitanati dal boss Numero 8 (Pongpat Wachirabunjong), nasce Zen (JeeJa Yanin), bambina autistica che passa il tempo a mangiare cioccolatini, spiare gli allenamenti di Muay Thai e vedere i film di arti marziali (tra gli altri, anche Ong Bak con Tony Jaa). Quando la madre scopre di essere malata gravemente, Zin e il suo amico Moom (Taphon Phopwandee) mettono in piedi uno spettacolino per racimolare qualche soldo, e soprattutto fanno visita ai vecchi creditori di Zin per recuperare il denaro dovuto. È in questo momento che la giovanissima Zen mostra il suo talento, combatte contro grossi bruti arrabbiati per difendere i suoi cari, sfoderando un coraggio innato degno di Bruce Lee.
La piccola e apparentemente fragile Zen picchia duro. Non si direbbe, a guardarla rannicchiata per terra a mangiucchiare Smarties colorati ma, se provocata a dovere, diventa una macchina da guerra indistruttibile. Il film del tailandese Prachya Pinkaew impiega tutta la forza espressiva a disposizione per mettere in luce l'aspetto coreografico dei combattimenti, tralasciando tutto ciò che riguarda la sfera psicologica dei lottatori. L'intreccio rimane solo un abbozzo, seppur con qualche spunto originale (difficilmente si incontrano gangster transessuali), e le parti coinvolte rivelano personalità rigide, senza chiaroscuri, fin troppo coerenti. Il senso dell'operazione si trova nell'esibizionismo ipnotico delle risse, vere e realmente sofferte, che si susseguono una dietro l'altra, andando a toccare ambientazioni che ben si assemblano, per contrasto o aderenza, con i movimenti rapidi di kung fu, scherma e Muay Thai. Una fabbrica di ghiaccio, un capannone della "Choco" e uno stabilimento di macellazione sono quindi parte integrante dell'azione, rappresentando un montaggio di geometrie che fa da supporto a mosse, salti e cadute ardite. Chocolate è in sostanza questo: una (troppo?) lunga lista di scene di zuffa violenta ben costruite, affascinanti da vedere ma che trasmettono emozioni transitorie. Senza una forza drammaturgica a sostenerle, restano solo bei quadri senza cornice. L'occhio dello spettatore viene accontentato ma per l'anima non c'è niente da fare.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Quando un boss thailandese scopre la tresca tra uno dei suoi uomini e la sua donna, li separa e allontana. Anni dopo, lei è malata e vive con la figlia Zen, ragazzina autistica cresciuta a pane e arti marziali. Quando la madre non riesce più a pagare le spese mediche, Zen si procura i soldi a suon di calci volanti da alcuni vecchi clienti del boss, che le rendono la vita difficile. Inevitabile scontro finale. Trama fin troppo banale per uno spettacolare susseguirsi di coreografie di arti marziali, in cui trionfa il corpo esile ma potente della Yanin, che lascia di stucco a ogni movenza. Versione in chiave femminile dei fortunati film precedenti con Tony Jaa: Pinkaew si autocita con spezzoni di Ong-Bak (2003) e inserisce molti richiami ai film di Bruce Lee e Jackie Chan, le cui scene dovevano inizialmente comparire nel girato, ma per motivi di diritti sono state rimosse dal montaggio finale.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 7 aprile 2011
Mirco Pasqualotto

     Il Film di Prachya Pinkaew è costruito su di una sceneggiatura semplice ed efficace adatta alla natura del film stesso.  Il film “Chocolate” si avvale di un cast più che soddisfacente. Molto brava l’attrice Ammara Siripong che interpreta con due volti due differenti realtà.

giovedì 30 aprile 2009
/bizzarrevisioni.iobloggo.com

Gli yakuza Masashi e Zin hanno una relazione clandestina. Scoperti si attirano l’ira del temibile Numero 8, boss a capo di una feroce gang di transessuali che li costringe alla separazione e alla clandestinità. Dalla loro breve storia nascerà Zen, bambina con problemi d’autismo ma con impressionanti capacità per le arti marziali. Tutto scorre tranquillamente fino a quando Zen, bisognosa [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 ottobre 2011
Kyotrix

Bisogna fare 2 distinzioni:  -Il film e' mediocre, la recitazione pessima ( qui attori non ce ne sono, sono quasi tutti stuntman ), la trama e' minima e un po' ridicola ( ragazza autistica che diventa campionessa di arti marziali apprendendole guardando tony jaa in tv e la scuola di fianco casa). Almeno ci sono i sentimenti a salvarsi.

mercoledì 6 maggio 2015
Contrammiraglio

Se il film avesse anche un barlume di sceneggiatura e storia le stellette sarebbero almeno una di più, così è interessante per l'idea della combattente autistica dal veloce apprendimento stile Matrix e conseguente leggera parodia di Bruce Lee, a tratti irresistibile, ma resta un occasione persa!

mercoledì 6 aprile 2011
Mirco Pasqualotto

Il Film di Prachya Pinkaew adotta una sceneggiatura non priva di difetti, dovuto forse a qualche compromesso di buget economico, con una trama semplice ma efficace ideale per la natura del film stesso. Il film “Chocolate” si avvale di un cast più che soddisfacente. Ammara Siripong nel suo ruolo risulta affascinante e poi in un secondo tempo come madre risulta drammatica con equilibrio, mai sopra [...] Vai alla recensione »

domenica 26 aprile 2009
Roberto Simeoni

Ispirato chiaramente al mito di Bruce Lee, il nuovo film del regista di Ong Bak non tradisce le attese e si dimostra degno di tale modello. Memorabili le scene di azione (su tutte quella sul cornicione che da sola vale il prezzo del biglietto). Al solito il maggior limite risiede nella sceneggiatura, che non riesce a coinvolgere più di tanto, nonostante un paio di idee originali (la banda di cattivi [...] Vai alla recensione »

Frasi
la vita non è facile
Una frase di Masashi (Hiroshi Abe)
dal film Chocolate - a cura di angela
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Nathan Lee
The Village Voice

“Chocolate” is dedicated to “the unconditional love given to all the special children in the world,” which is a cheeky way to kick off a movie about a little girl with a gift, very special indeed, for kicking grown men in the face. It’s true that Zen (Jija Yanin Vismitananda), born to a humble Thai woman and a Japanese gangster, exhibits behaviors that suggest autism, or at least some poorly acted [...] Vai alla recensione »

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