Paranormal Activity

Film 2007 | Horror, +16 86 min.

Anno2007
GenereHorror,
ProduzioneUSA
Durata86 minuti
Regia diOren Peli
AttoriKatie Featherston, Micah Sloat, Mark Fredrichs, Amber Armstrong, Ashley Palmer Randy McDowell, Crystal Cartwright, James Piper.
Uscitavenerdì 5 febbraio 2010
DistribuzioneFilmauro
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 2,60 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Oren Peli. Un film con Katie Featherston, Micah Sloat, Mark Fredrichs, Amber Armstrong, Ashley Palmer. Cast completo Genere Horror, - USA, 2007, durata 86 minuti. Uscita cinema venerdì 5 febbraio 2010 distribuito da Filmauro. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 2,60 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 1 ottobre 2010

Una coppia teme che uno spirito infesti casa propria ed installa un sistema di camere di sorveglianza per controllare. In Italia al Box Office Paranormal Activity ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 6,5 milioni di euro e 3,7 milioni di euro nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,60/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,10
PUBBLICO 2,31
CONSIGLIATO NÌ
Interessante fenomeno horror low-budget di dimensioni inimmaginabili.
Recensione di Rudy Salvagnini
Recensione di Rudy Salvagnini

A una decina d'anni anni di distanza da The Blair Witch Project, Paranormal Activity è un altro fenomeno horror no-budget di dimensioni inimmaginabili. Realizzato con un budget di soli 15.000 dollari da un regista esordiente, ha superato i cento milioni di dollari di incasso negli Stati Uniti. Come The Blair Witch Project, anche Paranormal Activity, in assenza di mezzi che consentissero la creazione di orrori "cinematografici", ha scelto la strada di ricreare la pura e semplice realtà - o meglio, l'illusione della realtà - e di lasciare che al suo interno si insinuasse l'orrore. Realizzato nel 2007, Paranormal Activity ha suscitato l'interesse di una major e, dopo qualche intervento cosmetico e di montaggio oltre a una modifica - più d'effetto che sostanziale - al finale, è stato distribuito nei cinema americani a due anni di distanza.
La storia è semplice e, nel suo assunto, rimanda a decine, se non centinaia, di film analoghi. San Diego, California. Micah (Micah Sloat) e Katie (Katie Featherston) sono fidanzati e vivono insieme. Katie ha una lunga e strana storia di presunti contatti con un'entità soprannaturale che sembra seguirla da quando aveva otto anni. Micah è scettico, ma vuole aiutarla. Perciò decide di filmare tutto - la telecamera è puntata su di loro anche quando dormono - in modo da poter catturare l'eventuale "presenza". Il film è presentato quindi come se fosse un montaggio dei filmati di Micah. Un sensitivo, il dottor Fredrichs (Mark Fredrichs), visita la loro casa per scoprire se c'è "qualcosa". Katie gli spiega che accadono fenomeni inspiegabili: luci che lampeggiano, rubinetti che si aprono e si chiudono da soli e così via. Fredrichs capisce che la questione dev'essere risolta lì, non basta scappare: l'entità inseguirà Katie ovunque, come ha già fatto. Fredrichs distingue tra fantasmi e demoni: i fantasmi erano umani, i demoni no. Lui sa come affrontare i fantasmi, mentre per i demoni serve un demonologo: faranno meglio a chiamarne uno. Invece, Micah cerca di contattare il demone con una ouija-board: proprio quello che Fredrichs aveva detto di evitare, per non provocarlo.
Le riprese sono volutamente amatoriali, con un eccesso di movimenti da mal di mare che forse nemmeno i dilettanti della videocamera compiono più. Ma tutto serve per dare l'illusione della "verità". Attori sconosciuti, interni qualunque: il segreto della rappresentazione della realtà è nella ricerca di semplicità, di banalità. La casa è una normalissima casa moderna, senza nulla di oscuro, di vecchio, di gotico. È una casa come quelle in cui abitiamo - è in effetti la casa del regista - e dà uno sfondo di quotidianità alla vicenda. Non c'è musica, tranne quella diegetica. Anche questo serve a creare l'illusione del reale. Pur nella sua lentezza, il film è stranamente affascinante. Crea l'intimità con le piccole cose, dando allo spettatore la sensazione di guardare dal buco della serratura una coppia inerme sull'orlo di un precipizio. L'inizio è molto tranquillo, pieno della scherzosa banalità della vita di coppia. Progressivamente, ma senza fretta, l'atmosfera si fa più pesante. Piccole cose accadono in modo sempre più convergente, sino al precipizio finale quando l'incubo prende il sopravvento. L'interazione dei due protagonisti è talvolta petulante, ma resta verosimile. Entrambi gli interpreti sono spontanei e credibili. Una cosa che emerge con forza è la solitudine dei due ragazzi di fronte allo spirito maligno. Nessuno vuole o può aiutarli, il sensitivo se la batte non appena si rende conto che non si tratta delle baggianate di cui si occupa di solito. Il concetto che passa - comune ad altri horror - è che non bisogna provocare i demoni se non si vuole che si incavolino di brutto.
A un film come questo si possono perdonare i difetti dell'inesperienza e alcune lungaggini. Si apprezzano invece il concetto, la novità del particolare tipo di approccio e la spavalderia di averlo messo in pratica, pur con un budget così ridotto. E anzi forse è proprio il budget ad aver aguzzato l'ingegno e suggerito l'approccio. La storia infatti è sempre quella: è il modo di raccontarla che è diverso e originale. Non è un film che fa "paura", è un film che suscita curiosità, che ti fa interessare alle vicende dei protagonisti, sempre più immersi in una realtà che si fa via via sempre più ostile e aliena. E la capacità di intrattenere e coinvolgere non è una qualità da poco.
"Non riuscirete più a dormire" dice la pubblicità. Tranquilli, per dormire si continuerà a dormire. L'importante è che non lo si faccia al cinema e Paranormal Activity non lo favorisce.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 9 febbraio 2010
Julien Sorel

Oramai è consuetudine, sciorinare esultanti apprezzamenti e innalzare scadenti pellicole a glorie immeritate. Troppo spesso, soprattutto quando si parla di horror, le lobby del mercato cinematografico anticipano e illustrano cose ben lontane dalla realtà oggettiva. Si sa come funzionano le mode, basta far credere a tutti che una cosa sia così, perchè tutti a loro volta ci credano veramente.

FOCUS
INCONTRI
venerdì 29 gennaio 2010
Marianna Cappi

Si sta facendo conoscere al mondo come "il regista che ha fatto passare due notti insonni a Steven Spielberg" ma la sua vicenda più che i tratti dell’incubo possiede quelli di un sogno. Oren Peli, israeliano emigrato negli Stati Uniti a 19 anni, ha girato un film in casa, Paranormal Activity, con la sua fidanzata e il suo miglior amico per troupe e 15mila dollari e ne ha giù guadagnati oltre 110 milioni sul solo mercato americano.

Frasi
Penso che andrà tutto bene adesso...
Una frase di Katie (Katie Featherston)
dal film Paranormal Activity - a cura di Cris
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Pedro Armocida
Il Giornale

«Non riuscirete più a dormire». «Il film che ha terrorizzato l'America» e addirittura Steven Spielberg che ha dovuto interrompere la proiezione. Bene, se non fosse tutto frutto di un'abilissima campagna di marketing, di Paranormal Activity mai più ne parleremmo. Un film girato male, in una sola settimana, a casa del regista, con due attori alle prime armi e con una troupe di tre persone costituita [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
lunedì 8 febbraio 2010
Andrea Chirichelli

Box office Italia In Italia Avatar, spinto anche dal prezzo maggiorato dei biglietti richiesto per il 3d, supera quota 47 milioni complessivi e comincia a intravedere i 62 certificati siae di Titanic che, ad oggi, rappresentano il maggior incasso di [...]

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mercoledì 13 gennaio 2010
Chiara Renda

Amori e disastri Se il 2010 inizia con il ciclone Avatar, non passeranno troppi giorni per l'arrivo del ciclone italiano di questo inizio anno, l'attesissimo Baciami ancora di Gabriele Muccino. Il regista italiano amato in America dovrà affrontare una [...]

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lunedì 26 ottobre 2009
Andrea Chirichelli

Box Office Italia C'é ancora Up in testa al boxoffice italiano: Altri 3 milioni di euro permettono al film Pixar di superare quota 9 milioni e viaggiare deciso verso i 15, traguardo che sembra agevolmente alla portata di Carl e dei suoi amici.

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