| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Gran Bretagna, Francia |
| Durata | 114 minuti |
| Regia di | Shekhar Kapur |
| Attori | Cate Blanchett, Geoffrey Rush, Clive Owen, Rhys Ifans, Jordi Mollà, Abbie Cornish Samantha Morton, Aimee King, Laurence Fox, John Shrapnel, Susan Lynch, Elise McCave, Penelope McGhie, Eddie Redmayne, Stuart McLoughlin, David Threlfall. |
| Uscita | venerdì 26 ottobre 2007 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| MYmonetro | 3,08 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 14 novembre 2016
Argomenti: Royal Family
Il film racconta l'elettrificante storia di un'era - la storia della crociata di una donna per controllare l'amore, annientare i suoi nemici e difendere la sua reputazione come amata icona del mondo occidentale. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 1 candidatura ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, In Italia al Box Office Elizabeth - The Golden Age ha incassato 4,5 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Filippo II, re di Spagna e fervente cattolico, è fermamente deciso a detronizzare l'"eretica" Elisabetta I e a incoronare regina d'Inghilterra la cugina Maria Stuarda. Sostenuto dalla Chiesa di Roma e armato di un poderoso esercito il sovrano spagnolo ordisce un complotto ai danni di Elisabetta, che da trent'anni governa gli inglesi con forza e saggezza. Mentre il fondamentalismo cattolico di Filippo e dell'Inquisizione minaccia l'Europa protestante, la presenza a corte di Raleigh, un cittadino senza titolo nobiliare con la vocazione per l'esplorazione e per la navigazione su mari perigliosi, indebolisce le salde certezze della regina. Dimenticando il suo ruolo, Elisabetta si scopre vulnerabile e innamorata. Ma la politica estera la reclama. L' "invincibile" Armada di Filippo, centotrenta galere e trentamila uomini, è salpata per l'Inghilterra.
La vita di Elisabetta I è un "testo" largamente frequentato al cinema. Ne esistono oltre venti versioni. Tutti se ne innamorano, soprattutto gli storici e i registi, che non resistono alla tentazione di farne un libro o un film. È successo a Shekhar Kapur, che dieci anni fa con Elizabeth tentò la sfida, vincendola. Nel secondo "episodio" la sovrana inglese vive una golden age minacciata dalla cospirazione e dal fondamentalismo di Filippo di Spagna. Fedele al suo voto di castità e di fedeltà alla nazione, Elisabetta declina le proposte di matrimonio dei suoi pretendenti e coltiva la disposizione al comando. Intrigata dallo spirito libero, colto e indipendente di Sir Raleigh, la regina cede il passo alla donna.
L'interesse per il "pirata" gentiluomo si libera nella conturbante sequenza della danza di corte, in cui Elisabetta immagina di sostituirsi alla giovane favorita (Elizabeth), suo doppio che agisce e sperimenta in sua vece l'amore. Confusa dal sentimento e ingabbiata dal suo ruolo, Elisabetta rinuncia alle proprie aspirazioni amorose e si consacra alla causa "protestante", calandosi con rigore e passione nel ruolo della regina che impara i trucchi della politica e sa incantare il popolo, l'esercito e il nemico con indole risoluta e bellezza illibata.
La singolarità del film va ricercata nel linguaggio cinematografico: la costruzione dello spazio e il ruolo del montaggio. Dentro una ricostruzione storica volutamente accademica, secondo i modelli del classico kolossal storico, il regista riesce a fare interagire i volti e i corpi dei tre protagonisti (Elisabetta, Sir Raleigh e il segretario di stato Francis Walsingham) con le masse civili e con quelle armate. La spettacolarità volumetrica dell'ambiente cortigiano e quella epica della battaglia navale sono intercalate da scene liriche e private, che comunicano con efficacia una forte presa emotiva. Nella ricchezza della narrazione, che non risparmia gli eccessi e si concede di sollecitare sentimenti, la composizione sonora imprime il ritmo alla rappresentazione, contribuendo non poco alla mitizzazione della "regina vergine".
La musica, i cori e il sinfonismo sono concettualmente vicini al melodramma operistico contro il pastiche rock-pop della regina francese della Coppola. Elizabeth - The Golden Age è l'occasione per consacrare (e venerare) Cate Blanchett, infinita nella definizione del personaggio storico, indagato nella sua umanità e seguito nella sua straordinaria avventura. Dotata di un'innata fotogenia e di un solenne portamento scenico, l'ultimo sguardo della sua regina è di quelli che non si dimenticano, quasi intuisse oltre lo "schermo" la presenza del suddito-spettatore.
Inghilterra, 1585. Elizabeth, la Regina Vergine, subisce le pressioni del suo consigliere Sir Francis Walsingham affinché trovi un marito che possa darle un erede; ma l'unico uomo che sembra suscitare il suo interesse è l'avventuriero Walter Raleigh. Nel frattempo Filippo II, Re della cattolicissima Spagna, è determinato a detronizzare la protestante Elizabeth e complotta contro di lei con la complicità di Mary Stuart.
Nel 1998, il regista indiano Shekhar Kapur ha portato sullo schermo la cronaca dell'ascesa al trono di Elisabetta I in un film acclamato e di grande successo, Elizabeth. Nel 2007, a quasi un decennio di distanza, Kapur torna a raccontare le vicende della più famosa sovrana della storia inglese con questo sequel, Elizabeth - The Golden Age. L'azione, questa volta, è situata nel 1585 (molti anni più tardi rispetto agli eventi del primo film), ma a vestire i panni di Elisabetta è ancora l'attrice australiana Cate Blanchett, assai più giovane in confronto alla reale età del suo personaggio (che all'epoca aveva più di cinquant'anni). Per il resto, il cast vede confermato anche Geoffrey Rush nella parte del fedele braccio destro della Regina, il segretario di stato Sir Francis Walsingham, occupato a sventare i numerosi intrighi volti a rovesciare il trono d'Inghilterra.
La sceneggiatura del film, scritta da Michael Hirst e William Nicholson, sceglie di puntare l'attenzione sulla cosiddetta "età d'oro" di Elizabeth e di suddividere la trama in due distinte sezioni. Da una parte ci viene illustrato il contesto storico-politico dell'Europa di quegli anni, quando la Regina è costretta a destreggiarsi fra le oscure cospirazioni ordite da Filippo II di Spagna (Jordi Mollà), che grazie all'appoggio della Chiesa di Roma punta ad eliminare l'odiata avversaria e a ripristinare il cattolicesimo in Inghilterra. Dall'altro lato, invece, assistiamo alla vita intima e privata di Elizabeth, impegnata a conciliare la sua identità di donna con le responsabilità derivatele dalla corona che indossa; e così, mentre la sua bellezza comincia a sfiorire, la sovrana si scoprirà innamorata dell'intrepido Walter Raleigh (Clive Owen), ma deciderà di sacrificare i propri sentimenti per consacrarsi completamente al servizio dello stato. E difatti, il tema principale di Elizabeth - The Golden Age è la rappresentazione di una figura sempre immersa nel suo ruolo pubblico, ma che allo stesso tempo deve fare i conti con le proprie fragilità e paure, e sopportare il peso imposto da una "libertà illimitata".
In definitiva, la pellicola di Kapur si regge soprattutto sulla magnifica interpretazione di Cate Blanchett, candidata all'Oscar come miglior attrice, la quale riesce ad infondere credibilità e vigore alla sua protagonista, evitando i rischi insiti in un plot fortemente melodrammatico e in una sceneggiatura spesso sopra le righe. Nel corso del film, la Blanchett non si tira mai indietro nel mostrare l'esasperata umanità della Regina Vergine, ma al momento giusto sa sfoderare anche una feroce ironia (in particolare nelle fastose cerimonie di corte), e nel finale ci regala un memorabile primo piano. Ben costruiti pure i personaggi secondari, come la graziosa Bess (Abbie Cornish), la protetta della sovrana, coinvolta in una relazione segreta con Sir Raleigh, e Mary Stuart (Samantha Morton), cugina di Elizabeth, che dalla prigione in cui è rinchiusa trama nell'ombra per assassinare la Regina. In una narrazione carica di eccessi, sono da ricordare almeno due scene da antologia: l'attentato contro Elizabeth all'interno della cattedrale e la grandiosa battaglia navale tra la flotta inglese e l'Invincible Armada spagnola. Dal punto di vista tecnico, una menzione speciale la meritano senza dubbio le sontuose scenografie di Guy Hendrix Dyas e gli stupendi costumi di Alexandra Byrne, premiati con l'Oscar.
Ottimo film perchè, sinceramente, a volergli trovare un difetto, l'unico che c'è è l'inesattezza storica; a margine di questo, resta un film che non delude assolutamente sotto tutti gli altri aspetti: sceneggiatura, regia, colonna sonora, attori, costumi, scenografie... E' ovvio che la scelta registica è tutta elisabettianocentrica e forse proprio questa [...] Vai alla recensione »
Mentre difende il trono d'inghilterra dai complotti della cugina Maria Stuarda e dagli intrighi di un megalomane Filippo Il re di Spagna, deciso a convertire il mondo intero al cattolicesimo, Elizabeth vacilla al cospetto di Walter Raleigh, avventuriero capace di turbare nel profondo la leggendaria vergine di ferro. Lei ha sempre sognato un uomo così, e per non rinunciare a lui lo affida alle cure [...] Vai alla recensione »