Tre donne morali

Film 2006 | Drammatico 87 min.

Regia di Marcello Garofalo. Un film con Marina Confalone, Piera Degli Esposti, Lucia Ragni. Genere Drammatico 2006, durata 87 minuti. Uscita cinema venerdì 15 giugno 2007 - MYmonetro 3,00 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Tre donne diverse fra loro - ma che in comune hanno la cultura e il rigore - si interrogano sulla morale in lucidi monologhi mentre siedono compite sul palco di un teatro. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento,

Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 1,00
CONSIGLIATO NÌ
Il rigore di tre donne stemperato da una comicità travolgente, nel brillante esordio del critico Marcello Garofalo.
Recensione di Tirza Bonifazi
venerdì 20 ottobre 2006
Recensione di Tirza Bonifazi
venerdì 20 ottobre 2006

Linda Mennella è un'insegnante di scuola elementare in pensione che ha impartito alle sue alunne una disciplina ferrea dando "lezioni intellettuali, mai corporali" e pensa che l'ignoranza sia come l'aria, "è talmente ovunque che non la vedi". Ersilia Vallifuoco è un'ex suora scomunicata dall'ordine nel 1975 che ama Cristo quanto la celluloide e attualmente è l'esercente di una sala a luci rosse. Guarda tutti gli spettatori negli occhi, in faccia, perché "il cinema è un luogo teorico, mentale" e solitamente abbina ai porno film impegnati. Amalia Concistoro è una pittrice che ritrae donne nude coperte da soli veli, per creare quel gioco di trasparenza vedo non vedo e, finito di dipingere, infila i pennelli dalle setole di pelo di martora, morbidissimi, nel deretano delle modelle.
Tre donne diverse fra loro - ma che in comune hanno la cultura e il rigore - che si interrogano sulla morale in lucidi monologhi mentre siedono compite sul palco di un teatro - forse per la volontà del regista di trasportare lo spettatore fuori dal cinema, in un luogo non luogo - citando con disinvoltura Dante, Marx, Goethe, Pasolini, Bloch, Hölderlin e la principessa di Guerre stellari.
I riferimenti a fatti davvero accaduti, l'uso di immagini di repertorio, lo sguardo sulla morale della televisione, del cinema e dell'ambiente artistico in generale confondono lo spettatore tanto da far pensare che Linda Mennella, Ersilia Vallifuoco e Amalia Concistoro esistano davvero. Il gioco è reso ancora più credibile dal brillante parlare delle tre e dal montaggio realizzato, quasi fosse un intreccio di interviste provenienti dalla televisione degli anni '70. Al suo primo lungometraggio Marcello Garofalo - critico cinematografico e saggista - colpisce per la freschezza e l'originalità di un prodotto che porta alla riflessione ma che al tempo stesso possiede una comicità travolgente. Applausi sentiti.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Tre monologhi di tre donne: una maestra di scuola elementare, una ex suora cinefila, una pittrice, sedute sul palcoscenico di un teatro e filmate da una telecamera digitale HF. In bilico tra umorismo, ironia e sarcasmo, spiegano, ciascuna a suo modo, come siamo arrivati in Italia a un punto così basso di degrado morale, culturale e politico. Il loro discorso, rivolto a intervistatori invisibili, è accompagnato da immagini di cinegiornali Luce e altri documenti filmici in split-screen che accentuano la dialettica "vero-falso", base estetico-ideologica di tutta l'operazione. La stessa mescolanza si trova nella colonna sonora dove citazioni di Carlo Rustichelli e Stelvio Cipriani si alternano a brani classici di Jean Sibelius e Friedrich von Flotow, musica sperimentale e Gianni Morandi che canta "Al bar si muore". Il monologo più "politico", e il più riuscito, è il primo di Linda Mennella, maestra in pensione "aspra come un limone e amara come la sua buccia": la bravissima Confalone dà il meglio del suo talento recitativo. Autobiografico fino all'ombelicale, criptico fino all'incomunicabilità, mette a nudo il cerebralismo compiaciuto del saggista Garofalo che l'ha scritto e diretto.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Pier Maria Bocchi
Film TV

Marcello Garofalo è chiaro: la società, prima di qualsiasi altra cosa, è un paradosso. Spaventoso e divertente al contempo, come le contraddizioni a cui s'è talmente abituati che quasi non ci si presta più attenzione perché è più comodo così. Anche l'arte ne fa parte. Eppure quella doverosa può rinascere da se stessa, e osservarsi con spirito critico; può ridere di sé, ma può anche "ritagliarsi" una [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Tre monologhi alla camera digitale in alta definizione. Vite antagoniste - di non mamme e non mogli - mettono in scena, e volano schiaffoni concettuali, tre «luoghi» del 900: una scuola stile Mine haha; un club-cine incandescente e un atelier pittorico klimtiano. Tra vestiti, chiarori, musiche, citazioni oscure e poltrone adeguate ai corpi sovrani e indocili di magnifiche virtuose.

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