Time

Film 2006 | Drammatico 97 min.

Regia di Kim Ki-Duk. Un film Da vedere 2006 con Ha Jung-woo, Sung Hyun-ah, Ji-Yeon Park. Genere Drammatico - Corea del sud, Giappone, 2006, durata 97 minuti. Uscita cinema venerdì 25 agosto 2006 - MYmonetro 3,03 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Kim Ki-duk si interroga sulle basi fondamentali dell'amore e della natura umana. In Italia al Box Office Time ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 194 mila euro e 46,1 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,03/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,11
PUBBLICO 2,73
CONSIGLIATO SÌ
Parabola secca e asciutta sul Tempo ad opera del genio coreano.
Recensione di Mattia Nicoletti
giovedì 20 luglio 2006
Recensione di Mattia Nicoletti
giovedì 20 luglio 2006

Una donna e un uomo, See-Hee e Jim woo, sono amanti. Il loro amore è forte e la gelosia imperversa. See-Hee, credendo che il fidanzato si sia stufato di lei e che vada in cerca di altre conquiste, fugge da questa situazione e si affida alla chirurgia estetica per dare nuova vita al rapporto. Questa scelta cambierà per sempre la loro relazione.
Kim ki-duk è un regista-artista che racconta attraverso la semplicità. Simboli, temi, quadri, segni forti che si stagliano su uno sfondo bianco e che rimangono nella memoria. In questa sua opera questo atteggiamento non cambia, è solo la presenza di rumori di fondo che sfuoca il messaggio e lo rende apparentemente meno incisivo. È necessario, quindi, riuscire a individuare un punto di riferimento nella storia che affronta Tempo, Amore, Bellezza, ponendoli in parallelo, assegnando a uno o all'altro valori e pesi diversi in base alle situazioni. Il titolo del film è la soluzione. Il genio coreano, come è sua abitudine fare, è sempre lapidario. Bad Guy parlava di un ragazzo cattivo, Primavera, estate... delle stagioni della vita, Ferro 3 di un ragazzo che utilizza il Golf per comunicare. Time, di conseguenza, narra del Tempo. E basta. L'Amore ne è una conseguenza, perché si svolge nel corso dei giorni, all'interno di un universo complesso. Il Tempo non muore mai. L'Amore sì, e così la Bellezza. La chirurgia plastica, ad esempio, tecnica di sopravvivenza del bello, è un approccio dell'Oggi, una gestione dell'attimo, che con il trascorrere inesorabile degli anni, morirà. Lo stesso utilizzo del dialogo, assente per lo più nei precedenti lavori, qui trova uno spazio eccessivo (compresi i rumori di fondo citati), per sottolineare che, comunque, qualunque cosa accada, il Tempo è sempre lì, che ci aspetta al varco. Tralasciando il trattamento magrittiano dell'immagine (la pittura è parte della vita del regista), Time può essere considerato un'opera minore, fredda, asettica (come le sale operatorie), in cui il bianco acceca e le parole esagerano, tuttavia è la dimostrazione di come anche nelle emozioni quotidiane, nella gioia, nel dolore, nell'amore, nella gelosia, nella guerra, nella pace, noi siamo schiavi di un solo ed unico elemento: il Tempo.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Ossessionata dall'idea di non essere più amata come prima dal suo compagno Ji-woo, la fragile Seh-hee si sottopone a un intervento chirurgico al volto per trasformarsi in un'altra donna di cui l'altro possa innamorarsi. Dopo qualche mese di assenza gli compare davanti. Nasce tra i due una relazione, ma l'ignaro Ji-woo è turbato dal ricordo dell'"altra" Seh-hee. Scoperta la verità, sconvolto, decide a sua volta di farsi operare e sparisce. Lei cerca di individuarlo tra i volti degli sconosciuti. Il nucleo del film è l'analisi del sentimento amoroso nella vita di coppia, legato ai temi dell'identità e delle sue apparenze, al rapporto tra permanenza e trasformazione, e del tempo che passa, ma basato su una grave inverosimiglianza narrativa, quella della voce che rimane la stessa: possibile che nessuno dei due se ne accorga? Sul piano figurativo, comunque, ha molti meriti. Oltre ai due ambienti fissi che fanno da contenitore (il bar e la camera da letto), c'è quello, suggestivo nel suo erotismo, del Parco delle Sculture in riva al mare, già usato da Kim nei film precedenti.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 16 settembre 2012
Carlo Vecchiarelli

E' quasi liberatorio guardare l'opera di un regista che ormai unanimamente conta di altissima considerazione, e accorgersi della mediocrità di ciò che propone. Ciò da il senso di come le nostre proiezioni anticipino e ci preparino nelle situazioni in cui si ha una certa aspettativa, e per ogni film di Kim Ki Duk è fatale che sia così, dato l'altissimo [...] Vai alla recensione »

sabato 29 settembre 2012
paride86

Storia di una psicopatica che fa di tutto per rovinare la sua vita e quella del fidanzato. Kim Ki-Duk vorrebbe ammantare tutto ciò di poesia e riflessione, ma il risultato è un film goffo e incoerente che conserva, però, qualche merito stilistico. Incredibile passo falso di un regista che di solito fa dei bellissimi film.

mercoledì 21 ottobre 2009
anemone83

La poesia della “casa vuota”qui è svanita,come svanita è la magia dei silenzi.Ho atteso per tutto il tempo del film una redenzione dei protagonisti,una presa di coscienza che non è mai arrivata,a quel punto il fallimento e il finale tragico erano inevitabili. Il Tempo e il suo dominio sul mondo ,il tempo come dio che tutto crea,tutto trasforma,tutto annienta.

venerdì 9 maggio 2014
Giulio Strata

Time di Kim Ki Duk non è una classica storia d’amore, piuttosto una profonda riflessione su come il tempo, appunto, che da il titolo all’opera, cambia il nostro corpo e i sentimenti che proviamo verso una persona. Il regista Sud coreano mette in scena una storia cinica e conturbante, ma allo stesso tempo di grande fascino. La vicenda gravita attorno ad una coppia, o meglio a più [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 dicembre 2013
stefano capasso

Un film che parla degli attaccamenti ai simboli. Dove i due innamorati dopo che uno lei ricorre alla chirugia plastica per diventare a tutti effetti un altri cominciano un estenuante ricerca per ritrovarsi. Ma non basta ritrovare l'anima, lo spirito dell altro. Quello che rende possibile il nuovo incontro è il riconoscimento dell'immagina che si ha dell'altro, che risponde alle [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 dicembre 2013
stefano capasso

Un film che parla degli attaccamenti ai simboli. Dove i due innamorati dopo che uno lei ricorre alla chirugia plastica per diventare a tutti effetti un altri cominciano un estenuante ricerca per ritrovarsi. Ma non basta ritrovare l'anima, lo spirito dell altro. Quello che rende possibile il nuovo incontro è il riconoscimento dell'immagina che si ha dell'altro, che risponde alle [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 ottobre 2009
anemone83

La poesia della “casa vuota”qui è svanita,come svanita è la magia dei silenzi.Ho atteso per tutto il tempo del film una redenzione dei protagonisti,una presa di coscienza che non è mai arrivata,a quel punto il fallimento e il finale tragico erano inevitabili. Il Tempo e il suo dominio sul mondo ,il tempo come dio che tutto crea,tutto trasforma,tutto annienta.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Claudia Mangano
Il Mucchio

Amore come mutilazione e cambiamento: interiore ed esteriore. Questo sembra voler dire con la sua ultima opera il regista coreano a un anno di distanza da L'arco. Ancora una storia di sentimenti e relazioni. E sebbene non ci siano più bambine e pescatori a fare da pretesto, la visione che Kim Ki-duk propone dell'amore è sempre estrema e carica di crudeltà.

Francesco Alò
Rolling Stone

C'è una sottile linea che separa il cinema d'autore dal falso poetico. Antonioni ne sa qualcosa. Con Time è arrivato anche il tempo di Kim Ki-duk. Intendiamoci, la pellicola dell'amato autore sudcoreano di L'isola e Ferro 3 ha i suoi momenti di bellezza ma anche cadute di gusto che non t'aspetti. Una donna folle di gelosia si fa una plastica facciale per tenere desto l'amore del compagno.

Alessandra Levantesi
La Stampa

L'amore è capace di resistere al tempo? Nel rapporto di coppia che sta durando da due anni fra una lei, Seh-hee e un lui, Ji-woo (Ha Jung-woo, un divo del cinema orientale), un piccolo incidente stendhaliano accentua nella donna l’ossessivo timore di veder spegnersi il fuoco della passione. Per reagire a questa prospettiva, Seh-hee prende una folle decisione: sparisce insalutata e dopo essere passata [...] Vai alla recensione »

Serafino Murri
XL

Il Principe della Rinascenza Coreana, Kim Ki-Duk, dopo averci abituato a un cinema del trauma efferato, da qualche tempo cerca di sterzare verso un intimismo che non sa gestire, nel misterioso tentativo di conciliare minimalismo e crudeltà. Time è un film che nasce vecchio, con picchi di sentimentalismo che, mescolati all'ideuccia guida (la chirurgia plastica come unico mezzo per diventare altri da [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Kim Ki-Duk e l'ossessione amorosa. Andando ben oltre gli schemi e gli accenti cui ci aveva finora abituati. Anzi, sia pure con un linguaggio sempre prezioso, sfiorando persino una fantascienza indulgente con l'horror. Lei e lui vivono insieme da due anni, sono giovani, si piacciono, il sesso reciproco li soddisfa. Fino al giorno in cui lei comincia a temere che lui ne sia meno soddisfatto, forse per [...] Vai alla recensione »

Roberta Bottari
Il Messaggero

"Ci ameremo per tutta la vita?". Diciamoci la verità: questa domanda, prima o poi, ce la siamo posta tutti. Pochi però hanno "preso la situazione in mano" come Seh-hee. D'altronde, spaventata dall'idea che il trascorrere del tempo potesse indebolire la passione del suo uomo, la donna non ce la faceva più. Era diventata sempre più gelosa, fino a rendere il rapporto impossibile.

Luca Barnabé
Ciak

See-hee (Sung Hyun-ah) e Jl-woo (Ha Jung- woo) vivono un amore estremo. See-hee, però, è morbosamente tormentata dalla gelosia, si chiede ossessivamente: «Un giorno lui non si stancherà di vedermi?». Decide di rifarsi il viso (la nuova See-hee ha il volto di Park Ji-yun), cambia identità e mette alla prova i sentimenti e gli occhi di Jl-woo. L'ossessione amorosa si rifà carne: dai quasi fantasmi di [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Riecco il regista coreano Kim Ki-duk, autore dell'osannato Ferro 3, l'incredibile storia di un fesso che, in assenza dei proprietari, entrava di nascosto nelle case altrui a lavare i pavimenti e a mettere tutto in ordine. Gratis. Come dire la colf perfetta. Bene, in questo Time, purtroppo altrettanto sintetico soltanto nel titolo, si narra della gelosissima Shee-hee, che a Seul dopo l'ennesima scenata [...] Vai alla recensione »

NEWS
CELEBRITIES
martedì 28 agosto 2007
Stefano Cocci

Il regista che ha fatto innamorare Cannes e Venezia Per lunghi tratti la vita di Kim Ki–Duk sembra un'avventura alla ricerca di se stesso e tanti suoi elementi entrano in quella grande storia fatta di simboli e simbolismo che è il suo cinema.

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