L'isola di ferro

Film 2005 | Drammatico 90 min.

Titolo originaleJazireh Ahani
Anno2005
GenereDrammatico
ProduzioneIran
Durata90 minuti
Regia diMohammad Rasoulof
AttoriAli Nassirian, Hossein Farzi-Zadeh, Neda Pakdaman .
Uscitavenerdì 16 giugno 2006
MYmonetro 3,07 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Mohammad Rasoulof. Un film con Ali Nassirian, Hossein Farzi-Zadeh, Neda Pakdaman. Titolo originale: Jazireh Ahani. Genere Drammatico - Iran, 2005, durata 90 minuti. Uscita cinema venerdì 16 giugno 2006 - MYmonetro 3,07 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ritrovarsi a vivere su una petroliera abbandonata e venire sfrattati. In Italia al Box Office L'isola di ferro ha incassato 1,7 mila euro .

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Consigliato sì!
3,07/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 3,14
PUBBLICO 2,00
CONSIGLIATO NÌ
Una petroliera come nuovo villaggio.
Recensione di Alessandra Montesanto
Recensione di Alessandra Montesanto

Siamo nel golfo Persico. Una piccola comunità di persone - non avendo né casa né mezzi di sussistenza e dopo aver chiesto il permesso alle autorità - decide di stabilirsi a bordo di una vecchia petroliera abbandonata. Su questa anomala isola le attività quotidiane del gruppo cominciano lentamente ad essere avviate come in una città qualunque: nascono gli amori tra adolescenti, gli adulti si prendono cura dei propri figli, si scambiano le merci, etc. Ma, trascorso un certo periodo, il capitano e leader della nave - Nemat - inizia a vendere, a poco a poco, pezzo dopo pezzo, tutte le parti in ferro dell'imbarcazione. Questa rischia così di andare a picco, così come le speranze di tutti coloro che incominciavano a credere in una nuova vita.
Il soggetto di questa storia - senza una collocazione temporale precisa - è curioso e straniante: ricorda, questo film iraniano, l'esodo degli ebrei e la figura di Mosè. Il simbolismo è forte: i temi dell'abbandono prima e della speranza poi; della rinascita, dell'illusione; dell'avidità umana e dell'esercizio del Potere. E ancora: le contraddizioni di un intero popolo e delle sue vicende storiche; la metafora della Vita.
Tutto questo è raccontato dal regista Mohammad Rasoulof in questa sua seconda pellicola - presentata a Cannes 2005 nella Quinzaine des Réalisateurs - con uno stile minimalista, con movimenti di macchina lenti, quasi impercettibili che indugiano sugli sguardi di giovani e anziani, uomini e donne; con il silenzio rotto spesso solamente dai rumori degli oggetti e dal mare che si infrange sulle pareti del cargo e che - inesorabilmente - scandisce il passare del tempo e - indifferente - ricorda che siamo di passaggio e che il Destino si può cambiare, ma solo in parte.

Sei d'accordo con Alessandra Montesanto?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Su una vecchia petroliera, abbandonata al largo di un'isola nel Golfo Persico, vive una piccola comunità - 150 persone circa - di uomini, donne, bambini poveri, governata (pugno di ferro, guanto di velluto, parlantina sciolta) dal capitano Nemet che intanto sta smantellando la nave per venderne i pezzi. 2° film - dopo The Twilight (2002) - prodotto, scritto e diretto da Rasoulof, ispirato da una sua pièce teatrale messa in scena nel 1995. Il che spiega, nonostante le apparenze realistiche della regia, il suo impianto esplicitamente simbolico e fiabesco, in bilico tra grottesco e malinconico. È una metafora il film stesso, quella di una società bloccata (la nave ferma), salvata dal caos sociale attraverso il filtro di un capo che la tiene isolata dal mondo, compone la turbolenza e anestetizza i sudditi con le parole. Film fin troppo programmato e didattico ma anche critico nella sua prudente lucidità. Forse il suo aspetto più interessante è socio-antropologico: racconta quale sia la condizione della donna negli stati clericali del Medio Oriente. Scelto alla Quinzaine de Réalisateurs di Cannes 2005 dalla Lucky Red.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Cristina Piccino
Il Manifesto

Arriva sugli schermi italiani, a due anni dalla presentazione al festival di Cannes (Quinzaien des realisateurs) L'isola di ferro di Mohammad Rasoulof, al secondo film dopo The Twilight (2002), la vita in prigione di un uomo e il suo ritorno nel «mondo», molto premiato nei festival internazionali. Anche stavolta il film si costruisce sulla stessa opposizione, dentro/fuori.

Emiliano Morreale
Film TV

Una enorme petroliera, immobile e arrugginita, è ancorata allargo. A bordo c'è un'umanità composita e reietta, gente che per disperazione o per abitudine vive li, senza un posto dove andare. Ci sono bambini e animali, ci sono i giovani che vogliono sposarsi, c'è un maestro che cerca di insegnare il buon senso (ossia che "la nave è nel mondo"), ma soprattutto un leader che gestisce la comunità con piglio [...] Vai alla recensione »

Roberta Bottari
Il Messaggero

Una piccola comunità di uomini, donne e bambini, arriva sulle coste meridionali dell'Iran. Non hanno nessun mezzo di sussistenza, né una casa a cui tornare: la povertà li assedia e mangia loro le carni come fosse lebbra. Disperati, si insediano su un cargo abbandonato in mare aperto: una vecchia petroliera nel Golfo Persico. Li guida il capitano Nemat, un leader forte e carismatico, che coordina (e [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Se nel corso degli ultimi 15 anni vi siete innamorati del cinema iraniano, L'isola di ferro è imperdibile. Se nel corso dì questi medesimi anni il cinema iraniano vi ha rotto le scatole (non abbiate paura a dirlo, siete in tanti) L'isola di ferro è altrettanto imperdibile perché è il film che vi convincerà definitivamente delle vostre ragioni. Diretto da un 33enne al secondo film, questo lavoro coraggiosame [...] Vai alla recensione »

Massimo Rota
Rolling Stone

Nel Golfo Persico c'è una petroliera in disuso. Un gruppo di persone decide di andarci a vivere. Li guida il capitano Nemat che è riuscito a convincere armatore e autorità a lasciarlo fare. A bordo la gente riesce a organizzare una sorta di vita sociale. La nuova strana città funziona, ma poi Nemat attacca a vendere pezzi di ferro della nave. Smonta una petroliera e un sogno e pretenderebbe di passarla [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

L’isola di ferro è una petroliera in disarmo, ancorata nel Golfo Persico ma non lontano dalla riva, invasa da un gruppo di reietti e di miseri, senza più casa né speranze, gestiti da uno pseudo capitano che, pur sotto apparenze paterne (o paternalistiche), li tiene tutti sotto la sua ferula, imponendo leggi e abitudini che servono solo ai suoi interessi.

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