La sposa cadavere

Film 2005 | Animazione, +13 75 min.

Regia di Tim Burton, Mike Johnson (II). Un film Da vedere 2005 con Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Emily Watson, Tracey Ullman, Paul Whitehouse. Cast completo Titolo originale: Corpse Bride. Genere Animazione, - Gran Bretagna, 2005, durata 75 minuti. Uscita cinema lunedì 13 maggio 2024 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,32 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 14 maggio 2024

Victor sposerà Victoria alla cieca, lui figlio di borghesi arricchiti, lei di nobili decaduti. Alle prove per il matrimonio Victor palesa tutta la sua goffaggine ma Victoria si innamora lo stesso di lui, ricambiata. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office La sposa cadavere ha incassato 5,2 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,32/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA
PUBBLICO 3,71
CONSIGLIATO SÌ
Una favola dark senza tempo, malinconica, macabra e divertente, per grandi e piccini.
Recensione di Silvia Guzzo
martedì 14 maggio 2024
Recensione di Silvia Guzzo
martedì 14 maggio 2024

XIX secolo. Il giovane e insicuro Victor sta per sposare la coetanea Victoria in un matrimonio combinato dai genitori. I due si incontrano per la prima volta durante le prove della cerimonia e, per loro fortuna, scoppia fin da subito la scintilla. Per loro sfortuna, però, Victor è talmente nervoso da essere terribilmente maldestro, determinando così il rinvio del matrimonio. Costernato per quanto accaduto, si rifugia nella vicina foresta per allenarsi a pronunciare il giuramento nuziale. Per assicurarsi di compiere ogni passaggio alla perfezione, infila persino la fede in un ramo che fa capolino dal terreno. D'un tratto, tuttavia, emerge dal suolo lo scheletro di una donna vestita da sposa: dice di chiamarsi Emily e intende far rispettare a Victor la sua involontaria promessa d'amore.

Ispirato a un'antica storia folkloristica ebraica aggiornata all'epoca vittoriana, "La sposa cadavere" è un racconto d'amore malinconico, macabro e divertente, aperto a differenti livelli di interpretazione.

Uscito nel 2005 e candidato ai premi Oscar, La sposa cadavere detiene un buon numero di primati: primo film d'animazione a essere stato ripreso con camere fisse, è anche il primo lungometraggio in stop-motion diretto da Tim Burton, che dei precedenti Nightmare Before Christmas e James e la pesca gigante era solo ideatore o produttore. Regista dell'opera insieme al fido collaboratore Mike Johnson, Burton sceglie ancora una volta Danny Elfman (a due anni dall'uscita di Big Fish) per curare le splendide musiche del film, che fa della colonna sonora un suo chiaro elemento distintivo. A dare le voci ai protagonisti nella versione originale i due feticci per eccellenza del cineasta statunitense: l'ex-compagna Helena Bonham Carter (Emily) e Johnny Depp (Victor), affiancati da professionisti quali Emily Watson (Victoria), Albert Finney (Finnis Everglot), Richard E. Grant (Lord Barkis Bittern) e Christopher Lee (il pastore Galswells).
La narrazione comincia con un ritmo serrato presentando gli sgangherati genitori dei promessi sposi e fin da subito il pubblico riceve un indizio su quelli che saranno i temi fondamentali del film: il dualismo e la compresenza di realtà simili, ma inconciliabili. Mentre i coniugi Everglot attendono l'arrivo dei Van Dort passeggiando nei corridoi della loro decadente abitazione, salta subito all'occhio il ritratto di un anziano antenato, che viene fatto roteare da uno dei domestici, trasformandosi infine nell'immagine capovolta del volto di un bambino. Infatti il film racconterà proprio la storia di due universi, quello dei vivi e quello dei morti, così differenti e al contempo vicini e somiglianti. Persino le storie dei personaggi che animano l'aldilà si intrecciano a quelle dei viventi, talvolta riproponendone le medesime vicende. È il caso, ad esempio, della storia di Emily e Victoria, entrambe vittime - seppur solo in parte e con esiti differenti - della malvagità di Lord Barkis, e tutte e due accomunate dall'amore per Victor; oppure ancora del saggio Gutknecht, che sembra fare da riflesso al rigido pastore Galswells del piano superiore.
L'umorismo dark che caratterizza dialoghi e canzoni diventa così il mezzo attraverso cui raccontare una storia complessa, fatta di continui rispecchiamenti, in modo semplice e immediato. Lo humour nero funge inoltre da potente antidoto contro le brutalità raccontate nella storia, connotata da una profonda vena malinconica. La vicenda di Emily è infatti quella di una vittima di femminicidio che non si arrende al destino che le è stato imposto: rivendica la propria felicità ad ogni costo, cercando nella morte la libertà che le è stata negata in vita. È proprio lei, infatti, la vera protagonista del film. Sebbene i primi a essere mostrati siano Victor e Victoria, nessuno dei due è il reale centro della narrazione e il loro ingresso nel racconto non presenta le caratteristiche dirompenti dell'arrivo sullo schermo di Emily, che entra in scena come una vera e propria diva dark.
La sposa cadavere, cui è dedicato il titolo, appare infatti il personaggio più sfaccettato e interessante della storia, nonché l'unico a intraprendere una reale evoluzione. La sua complessità diviene così il pregio e il difetto del film, che avrebbe forse potuto dare più spazio alla iconica sua protagonista. Un po' come era stato fatto con il collega Jack Skellington di Nightmare Before Christmas, che proprio con Emily condivide il medesimo desiderio di raggiungere un sogno irrealizzabile.

Francesco Rufo
venerdì 10 luglio 2009

La sposa cadavere si basa su uno dei fulcri della poetica di Tim Burton, l’esaltazione dei reietti, degli emarginati, della diversità, dell’alterità. La normalità si oppone alla diversità, ma può definirsi solo attraverso la diversità. Ogni identità è anche alterità, e viceversa. L’identità è materiata di alterità, l’altro fa parte del sé. L’alterità suprema è la morte, e il film mostra il contrasto e al contempo l’intima relazione che esiste tra la morte e la vita. La normalità non può esistere senza la diversità, l’identità non può esistere senza l’alterità, la vita non può esistere senza la morte. In La sposa cadavere, il mondo dei vivi e quello dei morti sono tra loro in opposizione, ma nel corso del film comunicano, e nel finale s’incontrano, si scoprono inscindibili, complementari. Uno dei cardini del film è il ribaltamento delle tradizionali visioni del mondo dei vivi e di quello dei morti. Il mondo dei vivi è cupo, livido, funereo, dominato da egoismo, avidità, malvagità; i vivi hanno corpi compatti, rigidi; il loro mondo si basa sul tempo immobile della ripetizione. Il mondo dei morti è vitale, festoso, luminoso, dominato da libertà, creatività, amore; i morti hanno corpi scomponibili come giocattoli; il loro mondo si basa su un tempo in continuo movimento. Emily è l’unico personaggio che riesce a uscire da entrambi i mondi, trasformando il proprio corpo in una miriade di farfalle che volano in un luogo altro, un altrove che non coincide con nessuno dei due mondi, e in un tempo altro, la vera eternità. Il film è realizzato, come Tim Burton’s Nightmare Before Christmas, con la tecnica della stop-motion. Questa tecnica, basata sull’uso di pupazzi, oggetti e set concreti, reali, consiste nel girare a ogni ripresa brevi pezzi di film (fino a un solo fotogramma), modificando nelle pause la posizione degli oggetti ripresi; a ogni cambio di posizione segue un’altra breve ripresa (un altro fotogramma). La successione delle riprese crea l’illusione del movimento continuo. I due film di Burton in stop-motion sono la realizzazione dell’utopia della creazione di movimento e di mondo. La sposa cadavere cita il corto La danza degli scheletri, di Ub Iwerks, la prima delle Silly Symphonies, la serie di corti ideati da Disney, fondati sulla fusione tra animazione e musica, realizzati tra il 1929 e il ’39.

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Fiaba tetra e gotica animata con malinconia da Tim Burton.
Recensione di Davide Morena

Se avete amato Nightmare before Christmas non c'è molto da sapere sul nuovo film d'animazione diretto da Tim Burton e Mike Johnson se non l'orario di proiezione nella vostra sala abituale.
Il film è animato, come il suo predecessore, in un misto di 2D, 3D e passo uno (i pupazzi di plastilina, per capirci) e come quello è ambientato in atmosfere tetre e al tempo stesso grottesche. Voci e personalità dei protagonisti (nella versione originale) sono quelli di Johnny Depp, Helena Bonham Carter ed Emily Watson, mentre la musica è ovviamente firmata da Danny Elfman, fido collaboratore di Burton.
La trama: Victor sposerà Victoria alla cieca, lui figlio di borghesi arricchiti, lei di nobili decaduti. Alle prove per il matrimonio Victor palesa tutta la sua goffaggine ma Victoria si innamora lo stesso di lui, ricambiata. Il giovane si rifugia nel bosco per esercitarsi con la formula di matrimonio, e preso dall'enfasi infila l'anello in un ramo che spunta dal terreno. Il ramo è in realtà il dito di Emily, la sposa cadavere, che reclama ora Victor come suo legittimo marito. A Victoria, intanto, i genitori hanno già trovato un nuovo sposo, il misterioso Lord Barkis.
Che altro dire? Il paragone con Nightmare before Christmas è inevitabile, e perso su molti fronti. La sposa cadavere è spassoso, meno legato alle canzoni nell'economia complessiva, ma ricco di colori più morbidi che rendono il bar frequentato dai defunti un posto da cercare immediatamente dopo esser trapassati. I personaggi sono divertenti, e anche se probabilmente Victor non potrà mai ambire alla fama di Jack Skellington, di sicuro saprà farsi amare nella sua adorabile sbadataggine. Infine, se La sposa cadavere vince sul fronte dello sviluppo della trama, che era l'unica toppa (nel finale) del suo predecessore, deve cedere il passo in quanto a fluidità dell'animazione.
Paragoni a parte, La sposa cadavere è una nuova perla che Tim Burton inanella nella sua filmografia, un altro regalo ai bambini di 40 anni che da piccoli avevano paura del buio, ma non riuscivano a fare a meno di perdercisi.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 26 settembre 2010
Andrea b

Torna Tim Burton con un altro grande film di animazione dark dopo lo straordinario " Nightmare before Christmas".I personaggi si presentano ancora con personalità estremamente interessanti e la loro fisicità ricorda quella dei precedenti protagonisti del capolavoro precedente.Victor si propone come il nuovo Jack di questa pellicola anche se un po' meno ricco del carisma [...] Vai alla recensione »

Frasi
Non posso... questo Victor... io ero una sposa ed hanno distrutto il mio sogno ma adesso ho rubato il sogno di qualcun altro io ti amo Victor ma tu non sei mio…
Dialogo tra Emily, la sposa cadavere (voce nella versione originale) (Helena Bonham Carter) - Emily, la sposa cadavere (voce nella versione italiana) (Claudia Razzi)
dal film La sposa cadavere - a cura di Gè85
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabrizio Liberti
Film Tv

Nel film, che già dal titolo rimanda al corpo, Burton ha effettuato una straordinaria operazione chirurgica, affondando il suo speciale bisturi affilato dal grande amore per il cinema, dritto al cuore dello spettatore e del cinefilo più incallito. La sposa cadavere è un viaggio attraverso il cinema e i suoi generi, un crocevia in cui il mélo, il musical, l’horror e la commedia si mescolano in un cocktail [...] Vai alla recensione »

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