Il vento fa il suo giro

Film 2005 | Drammatico 110 min.

Regia di Giorgio Diritti. Un film Da vedere 2005 con Thierry Toscan, Alessandra Agosti, Dario Anghilante, Giovanni Foresti, Caterina Damiano. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2005, durata 110 minuti. Uscita cinema venerdì 4 maggio 2007 - MYmonetro 3,97 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un professore e la sua famiglia vanno a vivere in un paese di montagna per trovare una vita vera. Il film ha ottenuto 4 candidature ai Nastri d'Argento e 5 candidature a David di Donatello. In Italia al Box Office Il vento fa il suo giro ha incassato 508 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,97/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 4,00
PUBBLICO 3,41
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un film genuino e privo di retorica che possiede la forza di un trattato antropologico.
Recensione di Pierpaolo Simone
venerdì 1 giugno 2007
Recensione di Pierpaolo Simone
venerdì 1 giugno 2007

Quando si incontrano sul proprio cammino pellicole simili, vien da gridare che il cinema italiano non solo non è morto, ma si ha voglia di abbassare la testa e volgere lo sguardo altrove, vergognandosi persino di averlo pensato. Girato interamente nelle valli occitane del Piemonte, un ex professore decide di trasferirsi con tutta la sua famiglia - una moglie e tre figli - in un paesino di poche anime, sulle montagne, per poter vivere secondo natura. Nella diffidenza generale, Philippe e sua moglie vivono di pastorizia, cercando di raggiungere quel difficile equilibrio con le cose del mondo e con gli anziani abitanti del posto.
Il film di Giorgio Diritti vale almeno quattro stelle. Una per il coraggio, due per le difficoltà della distribuzione (il film fa la spola fra una sala e l'altra di Italia, dove il mercato non sembra accorgersene, mentre all'estero ha fatto incetta di premi e riconoscimenti), la terza per la prova corale di tutti gli attori, bravissimi e non professionisti (eccezion fatta per Thierry Toscan e Alessandra Agosti), la quarta per risarcirlo moralmente di tutto ciò che ha subito e per tutto ciò che subirà, nella cecità dei nostri critici e dei nostri speculatori culturali. "E l'aura fai son vir" - questo il titolo occitano del film - si riferisce al detto popolare che vuole il vento una metafora di tutte le cose, un movimento circolare in cui tutto torna, come rappresentato nel film dalla figura di uno scemo del villaggio che corre nei prati simulando il gesto del volo. Questa pellicola, senza scomodare miti e profeti, ha la forza di un trattato antropologico, ma senza perdersi nella retorica dei buoni sentimenti, sottolineando piuttosto come la vita si componga di sensazioni contrastanti e sgradevoli, in un cinismo che contagia, ma rende liberi da pregiudizi e ipocrisie. Tre aggettivi per descriverlo? Genuino, inaspettato, meraviglioso. Come le anime salve che descrive, uomini in cerca di un senso che l'esistenza stessa allontana ogni giorno di più.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 3 febbraio 2010
Fabrizio Cirnigliaro

Pellicola girata con un basso budget, meno di 500.000 euro, e distribuito in pochissime sale, il film è riuscitoa diventare un piccolo cult movie, grazie soprattutto al passaparola e ai premi e riconoscimenti ottenuti nei vari festival. Nonostante quest’opera sia totalmente in contrasto con le tendenze del cinema italiano degli ultimi anni.

sabato 12 novembre 2011
Martino76

La prima sensazione è di distacco  perché il film è girato in piena montagna, in ambienti  che apparentemente hanno poco da dire. Ma  anche nella solita vita di  paese alcun piccoli eventi hanno tanti messaggi da trasmettere. L’arrivo di una nuova famiglia in un paese rurale di montagna fa emergere tutte le imperfezioni dell’animo umano; curiosit&agr [...] Vai alla recensione »

mercoledì 4 giugno 2014
stefano capasso

Philippe e la sua giovane famiglia, vivono nei Pirenei francesi e sono alla ricerca di una nuova terra dove stabilirsi. Chersogno, piccolo villaggio montano piemontese di tradizione occitana, li accoglie tra diffidenze e gelosie e qualche incoraggiamento di chi intravede in loro la speranza di una nuova rinascita del paese. Il tentativo di convivenza tra il pastore che fa il lavoro che i padri [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 gennaio 2014
Fabal

Philippe, ex professore transalpino, decide di trasferirsi in un paese delle valli del Monviso per dedicarsi alla pastorizia. Parte degli autoctoni, già diffidenti nell'accogliere un forestiero, comincia a trovare motivi (e pretesti) di lite: dagli sconfinamenti delle capre, alla violazione di proprietà. Il soggiorno di Philippe si fa sempre più difficile, finché la [...] Vai alla recensione »

mercoledì 6 ottobre 2010
weachilluminati

Il vento fa  il suo giro In una a realtà montana  della alpi occidentali  italiane  si porta in scena il silenzio  della montagna , i tempi lenti di integrazione del pensiero, il pensiero di diffidenza verso il diverso , verso chi non è “parte “ di una piccola comunità montana di anziani . Parlerei dell’intolleranza che ha radici nel [...] Vai alla recensione »

mercoledì 29 aprile 2009
il conte di montecristo

La gente va a vedere "Non prendere impegni sta sera" o "Il seme della discordia", film penosi e pubblicizzati che trovano soldi e finaziamenti per far pubblicità ed avere attori famosi. Vergogna!!!! Questo è un film! Ben girato, ben raccontato, bella fotografia, ben sceneggiato. Infatti vince premi in giro per l'Europa e in pochi sanno che è uscito.

domenica 26 luglio 2009
Paolo Bisi

Ottimo film che segna l'esordio alla regia di Giorgio Diritti. Un film originale che fa riflettere sul rapporto che ha l'uomo con gli sconosciuti e soprattutto col proprio passato. Gli abitanti del paese rappresentano in modo esemplare la società moderna, incapace spesso di coltivare rapporti col prossimo. I paesani sono molto chiusi e freddi nei confronti del nuovo arrivato perchè si sentono superiori, [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 agosto 2011
astromelia

questi film si ha occasione di vederli solamente per caso,magari facendo zapping in tv come mi è successo ieri sera,devo dire una perla rara in mezzo a film italiani decisamente spazzatura, una pellicola perfetta sotto tutti i punti di vista , intensa senza mai stancare,spaccato di vita lontana dal caos quotidiano delle grandi città,ma neanche troppo remota,per tema e insegnamenti, mi [...] Vai alla recensione »

sabato 15 maggio 2010
Edward Teach

Bel film davvero.

lunedì 5 settembre 2011
Nigel Mansell

Le tradizioni solo fini a se stesse tese solo a ricordare il passato sono morte. Così come muore la cultura, la lingua e la tradizione occitana nel paesino protagonista della storia, perchè essa va rinnovata continuamente nella condivisione come dice il "francese" che arriva dai Pirenei. Che dire? Ottimo film, immagino girato con pochissimi soldi, ben girato con le facce dei [...] Vai alla recensione »

martedì 27 settembre 2011
fightclubkom

Ok...Se vogliamo fare gli italiani patriottici sono d'accordo con voi, ma purtroppo l'amore per il cinema mi spinge a dire che è uno dei film più pallosi della storia!!! Ho letto frasi del tipo "merita le 4 stelle Una per il coraggio, due per le difficoltà della distribuzione, la terza per la prova corale di tutti gli attori, bravissimi e non professionisti, la quarta per risarcirlo moralmente di tutto [...] Vai alla recensione »

martedì 30 giugno 2009
Francesco2

Non condivido decisamente questo entusiasmo per il film di Gritti. Quando si vuole realizzare lo spaccato di una comunità,e (in questo caso) del suo rapporto con il forestiero,la cinepresa dovrebbe seguire un'altra impostazione:cogliere i volti e le sfumature presenti sul viso delle persone, e cercare(Con l'aiuto del dialetto tipico del luogo) cogliere al contempo lo stato d'animo e la diffidenza [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Io penso che nella vita ogni tanto bisogna fare qualche follia!"
Una frase di Philippe Heraud (Thierry Toscan)
dal film Il vento fa il suo giro - a cura di Giovanni
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberta Ronconi
Liberazione

Chi è l'altro? Che vuole da me? In che modo cambierà la mia vita? Sono le domande primordiali dell'incontro, del singolo che si apre al plurale. Sono le domande alla base de Il vento fa il suo giro , primo lungometraggio di un regista non più giovanissimo (con passato di tv e documentari) di nome Giorgio Diritti. Nella comunità montana degli occitani, sulle alpi piemontesi, il paese di Chersogno sta [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Questa settimana segnaliamo un piccolo film italiano. Tanto piccolo che non ha una vera distribuzione commerciale e che solo con un po' di pazienza troverete in qualche sala d'essai di alcune città. Merita di essere visto e conosciuto e il passaparola può aiutarlo. S'intitola Il vento fa il suo giro e il suo regista si chiama Giorgio Diritti. È un ex allievo di Ermanno Olmi e nel suo film aleggia uno [...] Vai alla recensione »

Massimo Lastrucci
Ciak

Nel cuore di una valle che porta al Monviso, resiste, a Chersogno, una piccola comunità di cultura occitana che va progressivamente perdendo i suoi abitanti. Tanti emigrano e un po' di vita la recano solo i villeggianti estivi. Almeno fin quando non arriva un francese (è in fuga dai Pirenei dove stanno costruendo una centrale nucleare) che si propone di trasferirsi con la famiglia, di pascolare capre [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Ecco un film che si prende tutto il tempo necessario per dire due-tre cose importanti con la forza, l'onestà, il gusto per la verità del buon cinema. E' girato nelle valli occitane del Piemonte, uno dei tanti angoli dimenticati del nostro paese che non si vuole bene, ed è parlato in italiano, francese e lingua d'oc. Racconta l'arrivo di uno strano pastore francese, ex-insegnante di buone letture e [...] Vai alla recensione »

Federico Pedroni
Film TV

Un pastore francese sceglie di vivere con la famiglia in una piccola comunità montana dei Monviso, dove ancora si parla occitano. In un primo momento viene accolto con interesse e partecipazione dagli abitanti del paese, poi la normale diffidenza si trasforma in palese ostilità. In nome della difesa della roba si rivendicano antiche proprietà sulla montagna, e si sfodera una ferocia che allontana presto [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

Il cinema italiano non mette mai in scena il contrasto, lo scontro, il conflitto, qualsiasi sia la modalità in cui si presenta. La nostra produzione è molto attenta ad evitare questo nodo. Basti pensare a come, nei fatti e non solo nominalmente, il «conflitto» venga evitato nell'opera di due dei nostri maggiori sceneggiatori, Rulli e Petraglia. Ora, viene un piccolo film autoprodotto a bestemmiare [...] Vai alla recensione »

Antonio Bibbò
Il Mucchio

Il nuovo sguardo del cinema italiano guarda all'indietro, ai moduli che ne hanno fatto la fortuna e a nuove aree rurali da colonizzare. Guardando Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti viene immediatamente da pensare a Il dono (2003) di Michelangelo Frammartino. Entrambi tornano in una provincia senza (quasi) telefonini per proporre sguardi nuovi e temi eterni.

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