Concorrenza sleale

Film 2001 | Commedia 100 min.

Regia di Ettore Scola. Un film con Claudio Bigagli, Gérard Depardieu, Diego Abatantuono, Sergio Castellitto, Antonella Attili. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2001, durata 100 minuti. - MYmonetro 2,43 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Umberto Melchiorri è un sarto milanese che ha da anni aperto un negozio a Roma. Proprio di fianco a lui ha aperto un negozio di abiti confezionati Leone, un sarto ebreo. Ha vinto un premio ai David di Donatello,

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Consigliato nì!
2,43/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,93
CONSIGLIATO SÌ
Ritratto leggero di un microcosmo culturale del passato.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Umberto Melchiorri è un sarto milanese che ha da anni aperto un negozio a Roma. Proprio di fianco a lui ha aperto un negozio di abiti confezionati Leone, un sarto ebreo. La concorrenza tra i due è accesa anche se i figli più piccoli sono amici (sono loro i narratori della storia) e il figlio maggiore di Umberto e la figlia maggiore di Leone sono innamorati. La vita scorre tra riflessioni sul fascismo fatte dal combattivo fratello di Umberto, Angelo, professore di liceo, e ripicche tra i due commercianti. Fino a quando le leggi sulla razza non modificano la situazione costringendo il sarto ebreo prima a subire la confisca della radio e poi, di lì a poco, la prima sassata nella vetrina. Dovrà chiudere e andarsene dal quartiere. Ma prima avrà avuto la solidarietà del collega che arriverà fino a schiaffeggiare la moglie per difenderlo. Scola afferma: "Vivere nella stessa città, nella stessa strada. Fare lo stesso lavoro, appartenere alla stessa classe sociale, avere la stessa composizione familiare (una moglie, due figli, zii e nonni) eppure non essere uguali, non avere gli stessi diritti, non poter frequentare le stesse scuole, non poter esercitare il proprio lavoro né tenere aperto il proprio negozio, conoscere l'intolleranza e l'esclusione. Scoprire di essere considerati "diversi", per nascita e per razza. È accaduto in passato a ebrei e neri, accade oggi a immigrati ed extra comunitari." Tutto vero. Con una piccola (ma non trascurabile) differenza: gli ebrei facevano parte integrante del tessuto sociale italiano e le leggi sulla razza furono un cieco scimmiottamento dell'alleato/padrone germanico. La realtà odierna è molto più complessa e parte da presupposti decisamente diversi. Dispiace che Scola, che forse avrebbe ancora qualcosa da dire sul presente e sulle più sottili e pericolose forme di discriminazione attuali (si pensi a Romanzo di un giovane povero), si rifugi nel passato proponendo il ritrattino di un microcosmo che nella prima parte sembra in stand by aspettando che la "molla" delle leggi razziali faccia lievitare la sceneggiatura.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 10 agosto 2015
Francesco2

Negli anni '90, questo signore ha potuto permettersi di fare il cinema che voleva, "incappando" anche in dei flop di cui almeno uno meritato, quello di "Mario, Maria e mario". Dopo "La cena", salvato dall'esperienza e dalla bravura degli attori, ecco un film che nasce -Probabilmente- da altra tensione etica, ma che ci immerge -Immerge?- in due microcosmi [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 maggio 2012
Rescart

La crisi picchia duro anche nell'Italia degli anni '30, ma ma da noi gli ebrei non rappresentavano una tale potenza economica da rendere le leggi razziali così ben accette come furono in Germania, la patria storica di un antisemitismo che trovò in Mussolini il predestinato imitatore. Non sfugge poi che anche per chi come Umberto ebreo non era, la presenza di una benestante borghesia [...] Vai alla recensione »

martedì 13 luglio 2010
toty bottalla

Ritaglio, se vuoi frammento o semplicemente storia fra tante storie drammatiche ed incomprensibili, frutto di menti malate ed indemoniate, perchè altra spiegazione non può esserci. Il film, che ho rivisto volentieri poco fà, è davvero bello, proposto in chiave narrativa leggera e drammatica ironia. La regia, la location, la fotografia, sono magiche, meravigliosi gli interpreti [...] Vai alla recensione »

domenica 29 maggio 2016
nicolacoelli

Alti e bassi dell'opera di Scola ! In particolare ,questo film rappresenta bene la serie delle opere non riuscite del regista che avrebbe potuto  realizzare un risultato ben maggiore trattando la stessa materia di "Una giornata particolare", ed invece  mette in scena un film assolutamente banale per soggetto/sceneggiatura/dialoghi/scenografie e pur anche movimenti di macchina [...] Vai alla recensione »

Frasi
Sartucolo.
Grazie, grazie... Bottegaio.
Dialogo tra Umberto (Diego Abatantuono) - Leone (Sergio Castellitto)
dal film Concorrenza sleale
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

La giornata particolare nella quale Scola aveva ambientato uno dei suoi film più belli - l'arrivo di Hitler a Roma del 6 maggio 1938 - è un momento nevralgico di Concorrenza sleale. Per le sue conseguenze, soprattutto: le leggi razziali che in quello stesso anno colpirono gli ebrei italiani, demolendone la vita quotidiana con regole e divieti non sai se più crudeli o più grotteschi.

Emanuela Martini
Film TV

La specularità come struttura narrativa a volte può anche funzionare. Due famiglie, appena un filo sfalsate nella scala sociale: un capofamiglia ha un negozio di abbigliamento maschile, l'altro una merceria. Porta a porta, di casa e di bottega. Due mogli civili e discrete, figlio adolescente/figlia adolescente (innamorati), cameriera/cameriera (chiacchierone), bambino/bambino (stessa classe).

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Stop, da domani mattina non potete più sentire la radio né vedere la tv. Perché? Non chiedetevelo, così ha deciso la legge, e la disposizione riguarda tutti quelli che, poniamo, sono alti più di un metro e novanta. Assurdo, incredibile, uno scherzo, sicuramente. E invece no: un’assurdità del genere è accaduta proprio qui, in Italia, e neppure tanto tempo fa.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Una strada normale, negozi normali, uomini e donne normali: è questo il microcosmo messo in scena da Ettore Scola e dai suoi sceneggiatori (la figlia Silvia e Giacomo e Furio Scarpelli). Eppure, del tutto particolare è la giornata su cui si apre il loro film. Il 6 maggio del 1938, infatti, Benito Mussolini esibisce il suo alleato Adolf Hitler per le vie e le piazze di Roma.

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Sapore di studi Universal, e di molto altro, nell'ultimo film di Ettore Scola, Concorrenza sleale. Set teatrale, alla Macchina ammazzacattivi. Roma, 1938. Sotto il cupolone e presso i ruderi di antichi acquedotti, un sarto all'antica (Abatantuono il cattolico) e un venditore di vestiti confezionati (Castellitto l'ebreo), si fiancheggiano non senza attriti e nervosismi contabili, mentre le loro famiglie, [...] Vai alla recensione »

Paolo Boschi
Scanner

Concorrenza sleale racconta l'insistito scontro di vendite tra i due proprietari di una sartoria e di una merceria affiancate in una strada romana del 1938: i due commercianti, Umberto e Leone, si fronteggiano in un'interminabile battaglia che ogni giorno alterna nuove furbate, trucchetti in serie, furibonde litigate sul filo della rissa, tiri mancini vari.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Ettore Scola ha fatto un bel film, sobrio e toccante, delicato e divertente, per raccontare come e quanto gli italiani possano essere razzisti, anche se di sé pensano il contrario. Due famiglie di commercianti rivali, una ebrea e l'altra no, sono testimoni di cosa accadde nel 1938, l'anno in cui vennero promulgate le leggi fasciste contro gli ebrei, a Roma città di Mussolini e di quel Vaticano che [...] Vai alla recensione »

Alfredo Boccioletti
Quotidiano.net

Per i romani, il 6 maggio del 1938 fu una giornata particolare: Hitler arrivò in visita ufficiale nella Città Eterna. Le conseguenze dell'asse Roma-Berlino si manifestarono di lì a poco con la promulgazione delle leggi razziali. Secondo un parere diffuso persino tra i sostenitori del regime, anche quella legge era particolare, ossia in contrasto con i sentimenti della popolazione.

Silvio Danese
Quotidiano.net

Ettore Scola torna alla "giornata particolare" delle leggi razziali fasciste del 1938, ma espande l'unità temporale, focalizza il racconto su due commercianti (uno ebreo, l'altro milanese) e manifesta, purtroppo quasi in forma didattica e picaresca, l'infelice ordine nuovo che portò alla deportazione ebraica. Nel "quasi", però, ci sono i margini positivi della visione: il quartiere-set dove, tra negozi, [...] Vai alla recensione »

winner
miglior scenogr.
David di Donatello
2001
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