Il nemico alle porte

Film 2000 | Guerra 129 min.

Titolo originaleEnemy at the Gates
Anno2000
GenereGuerra
ProduzioneGermania, Gran Bretagna, Irlanda
Durata129 minuti
Regia diJean-Jacques Annaud
AttoriJude Law, Ed Harris, Rachel Weisz, Joseph Fiennes, Bob Hoskins, Ron Perlman Eva Mattes, Gabriel Thomson, Matthias Habich, Sophie Rois, Ivan Shvedoff, Mario Bandi, Hans-Martin Stier, Clemens Schick, Mikhail Matveyev, Birol Ünel.
MYmonetro 2,68 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jean-Jacques Annaud. Un film con Jude Law, Ed Harris, Rachel Weisz, Joseph Fiennes, Bob Hoskins, Ron Perlman. Cast completo Titolo originale: Enemy at the Gates. Genere Guerra - Germania, Gran Bretagna, Irlanda, 2000, durata 129 minuti. - MYmonetro 2,68 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 28 marzo 2014

Il tiratore russo Vassili Zaitsev viene scelto come mezzo di propaganda, finchè un maggiore tedesco, König, non decide di sfidarlo sul suo stesso terreno: la precisione nella mira. Al Box Office Usa Il nemico alle porte ha incassato 51,3 milioni di dollari .

Consigliato nì!
2,68/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA
PUBBLICO 3,36
CONSIGLIATO NÌ
Rilettura del genere western con un ottimo, lacerato Ed Harris.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Stalingrado è stretta nella morsa nazista e ogni metro di terreno viene conteso armi in pugno. Il tiratore scelto Vassili Zaitsev abbatte uno dopo l'altro i tedeschi. Il commissario politico Danilov fa di lui un potente mezzo di propaganda. È l'eroe sovietico per eccellenza che non sbaglia un colpo. Un maggiore tedesco, König, decide di sfidarlo sul suo stesso terreno: la precisione nella mira. I due danno inizio a un inseguimento che porterà allo scontro finale.
Annaud è un esperto di rilettura di generi cinematografici consolidati a cui mutare contesto. Lo aveva fatto con Il nome della rosa rivisitato come fosse soltanto una detection e ci riprova ora prendendo spunto da un soldato realmente esistito e distintosi nella battaglia di Stalingrado. In questa occasione il genere preso in esame è il western che trova il suo punto di forza nella scenografia che è irta di ostacoli costituiti da filo spinato, trincee e tunnel che divengono una manifestazione esteriore dei tormenti che dilaniano i protagonisti. Il punto di forza sul piano narrativo viene offerto dal contesto iniziale: viene fornito in dotazione un fucile ogni due soldati. L'arma passerà al secondo quando il primo sarà morto e chiunque verrà visto indietreggiare sarà ucciso a vista dal 'fuoco amico'. A favore del film depone poi la prestazione di Ed Harris che offre al suo maggiore König tutta la lacerazione interiore di un uomo che conosce solo un modo per risarcire se stesso per ciò che gli è stato sottratto: uccidere.
C'è però poi tutto il versante romantico (Vassili e Danilov innamorati entrambi della soldatessa Tania) che inficia l'esito nel suo complesso riconducendo il film nei binari dello stereotipo. Diventa allora quasi inevitabile chiedersi cosa ne sarebbe stato di un soggetto così imponente come quello della battagli di Stalingrado nelle mani di Sergio Leone, in quel progetto che, purtroppo, la morte gli impedì di portare a compimento.

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Recensione di Gianluca Guzzo
giovedì 23 gennaio 2003

A Stalingrado, durante il deciso attacco nel '42 dell'esercito di Hitler, Vassili Zaitsev, un giovane soldato dell'armata rossa, si trova a dover difendere se stesso e la propria gente contro quella che sembra un'impresa disperata. Sottratto alla montagna, dove sparava ai lupi, a Stalingrado Vassili deve sparare agli uomini, che abbatte con una precisione da caposcuola. Senza né volerlo né crederlo, diventa un eroe; uno strumento del regime comunista che ha bisogno di sollevare il morale delle truppe e rassicurare il paese spaventato dalla minaccia espansionistica del Terzo Reich. In guerra il controllo di ogni cosa diventa estremamente difficile; soprattutto il controllo di se stessi. Dare il meglio per essere buoni soldati, cittadini, figli, amici richiede straordinari sforzi. E il film sin dall'inizio ribadisce l'importanza nella vita, come in guerra, di saper tener duro, di imparare a perseverare. Allora, sono tutti veri gli eroi della storia? E quelli della nostra vita? Non esiste una linea di demarcazione certa che separa l'amico dal nemico, l'onesto dal colpevole, il ricco dal miserabile, il bene dal male. Il nemico è alle porte perché può essere chiunque. Storia d'amore e racconto di guerra, il nuovo lavoro di J. J. Annaud è utile e ben fatto, ma non perfetto. Perché la perfezione (ce lo suggerisce il film), che si tratti di un'opera d'arte, di un rapporto amoroso o di un regime politico, non è dell'uomo

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 28 febbraio 2012
Napos81

Quello che stupisce è l'acredine con cui i critici di professione trattano le opere non schierate ideologicamente dalla loro parte: ovvero dalla parte del solito, squallido sinistrismo snob e spocchioso. Il nemico alle porte è pieno anche di difetti, primo fra tutti l' inutile storia d'amore che toglie respiro e soffoca il racconto.

Frasi
Sono stato così sciocco Vassili. L'uomo sarà sempre l'uomo. Non esiste l'uomo nuovo. Con tanta fatica abbiamo provato a creare una società che fosse giusta, dove non c'è niente da invidiare al tuo compagno, ma ci sarà sempre qualcosa da invidiare: un sorriso, un'amicizia... qualcosa che non hai e di cui ti vuoi appropriare. In questo mondo, perfino nel mondo sovietico, ci saranno sempre i ricchi e i poveri. Ricchi di talento, poveri di talento. Ricchi d'amore... poveri d'amore.
Una frase di Danilov (Joseph Fiennes)
dal film Il nemico alle porte - a cura di Emanuele
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Rivisitazione della battaglia di Stalingrado (1942-'43), che durante la seconda guerra mondiale ebbe importanza militare e politica essenziale, perché segnò sia il momento di massimo successo delle forze tedesche in Europa, sia la loro prima sconfitta di portata strategica e l'inizio della riscossa del fronte antifascista. I tedeschi posero l'assedio alla città, fiduciosi in una rapida vittoria; ma [...] Vai alla recensione »

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