Melrose Place

Film 1992 | Drammatico

Regia di Charles Correll, Chip Chalmers, Jefferson Kibbee, Richard Lang. Una serie con Thomas Calabro, Heather Locklear, Andrew Shue, Josie Bissett, Doug Savant, Courtney Thorne-Smith. Cast completo Genere Drammatico - USA, 1992, Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Sempre firmato da Aaron Spelling, è lo spin-off di Beverly Hills (1990): Jake (Grant Show), aitante meccanico amico di Dylan, fa da trait d’union tra le due serie intrecciando una relazione con Kelly (Jennie Garth), la quale ricambia la “visita” in compagnia di David (Brian Austin Green), Donna (Tori Spelling) e Steve (Ian Ziering). Il serial racconta le vicende della generazione immediatamente successiva a quella di Beverly Hills, la cosiddetta twentysomething (intorno ai vent’anni), ritratta in un condominio situato al 46/6 di Melrose Street, la via di un esclusivo quartiere di Los Angeles che dà il nome al telefilm. Oltre a Jake, convivono “porta a porta”: la centralinista Alison Parker (Courtney Thorne-Smith), l’aspirante scrittore Billy Campbell (Andrew Shue), gli sposini Jane (Josie Bissett) e Michael (Thomas Calabro) Mancini, l’insegnante di aerobica Rhonda Blair (Vanessa Williams), Sandy Harling (Amy Locane) e l’assistente sociale Matt Fielding (Doug Savant), dichiaratamente omosessuale. Se nella prima stagione si affrontano i primi approcci tra inquilini (Alison e Billy si innamorano ed è quello che succede, fuori dal set, ai loro interpreti) e le prime difficoltà nel lavoro e nella vita, nel secondo ciclo la musica cambia con l’arrivo della fotografa di moda Jo Beth Reynolds (Daphne Zuniga) e, soprattutto, di Amanda Woodward (Heather Locklear), entrate in scena per rimpiazzare le dipartite di Sandy e Rhonda. Amanda, che in origine doveva apparire solo per quattro episodi, diventa la “regina” degli intrighi che puntata dopo puntata bussano a Melrose: il boss dell’agenzia dove lavora Alison, non tarda a rivelarsi una mangiauomini e alla fine della seconda stagione acquista, oltre che popolarità e ascolti, il palazzo dove risiedono tutti i protagonisti. Ad aumentare le tensioni arrivano, in ordine cronologico: la schizofrenica dottoressa Kimberly Shaw (Marcia Cross), destinata a far perdere la testa al dottor Mancini; Sydney (Laura Leighton), la sorella di Jane destinata a sposare il dottor Mancini (che ovviamente, vista la girandola di donne, è costretto a divorziare); Meredith Parker (Tracy Nelson), la sorella di Alison; il dottor Peter Burns (Jack Wagner), abile psichiatra che entra in affari con Michael; Brooke Armstrong (Kristin Davis), che porta Billy all’altare; l’affascinante Richard (Patrick Muldoon), ex boyfriend e partner in affari della stilista Jane che ora fa battere il cuore di Jo. In seguito entrano in scena i personaggi di Samantha Reilly (Brooke Langton), Lexi Sterling (Jamie Luner), Jennifer Mancini (Alyssa Milano), Megan Lewis Mancini (Kelly Rutherford), Kyle McBride (Rob Estes) e sua moglie Taylor (Lisa Rinna). Tra torbide relazioni, confessioni omosessuali, approcci saffici, sdoppiamenti della personalità, attentati e trovate degne del miglior Dallas, il serial affronta temi sociali come la tossicodipendenza, l’alcolismo, l’AIDS, il razzismo, l’affidamento, lo stupro, la violenza minorile; tematiche che, di riflesso, vengono toccate anche da Beverly Hills (i teenager della seriemadrina crescono di pari passo con i loro “fratellastri maggiori”). Tra le guest-stars del telefilm: Linda Gray è Hillary Michaels, la proprietaria di un’agenzia di modelle che darà vita nel 1994 allo spin-off Models Inc.; l’ex pornostar Traci Lords interpreta la barista Rikki; Priscilla Presley, non paga degli intrighi di Dallas, presta il volto a un’infermiera che risulta decisiva nell’arresto del dottor Burns per tentato omicidio; Antonio Sabato jr., il fotomodello noto per una campagna di biancheria intima, è Jack Parezi, il violento ex marito di Amanda; Justine Priestley (sorella di Jason, star di Beverly Hills) entra nel ruolo di un’aspirante Miss California che sfila davanti a una giuria dove compare quel playboy di Michael; Loni Anderson (ex moglie di Burt Reynolds) è un’isterica madre caparbia; un’emergente Denise Richards presta il bel volto a Brandi Carson; Gina Gershon appare nelle doppie vesti di camerieraprostituta; la playmate “svedesona” Victoria Silvstedt è stata scelta per interpretare un’infermierona sexy nell’ultimo episodio, quello che si conclude con la presunta morte di Amanda e Burns (in realtà la coppia si sposa alle Hawaii promettendosi una nidiata di figli ai quali darà i nomi degli ex compagni di intrighi “tanto per sentirsi meno soli”), non prima che la Woodward, come in una sorta di pentimentoepitaffio, pronunci il diktat “chi vive da vigliacco, fa la fine di un vigliacco”. Tra gli altri volti noti si riconoscono Famke Janssen, Jeri Ryan, la modella Kathy Ireland nonché, nei panni di sé stessi, Julie Newmar (l’ex Batgirl di Batman) e i cantanti Jon Secada, Chris Isaak e gli Hanson. La serie è creata da Darren Star, che firma anche la produzione esecutiva in compagnia dello stesso Spelling, di E. Duke Vincent, Frank South e Charles Pratt jr. Tra i riconoscimenti si contano 3 ASCAP Awards e un GLAAD Media Award. Il tema musicale è composto da Tim Truman. Anson Williams, l’ex Potsie di Happy Days, dirige qualche puntata. Il serial ha fatto parlare di sé anche per il licenziamento di Hunter Tylo, l’ex protagonista di Beautiful cacciata dal cast nell’aprile del ’96 perché incinta, nonostante la firma su un contratto di quattro anni. L’attrice è stata sostituita da Lisa Rinna, che è rimasta a sua volta incinta durante le riprese ed è apparsa in stato interessante sulla copertina di “Playboy” nel settembre ’98. Davanti alla prospettiva di licenziare anche quest’ultima, i produttori si sono arresi e hanno modificato la sceneggiatura inserendo una gravidanza nella trama, dando alla Tylo un argomento in più per accusare di discriminazione i responsabili del serial. Alla fine, Hunter Tylo ha ottenuto uno “storico” maxirisarcimento di quasi 5 milioni di dollari (4 milioni per aver subito “stress emotivo” e 894.601 dollari per i danni economici causati dalla rottura del contratto): la giuria ha deliberato che la maternità non avrebbe in alcun modo impedito alla donna di recitare la parte della seduttrice.

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