Radio Days

Film 1987 | Commedia 85 min.

Anno1987
GenereCommedia
ProduzioneUSA
Durata85 minuti
Regia diWoody Allen
AttoriPaul Herman, Wallace Shawn, Michael Tucker, Jeff Daniels, Kenneth Welsh, Danny Aiello Tony Roberts, Robert Joy, Judith Malina, Mercedes Ruehl, Richard Portnow, Seth Green, Dianne Wiest, Mia Farrow, Dimitri Vassilopoulos, Belle Berger, Julie Kavner, David Warrilow, Gina De Angelis, Mick Murray, Ren?e Lippin, Hy Anzell, Bruce Jarchow, J.R. Horne, Barbara Gallo, Denise Dumont, Kenneth Mars, Josh Mostel, Shelley Delaney, David Cale, Dwight Weist, Hannah Rabinowitz, Edward S. Kotkin, Ruby Payne, Jaqui Safra, Paul Berman, Jane Jarvis, Liz Vochecowizv, William Flanagan, Frank O'Brien, Yolanda Childress, Artie Butler, Gregg Almouist, Jackson Beck, Wendell Craig, W.H. Macy, Ken Roberts, Ken Levinsky, Tito Puente, Margaret Thomson (II), William Magerman, Leah Carrey, Martin Rosenblatt, Don Pardo, Rebecca Schaeffer, Diane Keaton, Maurice Toueg, Sal Tuminello, Rebecca Nickels, Brian Mannain, Stan Burns, Peter Lombard, Martin Sharman, Crystal Field, Maurice Shrog, Marc Colner, Roberta Bennett, Joel Eidelsberg, Peter Castellotti, Joy Newman, Mike Starr, Todd Field, Andrew Clark, William H. Macy, Woody Allen, Fred Melamed, Ray Marchica, Fletcher Farrow Previn, Guy Le Bow, Larry David, Terry Lee Swarts, Roger Hammer, Lee Erwin, Ross Morgenstern, David Mosberg, Mindy Morgenstern, Oliver Block, Kuno Spunholz, Sydney A. Blakf, Kitty Carlisle, Henry Cowen, Philip Shultz, Julie Kurnitz, Ira Wheeler, Ivan Kronenfeld, Greg Gerard, Norman Rose, Helen Miller, Danielle Ferland, Henry Yuk.
TagDa vedere 1987
MYmonetro 3,07 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Woody Allen. Un film Da vedere 1987 con Paul Herman, Wallace Shawn, Michael Tucker, Jeff Daniels, Kenneth Welsh, Danny Aiello. Cast completo Genere Commedia - USA, 1987, durata 85 minuti. - MYmonetro 3,07 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 2 marzo 2010

Woody Allen è del 1935 e la sua formazione, oltre che da libri, musica e generica comunicazione newyorkese, è dovuta in gran parte alla radio. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar,

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Consigliato sì!
3,07/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,13
CONSIGLIATO SÌ
Woody Allen compare come voce narrante.

Woody Allen è del 1935 e la sua formazione, oltre che da libri, musica e generica comunicazione newyorkese, è dovuta in gran parte alla radio. Almeno è ciò che lascia intendere con questo film. Adolescente negli anni del dopoguerra ha vissuto la sindrome della radio, allora del tutto simile a quella della televisione, nel nostro tempo. C'erano le novelas, i quiz, i giornali, proprio come adesso. In più c'era lo sforzo attivo della fantasia che doveva dare forma a ciò che veniva suggerito dall'udito. Davvero bei tempi, e Allen si rivela onesto e nostalgico. Lui non appare nel film, racconta soltanto fuori campo. Ecco dunque i personaggi della sua vita reale, in quella New York, intrecciarsi con quelli suggeriti dalla radio. Ci sono i parenti che concorrono a tutti i quiz radiofonici, quelli che non perdono una puntata, quelli che consumano tutti i prodotti suggeriti dalla pubblicità. Allen, grande ammiratore di Fellini, ha dunque realizzato il suo Amarcord. Il punto d'arrivo è la prima serata al Radio Music Hall, al quale Allen partecipò come scrittore di testi comici. E fu l'inizio... Va detto che in questo caso gran parte del merito va a Oreste Lionello, il doppiatore di Woody, che regge quasi da solo tutto il film come voce narrante.

Giancarlo Zappoli

Prima parte
Il signore e la signora Needleman, vicini di casa di Joe (il narratore) vanno al cinema. Due scassinatori entrano in casa loro. Mentre stanno ripulendo l'appartamento, giunge una telefonata. Il numero è stato selezionato per il quiz Indovina il motivo. I ladri rispondo esattamente a tutte le domande. Il giorno dopo i proprietari, dopo aver calcolato i danni subiti dal furto, si vedono recapitare molti premi di valore. Mentre alla radio si esibiscono le future star, la mamma di Joe pulisce la cucina. Segue anche con interesse Colazione con Irene e Roger mentre il piccolo Joe non perde una puntata de Il Vendicatore Mascherato.
Mentre Joe si trova davanti allo stabilimento balneare di Rockaway, a casa i genitori hanno l'ennesima discussione. Lo zio Abe porta come pranzo per l'ennesima volta il pesce fresco che un amico gli regala. Al piano di sopra il nonno, come tutte le mattine, cerca di allacciare il corsetto della nonna mentre la cugina Ruthie ascolta con il duplex le telefonate dei vicini. Joe intanto chiede, vedendoseli rifiutare, quindici centesimi per comprare l'anello a scomparto segreto del Vendicatore Mascherato. Joe e i suoi compagni a scuola debbono mostrare un oggetto particolare. Mentre uno di loro esibisce un preservativo, un altro mostra l'anello desiderato da Joe. Quando il rabbino Baumel, alla lezione di cultura ebraica, inviterà Joe e i suoi compagni a organizzare una raccolta di fondi per la nascita di uno Stato ebreo in Palestina, scatterà la molla della disonestà. Raccolti i soldi, i ragazzi li utilizzano per comprare il mitico anello. Scoperto, Joe viene convocato dal rabbino con i suoi genitori. Qui viene picchiato sia dal rabbino, sia dal padre sia dalla madre.
La zia Bea, sempre alla caccia di un possibile marito, esce con Sidney Manulis. Tornando a casa una sera la benzina finisce e l'auto si ferma in una zona particolarmente nebbiosa. Attendendo di poter ripartire i due accendono la radio: è la notte della famosa trasmissione La guerra dei Mondi di Orson Welles. Si simulava un attacco alieno alla Terra. Moltissimi americani che avevano acceso la radio nel corso della messa in onda si spaventarono. Manulis è uno di quelli e fugge ignominiosamente.
Si passa a un'altra storia, quella di Sally di cui sentiremo parlare più volte nel corso del film. Parecchi divi della radio si trovano al night club King Cole Room. Roger, protagonista del programma Colazione con Irene e Roger, ha una relazione con la venditrice di sigarette e ha una gran voglia di fare l'amore con lei. I due si appartano sulla terrazza del locale ma, quando è il momento di rientrare, scoprono che la porta si è irrimediabilmente chiusa alle loro spalle. Sta anche per sopraggiungere una tempesta elettromagnetica. Verranno "salvati" proprio dalla moglie di Roger, Irene, che si voleva appartare nello stesso luogo con un altro personaggio della radio: Porfirio, il Playboy del Mondo Occidentale.
Si torna a Rockaway nel giorno dello Yom Kippur, festività in cui agli ebrei è interdetta qualsiasi attività lavorativa. I vicini di casa, ebrei ma comunisti, si disinteressano dei divieti. Lo zio Abe va da loro per protestare e torna dopo due ore convertito all'ideologia marxista. Intanto la madre di Joe racconta che la figlia dei comunisti è stata vista baciare un nero dalla signora Silverman, che è rimasta vittima di un collasso.
Ognuno ha il proprio programma preferito. Se Abe ama le leggende sportive e a Ceil interessa Il ventriloquo molto celebre, il Cantante Confidenziale fa strage di cuori. Al padre e alla madre di Joe interessa la Corte dei sentimenti umani e il figlio li immagina come ospiti del programma. Un giorno, allo zoo, Joe e suo padre incontrano un antipatico Ragazzo Prodigio esibitosi via etere. Joe dichiara di avere associato certe canzoni ad alcuni momenti della propria vita e ne ricorda alcuni: la sua lezione sui rapporti umani a Evelyn, l'anniversario dei genitori (unica volta in cui li ha visti baciarsi), il pupazzo di neve con pene di carota, la cugina Ruthie che mima le canzoni, il signor Zipsky colto da crisi di nervi mentre corre per strada in mutande e l'essersi recato, insieme a zia Bea e al suo accompagnatore dell'epoca, al Radio City Music Hall. Intanto Sally ha cambiato lavoro e si ritrova sequestrata perché testimone di un regolamento di conti. Rocco, il mafioso che la tiene sotto controllo, la porta a casa di sua madre, si appassiona ai suoi progetti e riesce a farla entrare alla radio. Mentre la ragazza sta per pronunciare la prima battuta in una versione radiofonica di un testo di Cechov, la trasmissione viene interrotta dall'annuncio dell'attacco giapponese a Pearl Harbor. Gli Stati Uniti entrano in guerra. Sally finisce a cantare per l'organizzazione che si occupa della ricreazione dei combattenti. Ognuno si impegna come può per favorire lo sforzo bellico: c'è chi coltiva il proprio "orto di guerra" e chi invece picchia i nazisti e i giapponesi nella finzione di uno studio radiofonico.
Un giorno Joe e i suoi amici vanno su un tetto per vedere col binocolo se sopraggiungono aerei nemici e si trovano a spiare la signorina Gordon che si spoglia per fare la doccia. I ragazzi vanno sulla spiaggia a parlare dell'altro sesso e Joe, mentre fantastica sulla Gordon, vede emergere dai flutti un sottomarino tedesco. La madre e Bea discutono di uomini, di matrimonio e d'amore: Bea spera sempre di trovare l'uomo giusto. Dalla radio giungono cattive notizie sul conflitto e viene ordinato l'oscuramento. La madre e il padre, che stanno attendendo un altro bambino, escono a guardare la luce dei riflettori.
Bea invita a casa Fred, il suo ultimo accompagnatore, e scopre che è ancora estremamente abbattuto per la scomparsa della sua fidanzata che si chiamava...Leonardo. A scuola arriva una nuova supplente: è la signorina Gordon. Sally canta un jingle per la pubblicità di un lassativo, prende lezioni di dizione e ottiene finalmente il proprio programma: Sally lo sa. A Zia Ceil il programma piace ma quando il marito Abe si arrabbia per le interferenze, uno scossone troppo violento distrugge l'apparecchio radio. Joe è incaricato di andarlo a ritirare dopo la riparazione. Chiama un taxi per tornare a casa e scopre finalmente il lavoro del padre: è un taxista.
... fine prima parte - continua ...

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Giancarlo Zappoli

Seconda parte
Mentre la famiglia è coinvolta in una gara di invenzione di slogan, la madre comincia ad avere le doglie. Dopo essere andati a trovarla in ospedale Bea e il suo attuale accompagnatore portano Joe a fare un giro a Manhattan. Entrano anche all'Exhibition Hall. Bea partecipa a un quiz sui pesci e vince cinquanta dollari d'argento che verranno spesi per divertirsi e per comprare a Joe una scatola de "Il piccolo chimico". Con questo brucia la pelliccia della madre e viene di conseguenza inseguito dal padre che comincia a picchiarlo. Si salva perché la radio comincia a trasmettere la cronaca diretta dei tentativi di salvataggio di una bambina caduta in un pozzo. Tutta la nazione è all'ascolto ma l'esito finale della vicenda sarà negativo.
Capodanno 1944. Mentre Sally e il suo attuale accompagnatore, il Vendicatore Mascherato, si uniscono ad altri divi radiofonici e raggiungono la terrazza del King Cole Room, la famiglia di Joe sta ascoltando una trasmissione dal club. Allo scoccare della mezzanotte tutti brindano. Joe ricorda quei giorni con il timore che tutti quei nomi si dissolvano nella memoria.
"Ore 17.30 del 30 dicembre 1985. Ottava settimana di riprese.
Woody è molto galante con la signorina Gordon ('È Il regista più dolce che io conosca', mi ha detto prima) e Kay (addetto alla revisione della sceneggiatura) sta per avere un crollo nervoso. "La signorina Gordon non doveva dire questa battuta?" chiede a Woody. "Dirà qualcos'altro', risponde lui. "Funzionerà', e indicando la sua testa, "è tutto qui dentro." Woody sta improvvisando tutto e sembra che si diverta. Sta anche montando il film mentre gira, tenendo esattamente quello che gli serve e niente di più. Qualche volta è difficile per Kay, anche dopo dieci film, capire esattamente cosa sta succedendo "là dentro" nella testa di Woody." (Thierry de Navacelle, Woody Allen sul set, Frassinelli)
"Penso sempre che un film lo scrivi in ogni momento. Lo scrivi nel copione, lo riscrivi e lo modifichi quando fai il casting, quando vedi gli esterni, e così via. (...) A volte apporto delle modifiche perché il produttore mi dice che non possiamo permetterci di realizzare una certa scena nel modo in cui voglio io. Poi cambio la sceneggiatura mentre sto lavorando sul set, ed anche durante il montaggio del film. Non ho alcun problema al riguardo. Sono ben lieto di prendere una scena che dovrebbe essere la numero venti ed infilarla al primo posto o cose del genere, perché un film è una cosa in costante evoluzione."
Queste due citazioni relative al metodo di lavoro di Allen risultano particolarmente interessanti nel momento in cui si deve affrontare un film come Radio Days. Con quello che Allen considera un "cartone animato" della memoria siamo di fronte a una nuova ricerca stilistica che si connette a un bisogno di rivivere la propria infanzia mettendola in scena e deformandola coscientemente. "Personaggi come mio zio Abe, mia madre, la mia maestra di scuola, i miei nonni, dovevano essere le caricature delle persone che appartenevano alla mia vita reale". L' Amarcord alleniano non ha matrici felliniane neanche nella selezione dei caratteri, come invece era esplicitamente accaduto per Stardust Memories.
Radio Days è un film la cui realizzazione richiede un budget considerevole per gli standard del regista ma in cui coinvolge, ancora una volta, le persone che più gli sono vicine o gli attori con cui ha trovato maggiori affinità. Ecco allora il sempre disponibile Tony Roberts, due figli di Mia Farrow come attori e tre come tecnici, Jeff Daniels, Danny Aiello, Dianne Wiest (che diventerà un'interprete spesso presente nel suo cinema) nonché la stessa Farrow e Diane Keaton impegnate entrambe nell'esecuzione di canzoni.
La scelta del racconto in prima persona, anche se il protagonista bambino si chiama Joe, richiama fortemente (per la prima volta in modo esplicito) il dato autobiografico. Allen ha dichiarato in più occasioni di essersi rifatto a ricordi reali della propria infanzia, pur intervenendo sul piano della rielaborazione personale. Anche se apparentemente in modo del tutto aneddotico, il regista torna ad esplorare un reparto della "fabbrica dei sogni', quello che lasciava il maggior spazio possibile alla fantasia, consentendo di immaginare Vendicatori Solitari alti e possenti (il modello è Jackson Beck, dalla voce profonda e volitiva ma fisicamente alto 1 metro e 50 cm e del peso di 150 chili). Costruisce un mondo individuale in cui anche la storia più incredibile (quella del giocatore di baseball perseguitato dalla sfortuna) può trovare nella mente di chi ascolta delle proprie "immagini'. Se la zia Bea può valutare il coraggio del proprio spasimante grazie al colossale scherzo (realmente accaduto) della trasmissione de La guerra dei Mondi di Orson Welles, tutti, grandi e piccoli, si accostano alla radio per "comunicare'. A partire dai ladri che rubano meno di quanto non facciano vincere alla famiglia oggetto delle loro azioni criminose fino a Joe che ruba a sua volta alla comunità ebraica per comprare l'anello del Vendicatore. È un microcosmo, quello che Allen descrive, profondamente intriso di ebraismo e letto con quell'ironia mista a compassione (non a compatimento) che solo qualcuno che ha percorso fino in fondo una strada diversa può provare. I ritratti dei singoli componenti della famiglia (ancora un nucleo familiare ampio dopo il gruppo di Hannah) sono delle miniature umoristiche in cui nessuno, neppure lo zio Abe con la sua pletora di pesci regalati, viene ricordato con malanimo. Non è un periodo economicamente felice quello che Woody porta sullo schermo. Il padre ( come il vero genitore di Allen) fa il taxista e se ne vergogna. Picchia talvolta il figlio ma ne riceve in cambio amore. Non è un Allen nostalgico del "buon tempo andato', al di là di tutte le apparenze, quello che emerge da Radio Days. È invece un uomo che teme la perdita della "memoria" come patrimonio collettivo ed individuale. Il commento finale sull'oblio che ormai incombe su tutti quei volti e nomi è un commento speculare a quello messo sulle labbra dei "divi" che si ritrovano sulla terrazza per il Capodanno 1944. Il senso della morte pervade la parte finale del film. L'America soffre collettivamente per la sorte della bambina caduta nel pozzo. È una notte di dolore destinata a un ricordo che potrà essere solo individuale. Gli uomini, per poter sopravvivere, dimenticano oppure rielaborano il passato sulla base dei propri bisogni del presente. La "carriera" della sigaraia Sally, un misto di innocenza e di erotismo come la Dulcy di Commedia sexy, diventa così un fil rouge che attraversa il film tra aneddoto e leggenda, come Danny Rose. Allen è pronto per ritornare alla misura del "film da camera'.

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Storia di una vivace famiglia ebraica della piccola borghesia e quella di una sigaraia che vuole diventare una star, quando la radio, medium caldo, regnava negli anni '30 a Rockaway, quartiere di Brooklyn. Tenero omaggio, quasi una dichiarazione d'amore, ai tempi ingenui e fantasiosi della radio: un mosaico nostalgico di amori, illusioni, speranze, fantasie con brividi di malinconia. Deliziosa compilation di vecchi tunes sentimentali in questo amarcord prezioso anche come documentazione di un'epoca. Fotografia: Carlo Di Palma.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 7 novembre 2018
Parsifal

Mr. Allen Stuart Konisberg, alias Woody Allen nel 1987 diede vita a questo film dal forte sapore nostalgico, impiantando l'intera narrazione su di una lunga e dettaglaita analessi della propria vita familiare ,Come tutti gli scittori e gli autori cinematografici,  unisce il vero al verisimile di manzoniana memoria, dando vita a numerosi spunti per una gustosa e divertente commedia, con venature [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 agosto 2012
fedeleto

Negli anni trenta la popolazione americana si trovo' a vivere la grande invenzione della radio,ci si appassionava sia alle storie raccontate,alle musiche,ai documentari,alle telecronache,ed ora le cose sono cambiate e come dice Woody Allen sembra che alcune voci sentite in quegli anni stiano scomparendo gradualmente.Radio Days e' una pellicola per molti incomprensibile,non per quello che [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 settembre 2010
Sinkro

Fa strano a noi, la generazione degli sms vedere film come questi. Be', si sappia che prima delle nostre playstation la gente guardava la tv, e che prima della tv si ascoltava la radio. Questi sono ricordi sparsi della prima gioventù di [un alterego di] Woody (che ricordiamo nacque nel 35 e quì siamo a ridosso della seconda guerra mondiale) tutti accompagnati dalla musica del tempo e tenuti insieme [...] Vai alla recensione »

sabato 20 febbraio 2010
Keanu

Un bellissimo film !! Non mi sarei mai aspettato fosse così bello. Il film è un mix di drammaticità/fantasy con un pizzico di humour, il cast è straordinario anche se gli attori non erano al massimo, caso a parte la sublime parte del cattivo (Stanley Tucci). Gli effetti speciali con cui hanno creato il "paradiso" sono STRAORDINARI, magari fosse così !!!!! Un [...] Vai alla recensione »

lunedì 2 gennaio 2012
zorro77

A Brooklyn negli anni 40 le giornate erano scandite con le canzoni e i programmi d'intrattenimento trasmessi alla radio.Nei ricordi del piccolo Joe ad ogni brano è legato un aneddoto di uno dei suoi familiari o dei personaggi radiofonici dell'epoca.Questo come tutti i film di Allen procede con una grazia e un ilarita' che coinvolge lo spettatore,e i dialoghi sono sempre briosi come solo il regista [...] Vai alla recensione »

sabato 20 febbraio 2010
Keanu

Un bellissimo film !! Non mi sarei mai aspettato fosse così bello. Il film è un mix di drammaticità/fantasy con un pizzico di humour, il cast è straordinario anche se gli attori non erano al massimo, caso a parte la sublime parte del cattivo (Stanley Tucci). Gli effetti speciali con cui hanno creato il "paradiso" sono STRAORDINARI, magari fosse così !!!!! Un [...] Vai alla recensione »

mercoledì 24 febbraio 2010
beabla

film piuttosto noioso e lento. le scene nel "mondo di mezzo" sono davvero noiosissime. sconsigliato!

Frasi
Oh, Abe! Perché non mi porti mai al Copacabana o a El Morocco?
Attaccati al tubo del gas!
Forse saresti stato più felice se sposavi Rita Hayworth.
E che, si chiede?
Senti me, Abe. Queste celebrità dello spettacolo divorziano ogni due mesi. Ma noi stiamo insieme per sempre.
M'attacco io al tubo del gas...
Dialogo tra Abe (Josh Mostel) - Cecil (Renée Lippin)
dal film Radio Days
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