Sogni d'oro

Film 1981 | Commedia 97 min.

Regia di Nanni Moretti. Un film Da vedere 1981 con Laura Morante, Alessandro Haber, Nanni Moretti, Nicola Di Pinto, Mario Colli, Miranda Campa. Cast completo Genere Commedia - Italia, 1981, durata 97 minuti. - MYmonetro 3,59 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Michele è un giovane regista dal carattere intrattabile, vittima di preoccupanti nevrosi sulle quali aleggiano principalmente la figura della madre. Il film è stato premiato al Festival di Venezia,

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Consigliato sì!
3,59/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,84
CONSIGLIATO SÌ
Narcisista e indisponente, opera di Moretti prima maniera, capace di far coesistere umorismo e angoscia.
Recensione di Marco Chiani
Recensione di Marco Chiani

Giovane regista alle prese con l'opera terza, Michele Apicella è assalito da sogni e incubi di varia natura. Non lo aiutano la petulante madre con cui vive, due coetanei di provincia che vogliono seguirne il lavoro sul set né, tanto meno, un volgare e invadente collega impegnato nella realizzazione di un musical sul Sessantotto. Mentre la produzione del suo La mamma di Freud va avanti, si acuiscono le idiosincrasie verso la smania del dibattito, il chiacchiericcio pseudo-intellettuale, la volgarità.
Premiato con il Leone d'argento - Gran premio della giuria (ex aequo con Non portano lo smoking di Leon Hirszman) al Festival di Venezia del 1981, il terzo lungometraggio di Nanni Moretti appartiene di diritto alla categoria dei cosiddetti film-bilancio. Forse un po' presto per un autore di neanche trent'anni, sebbene il risultato, certamente autoreferenziale, frammentario, anche irritante, giustifica il tiro alto. In questa quasi autobiografia dall'andamento schizofrenico, a distanza di anni, si trova molto di più di quanto si percepì all'epoca, quando il titolo fu inserito all'interno dell'improvvisata congerie dei "nuovi comici" eppure ugualmente guardato con sospetto per la mancanza di una sua omogeneità alla categoria. In effetti, Sogni d'oro è un lavoro di difficile classificazione: non è soltanto il fuoco di fila di trovate spesso esilaranti e di personaggi di culto immediato (il Freud di Remo Remotti, il campione dei dibattiti Dario Cantarelli con il tormentone del "bracciante lucano, del pastore abruzzese e della casalinga di Treviso"), ma anche una seria analisi sul disagio e sulle nevrosi condotta attraverso una parodia di quella metà oscura - il finale alla Dottor Jekyll - insita in ognuno. Capace di far coesistere umorismo e angoscia, satira e scoramento, si tratta del tassello che meglio definisce il personaggio-Moretti prima maniera, paradosso di un uomo di cinema in grado di far ridere senza rientrare in nessuna categoria critica preconfezionata quanto in un sarcasmo spesso davvero feroce e frutto di un insieme di stimoli diversi. Narcisista e indisponente, è automaticamente il lavoro più odiato dai detrattori del regista-personaggio, che qui possono trovare un compendio di tutte le sue fisime più note, Sachertorte e passione per un certo tipo di calzature comprese.
Dopo Io sono un autarchico (1976) e Ecce Bombo (1978), Sogni d'oro è il terzo film in cui compare il personaggio-camaleonte di Michele Apicella, presente anche nei successivi Bianca (1983) e Palombella rossa (1989), singolare alter ego di Moretti che in ogni storia ha una vita e una professione diversa.

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SOGNI D'ORO
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Frasi
A nessuno viene in mente di fare l'amore per allegria, per simpatia, per tenerezza. Dopo si diventerebbe complici, come due ladruncoli fortunati. L'orgasmo non è obbligatorio, e neppure la penetrazione. Il corpo è grande, e se non fosse addormentato dalla repressione sarebbe tutto sensibile.
Michele Apicella (Nanni Moretti)
dal film Sogni d'oro
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Nanni Moretti ha fatto centro. Per la seconda volta, dopo Ecce Bombo, come regista professionista, per la terza, se si conta anche quel suo felicissimo film in superotto, Io sono un autarchico, cui invano nel ‘77 ad Ischia io cercai di far dare il Premio Rizzoli per il Giovane Cinema scontrandomi con una giuria che dai giovani voleva solo l’accademia.

Stefano Reggiani

Nanni Moretti, giovanissimo, è carico come un eroe romantico delle delusioni intraviste e delle illusioni rifiutate, del proprio orgoglio e della disperazione di sé. Ha il cinema come arma per affermarsi e per difendersi. Sogni d'oro, è quasi perfetto nella sua fragile scombinatezza, nella sua calcolata, ma anche inevitabile costruzione per frasi, pensieri, scene, scherzi, morsicature.

NEWS
NEWS
giovedì 3 gennaio 2008
Pino Farinotti

Una prova dell'esistenza in vita del cinema italiano Dicembre e le feste hanno determinato il grande successo di pubblico dei dvd di (e con) Nanni Moretti. È un ottimo segnale; significa sorriso, impegno, freschezza, intelligenza.

winner
premio speciale della giuria
Festival di Venezia
1981
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