Come in uno specchio

Film 1961 | Drammatico +16 89 min.

Titolo originaleSäsom i en spegel
Anno1961
GenereDrammatico
ProduzioneSvezia
Durata89 minuti
Regia diIngmar Bergman
AttoriHarriet Andersson, Max von Sydow, Gunnar Björnstrand, Lars Passgård .
TagDa vedere 1961
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,38 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Ingmar Bergman. Un film Da vedere 1961 con Harriet Andersson, Max von Sydow, Gunnar Björnstrand, Lars Passgård. Titolo originale: Säsom i en spegel. Genere Drammatico - Svezia, 1961, durata 89 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,38 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Primo film della trilogia di Bergman sul "silenzio di Dio" (seguiranno nel '62 Luci d'inverno - il risultato più alto - e nel '63 Il silenzio). Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar,

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Consigliato assolutamente sì!
4,38/5
MYMOVIES 3,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,06
ASSOLUTAMENTE SÌ
Uno dei risultati più alti dell'opera di Bergman per una capacità fuori dal comune di indagare una malattia che è tanto mentale quanto spirituale.
Recensione di Marco Chiani
Recensione di Marco Chiani

Su un'isola del Mar Baltico, Karin, una schizofrenica appena uscita dall'ospedale, trascorre una vacanza insieme al marito medico, Martin, al padre scrittore, David, e al fratello più piccolo, Minus, cui è legata da una morbosa attenzione. Mentre il padre si rivelerà interessato alla sua malattia soltanto per interessi professionali, anche il rapporto con l'attento marito si fa difficoltoso per via di una situazione psicologica sempre più critica. Dopo un grave attacco in cui ha una visione di Dio sotto forma di ragno, Karin viene portata via in ambulanza.
Quest'opera centrale nel percorso di Ingmar Bergman costituisce con i due successivi lavori il cosiddetto trittico sul "problema religioso", forse la più celebre delle sistemazioni critiche dalla sua filmografia. Del resto, fu lo stesso regista, in un primo momento, ad assimilarli dichiarando che: «Trattano di una riduzione. Come in uno specchio: certezza conquistata. Luci d'inverno: certezza messa a nudo. Il silenzio - silenzio di Dio - la copia in negativo. Perciò formano una trilogia». Più tardi, tuttavia, Bergman rivedrà la propria posizione, affermando quanto questo primo film non fosse altro che il racconto della vita matrimoniale con Käbi Laretei, il ritratto di un particolare modo di condurre insieme un'esistenza. Teorie personali e ripensamenti a parte, Come in uno specchio si offre come uno dei risultati più alti dell'opera del cineasta per una capacità fuori dal comune di indagare una malattia che è tanto mentale quanto spirituale: con un clima di costante angoscia, reso ancora più nero da un indistinto senso di minaccia presente anche nelle rare scene distese, mostra quattro personaggi ciascuno a suo modo segnati dall'incomunicabilità come da un'incapacità di stare al mondo che ha pochi uguali nella storia del cinema. Centro verso cui convergono gli altri è Karin, splendidamente interpretata da Harriet Andersson, detonatore di un cambiamento interiore che porta ad un finale in cui più che verbosità si può scorgere una salvifica via d'uscita.
È inoltre il film che segna il primo incontro di Bergman con l'amata isola di Fårö, visitata in un sopralluogo e così descritta: «In realtà non so quel che accadde. Se si vuole essere solenni si può dire che avevo trovato il mio paesaggio, la mia vera casa. Se si vuol essere allegri si può parlare d'amore a prima vista» (Ingmar Bergman, Lanterna magica, Garzanti, p. 189).
Un anno dopo averne ricevuto uno per La fontana della vergine, il regista fu premiato con il secondo dei suoi quattro Oscar. Al Festival internazionale del cinema di Berlino, si aggiudicò, invece, il premio O.C.I.C.
Il titolo è tratto dalla Prima Lettera di San Paolo ai Corinti, capitolo 13, versetto 12: «Adesso noi vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; allora vedremo faccia a faccia».

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Primo film della trilogia di Bergman sul "silenzio di Dio" (seguiranno nel '62 Luci d'inverno - il risultato più alto - e nel '63 Il silenzio). Su di un'isola deserta, quattro personaggi: David, il padre, uno scrittore ambizioso ed egoista; Karin, la figlia, una schizofrenica che crede d'aver rapporti con Dio; Minus, il figlio, sedotto dalla sorella; Martin, il marito della figlia, medico. Karin, dopo l'incesto, verrà ricoverata e Minus, sconvolto, resterà ancora più solo. Figlio d'un pastore protestante ed erede d'una tradizione nordica che vive la problematica religiosa della ricerca di Dio in termini di angoscia esistenziale, Bergman crea come al solito degli splendidi personaggi, interpretati con estremo rigore: ma in seguito il suo discorso s'intorbida e rimane un puro e semplice gioco letterario, anche se affascinante.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Ventiquattro ore di una vacanza d'incubo su un'isoletta ventosa del Mar Baltico tra la schizofrenica Karin, il marito medico, il fratello minore e il padre scrittore. Ritmato dalla Suite n. 2 in re minore per violoncello (E.B. Bengtsson) di J.S. Bach, è un quartetto di figure che apre il cinema da camera di I. Bergman. I quattro prigionieri dell'isola sono dei "mutanti" a loro dispetto anche se nessuna mutazione potrà avere un futuro. Uno dei film più angosciosi e sconvolgenti sulla follia. Finale slegato. "È un inventario prima della svendita ... la mia intenzione era di descrivere un caso di isterismo religioso" (I. Bergman). Oscar 1962 per il film straniero. Il titolo è tolto dalla Prima Lettera ai Corinti di san Paolo (XIII, 12).

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 3 marzo 2012
salvo

Un tranquillo week-end di umana paura, potremmo definirlo. Poco più di ventiquattro ore di una breve ...vacanza da incubo dei quattro membri di una benestante famiglia svedese, su un'isoletta ventosa del Mar Baltico. Potrebbe essere Faro. Ritmato dalla Suite n. 2 in re minore per violoncello (E.B. Bengtsson) di J.S. Bach, è un quartetto di figure che inaugura “il cinema da camera” di I.

venerdì 16 settembre 2011
blackredblues

Troviamo (in nuce) molti temi cari a Bergman. Donna/bambina, affetta da schizofrenia, dissolve i suoi contorni in un incubo che si fà realtà ed una realtà che si fà incubo. Partecipi del suo delirio, anche se meno consapevoli di ciò (so che potrebbe sembrare paradossale ma credo sia così): il fratello, il marito ed il padre.

mercoledì 18 giugno 2014
Luigi Chierico

In ogni Arte ci sono artisti che hanno lasciato capolavori,in eredità all’umanità, rimanendo vivi nella Storia. A volo di rondine: Michelangelo della Pietà, Leonardo da Vinci della Gioconda,Omero dell’Odissea,Verdi dell’Aida,Dante della Divina Commedia, Shakespeare dell’Amleto.Il Cinema è stato definito la “Settima Musa” e in questa Arte eccelle,tra pochi altri,Ingmar Bergman.

domenica 27 giugno 2010
Eugenio

Primo film della trilogia sulla ricerca di Dio, cui seguiranno "Luci d'inverno" e "Il Silenzio", "Come in uno specchio" costituisce la summa del pensiero di Bergman sui grandi nodi della vita: la malattia, l'unità familiare, il fine dell'arte, il raggiungimento dell'infinito e della trascendenza, il senso del dolore. Non solo tematiche archetipe; il film, rivela una forte matrice autobiografica che [...] Vai alla recensione »

martedì 9 giugno 2020
Onufrio

Analisi psicologica di quattro personaggi tormentati in cui spicca la malattia di Karen, schizofrenica da poco uscita da una clinica e costantemente inghiottita dal mostro interiore. Insieme a lei, il marito premuroso ma al tempo stesso rassegnato, il giovane fratello ed il padre. Ambientato nell'isola di Faro, in Svezia, è il primo film della trilogia di Bergman sul Silenzio di Dio.

domenica 22 febbraio 2015
il befe

uno dei migliori di bergman

mercoledì 4 settembre 2013
Luca Scialo

Un padre vedovo con i suoi due figli e il genero passano un weekend nella loro casa su un'isola. Una vacanza che presto porta alla luce tutti i loro problemi. Un capofamiglia freddo e distaccato sempre fuori per lavoro; una figlia malata terminale che ha delle allucinazioni; il figlio omosessuale che non riesce ad avere un dialogo col padre. Quell'isoletta inizialmente paradisiaca si trasforma [...] Vai alla recensione »

Frasi
Ho avuto paura. La porta si è dischiusa, ma il Dio che è entrato era solo un ragno. Si è avvicinato a me e io l'ho visto in faccia: un viso ripugnante e gelido. Si è lanciato su di me, voleva possedermi ma io mi sono difesa. Vedevo continuamente i suoi occhi così freddi e calmi. Non è riuscito a penetrare in me, così ha strisciato sul mio petto e se ne è andato su per la parete. Ho visto Dio.
Una frase di Karin (Harriet Andersson)
dal film Come in uno specchio
winner
miglior film straniero
Premio Oscar
1962
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