55.ma edizione dell'International Film Festival Rotterdam, il programma dei 140 film. Rotterdam - 29 gennaio/8 febbraio 2026. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Il film segue due giovani artisti nel loro primo rapporto serio, esplorando emozioni intense, vulnerabilità e la ricerca di un linguaggio per connettersi, tra euforia e instabilità. Espandi ▽
La storia di Maria e Patrick, due giovani artisti il cui primo rapporto serio diventa uno spazio emotivamente volatile e fisicamente intenso. Il film esplora la difficoltà di trovare un linguaggio comune per connettersi, alternando momenti di euforia a situazioni di instabilità emotiva. Con performance intense e autentiche di Izabella Dudziak e Jan Salasinski, Ronduda delinea le aspirazioni di una generazione che cerca di distinguersi, offrendo un ritratto della ricerca artistica, della vulnerabilità e del desiderio di comunicazione. Recensione ❯
Il ricongiungimento di due sorelle distanti dopo la morte dei genitori in un resort di Gran Canaria. Tra elementi esoterici, ironia e introspezione, il film riflette sull'identità e la narrazione. Espandi ▽
Il film segue due sorelle da tempo estranee che si ritrovano a Gran Canaria dopo la morte dei genitori, ereditando una casa d'infanzia trasformata in un resort incompiuto e in un ritiro esoterico. Il ritorno riapre vecchie ferite e mette in crisi le immagini che entrambe hanno costruito di sé e del proprio passato. Tra situazioni strane, ironiche e momenti di sincera fragilità, il film esplora il bisogno di raccontarsi storie per dare senso alla propria vita, mostrando come queste narrazioni possano essere al tempo stesso protettive, vane e profondamente ingannevoli. Recensione ❯
La rilettura di "Lo straniero* di Camus dal punto di vista della vittima, Moussa, attraverso il racconto del fratello Haroun. Tra memoria e finzione, l'opera riflette su identità, colonialismo e sul modo in cui la storia viene raccontata e ricordata. Espandi ▽
Il film di Malek Bensmail rilegge "Lo straniero" di Albert Camus ribaltandone il punto di vista. Al centro del racconto non c'è più Meursault, ma Moussa, l'uomo arabo ucciso senza nome nel romanzo originale, e soprattutto suo fratello Haroun. Cinquant'anni dopo l'omicidio, in una notte trascorsa in un bar di Orano, Haroun racconta a un giornalista la propria versione dei fatti, ricostruendo l'evento e le sue conseguenze sulla sua vita e su quella della madre. Recensione ❯
Un esordio originale che fa una satira benigna delle grandi serie tv in costume. Il trono di spade su tutte. Commedia, Gran Bretagna2026. Durata 103 Minuti.
Quando una serie TV fantasy invade Arberloch, una guida turistica legata alla storia locale vede vacillare il proprio ruolo. Con umorismo e sensibilità, il film esplora invecchiamento, identità e il senso di appartenenza in un mondo che cambia. Espandi ▽
Nell'idillio provinciale di Arberloch, in Scozia, Kenneth ha da poco perso la moglie e, seppur vicino alla figlia, cerca di occupare il suo tempo dedicandosi alla passione per Sir Douglas Weatherford, medico e filosofo settecentesco che è stato il personaggio di maggior spicco nella storia della piccola cittadina. In qualità di esperto dell'illustre concittadino, Kenneth lavora come guida turistica per i pochi visitatori interessati. Le cose cambiano però quando Arberloch ospita le riprese di una serie televisiva di enorme successo.
Ottimo ruolo nella tarda carriera d'attore di Peter Mullan, che si mette al servizio di un collega e compatriota che invece è agli esordi: con il suo primo lungometraggio Seán Dunn azzarda un'idea originale che indaga la specificità locale della provincia scozzese e al tempo stesso la affianca a una satira benigna delle grandi produzioni televisive in costume, Il trono di spade su tutte.
Nel film ci sono delle riflessioni sociali e di costume che parlano del nostro contemporaneo, in particolare nella giustapposizione tra il peso della storia (autentica ma dall'appeal evanescente) e le ubriacature della cultura popolare. Un tema non solo scozzese ma globale Recensione ❯
Nel Portogallo post-Rivoluzione dei Garofani, un thriller segue le FP-25 tra ideali traditi, violenza politica e costi personali. Espandi ▽
Il film è un thriller politico ambientato nel Portogallo degli anni Ottanta, che racconta la lotta armata delle FP-25 dopo la Rivoluzione dei Garofani. Attraverso le vicende di militanti e oppositori, il film esplora la perdita degli ideali rivoluzionari, le contraddizioni della lotta politica e il prezzo umano del restare fedeli a una causa. Recensione ❯
Attraverso Maja, emigrata bambina dalla Jugoslavia alla Danimarca, Home racconta sradicamento, memoria e identità tra generazioni. Espandi ▽
Il film racconta l'esperienza dell'emigrazione attraverso lo sguardo di Maja, trasferita bambina dalla Jugoslavia alla Danimarca. Tra difficoltà di integrazione, memoria e perdita, il film riflette sull'identità, sull'eredità familiare e sulle generazioni segnate dallo sradicamento, trasformando una storia personale in un racconto universale sull'appartenenza. Recensione ❯
Una madre in lutto è perseguitata da un demone col volto del figlio morto; il film esplora paura, colpa e i demoni interiori. Espandi ▽
Il film segue una madre in lutto perseguitata da un demone con il volto del figlio morto. Tra paura, colpa e introspezione, il film esplora le ombre interiori, invitando a confrontarsi con i propri demoni, con una performance intensa di Gigi Saul Guerrero. Recensione ❯
Nella Manila del 1979, una poliziotta ruba ai corrotti per aiutare i poveri e finisce a indagare sul proprio crimine, tra desiderio e colpa. Espandi ▽
Ambientato nella Manila del 1979 sotto la dittatura di Marcos, Moonglow segue Dahlia, una poliziotta che, disgustata dalla corruzione, ruba denaro al proprio superiore per aiutare gli abitanti di una baraccopoli distrutta. Quando viene incaricata di indagare sul furto insieme a un uomo legato al suo passato, desiderio, colpa e ambiguità morale si intrecciano in un noir sensuale e teso. Recensione ❯
La storia di Jahir, insegnante idealista in Bangladesh, la cui ambizione politica lo conduce lentamente verso corruzione e autoritarismo. Espandi ▽
Il racconto della trasformazione di Jahir, insegnante idealista che entra nella politica locale del Bangladesh e finisce risucchiato da ambizione e violenza. Il film analizza come il potere corrompa gradualmente l'individuo e la comunità, mostrando dinamiche autoritarie riconoscibili ben oltre il contesto nazionale. Recensione ❯
Un ragazzo scopre il diario della madre scomparsa e ricostruisce una vita audace e complessa, tra memoria, ironia e resilienza. Espandi ▽
Il film segue Shiyi, un diciottenne che scopre il diario della madre morta e ne ricostruisce la vita sorprendente e anticonvenzionale. Tra commedia surreale e racconto storico, il film riflette sulla memoria, sull'identità e sulla forza delle donne capaci di vivere e amare con coraggio, offrendo uno sguardo nuovo su una figura fino ad allora sconosciuta. Recensione ❯
Una donna che viaggia dalla Cina a Hong Kong esplorando identità, desiderio e appartenenza. Espandi ▽
Il film racconta il viaggio di una donna errante dalla Cina continentale a Hong Kong per sottoporsi a un intervento di affermazione di genere. Durante il percorso, la sua identità e i suoi desideri diventano sempre più incerti, intrecciandosi con una riflessione più ampia sull'identità mutevole di Hong Kong e sul bisogno di appartenenza, in un film intimo e visivamente raffinato. Recensione ❯
Documentario su Tayfun, impresario funebre belga-turco, che tra ironia e burocrazia affronta il tema della sepoltura tra due patrie. Espandi ▽
Un documentario che segue Tayfun, impresario funebre della comunità belga-turca, alle prese con una domanda ricorrente: dove seppellire i defunti tra il paese d'origine e quello d'accoglienza. Attraverso situazioni quotidiane, burocrazia e umorismo sottile, il film esplora temi di identità, appartenenza e migrazione, trasformando il tema della morte in un racconto umano e sorprendentemente ironico sulle vite vissute tra due mondi. Recensione ❯
Tra thriller, fantascienza, racconto folkloristico e commedia proletaria, il film rinnova la tradizione del cinema anticolonialista. Fantascienza, Brasile2026. Durata 97 Minuti.
In Brasile, nel profondo Nordest, un esperimento scientifico sullo uranio sfugge al controllo, e minatori e scienziati devono fronteggiare l'apocalisse tra mitologia locale, humor nero e realtà popolare. Espandi ▽
In un futuro prossimo, mentre il Brasile è colpito da un'epidemia trasmessa dalle zanzare, alcuni scienziati nordamericani giungono nella città di Picuí, nell'entroterra del Nordest, luogo noto per i suoi giacimenti di materiale radioattivo, per testare una cura sperimentale che porterebbe allo sterminio delle zanzare. Con loro c'è anche la scienziata Rúbia, tornata dopo anni nella città in cui è nata per aiutare i colleghi a farsi accettare dai riluttanti abitanti della zona, anch'essi intenti a cercare di estrarre un misterioso materiale giallo dal sottosuolo. Un fallimento nei test porterò alla catastrofe e lascerà la sola Rúbia a combattere contro l'imminente apocalisse.
Tra thriller, fantascienza, racconto folkloristico e commedia proletaria, Yellow Cake rinnova la tradizione del cinema anticolonialista divertendosi a mescolare i generi e a trasformare in delirio visionario l'ansia contemporanea del contagio e la critica al capitalismo predatorio.
L'opera seconda del produttore e regista Tiago Melo, originario di Picuí e nel 2012 già autore di un documentario sulla cittadina mineraria nello stato brasiliano del Paraíba, sui suoi giacimenti di terre rare e sull'estrazione nel 1944 dell'uranio poi utilizzato per la costruzione della bomba atomica nel progetto Manhattan, ha un evidente sottotesto politico. Recensione ❯
In un mondo dove le persone esplodono per le emozioni, un uomo in lutto affronta dolore e assurdità con l'aiuto di madre e amici. Espandi ▽
In un mondo assurdo in cui le persone possono letteralmente esplodere per un sovraccarico emotivo, la morte della moglie segna per Samuel solo l'inizio di un percorso caotico e surreale. Tra il dolore, l'intervento invadente ma affettuoso della madre e l'aiuto dell'amico Edwin, la sua vita scivola in una spirale di eventi grotteschi che attraversano la quotidianità di un villaggio. Con A Messy Tribute to Motherly Love, Dan Geesin mescola body horror, umorismo e tenerezza, trasformando il lutto in una farsa onirica che riflette sull'amore, sulla perdita e sulla possibilità di ritrovare equilibrio anche quando tutto sembra sul punto di esplodere. Recensione ❯
Documentario intimo in cui una donna rievoca una cotta adolescenziale per un insegnante, riflettendo su memoria, desiderio e identità nel tempo. Espandi ▽
Un documentario-saggio in cui Angelica Ruffier rievoca una cotta adolescenziale per un insegnante di liceo, mai realmente vissuta ma profondamente incisiva. A partire da alcuni oggetti ritrovati anni dopo, la regista intraprende un viaggio delicato tra memoria e desiderio, cercando l'uomo che aveva idealizzato da giovane. Il film si interroga sul senso di tornare agli amori del passato e su ciò che resta dei desideri di un tempo nel presente. Con uno stile intimo e raffinato, intriso del fascino del cinema francese anni Settanta, l'opera diventa una riflessione universale sull'identità, sul tempo e sulle emozioni che continuano ad accompagnarci lungo la vita. Recensione ❯