Torna il primo vero appuntamento dell’annata festivaliera europea, in quel di Rotterdam, dove a partire dal 29 gennaio e fino all’8 febbraio si terrà la cinquantacinquesima edizione dell’International Film Festival Rotterdam. Ne è stato appena annunciato il programma in una conferenza stampa atipica, con la veterana direttrice Vanja Kaludjercic al centro della scena in stile quasi da telegiornale, che ben si sposa con una visual identity quest’anno particolarmente colorita e vivace.
La presenza italiana è quest’anno ridotta, con qualche coproduzione internazionale, dei corti, alcuni titoli di primo piano della scorsa annata (Il maestro, Fuori) e White Lies di Alba Zari nella sezione Bright Future.
Il cuore del programma sarà come sempre la Tiger Competition, il concorso principale che stavolta vedrà in corsa 12 titoli ben distribuiti sulla mappa globale del cinema. Da notare un cinema georgiano sempre vitale, anche alle spalle di Alexandre Koberidze, e qui rappresentato da Ana Urushadze con il suo Supporting Role. Dall’America viene un esordio indie sulla ginnastica, The Gymnast di Charlotte Glynn, che parla di sogni olimpici e piccole tragedie.
L’elegante bianco e nero de O profeta, per la regia di Ique Langa, punterà i riflettori sul cinema del Mozambico, mentre dal Brasile, con il suo Yellow Cake, risalta il nome di Tiago Melo che è stato già produttore di due film di Kleber Mendonça Filho (Aquarius e Bacurau), oggi celebrato per The Secret Agent. Il tedesco Welf Reinhart, alla prima regia, esplora con tenerezza la storia di un uomo anziano che non ricorda più di essere divorziato, e si ripresenta alla porta della ex moglie. Memoria e sentimento, ma con coordinate molto diverse, sono al centro anche di ??La belle année di Angelica Ruffier, dalla Svezia.