20a edizione della Festa del Cinema di Roma, il programma dei 12 filmstoria del cinema. Roma - 15/26 ottobre 2025. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Un viaggio emozionante nella vita e nella carriera di Franco Lechner, in arte
Bombolo, uno degli attori caratteristi più iconici e amati del cinema popolare italiano. Espandi ▽
Un viaggio emozionante nella vita e nella carriera di Franco Lechner, in arte
Bombolo, uno degli attori caratteristi più iconici e amati del cinema popolare italiano. Non solo il comico
dalle espressioni uniche, ma anche l'uomo vero, il padre affettuoso, l'amico sincero. A guidarci in questo
racconto ci sono i figli Alessandro e Stefania Lechner, che affiancano il regista Stefano Calvagna in un
percorso intimo e toccante attraverso i luoghi che hanno segnato la vita di Bombolo. Il docufilm è impreziosito da sequenze dei suoi film
più celebri e da immagini della Roma verace, quella che profuma ancora di umanità, spontaneità e
teatro di strada. Recensione ❯
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Un ritratto inedito di Federico Fellini. Espandi ▽
Amici, conoscenti, familiari, artisti che hanno conosciuto Federico e ce lo restituiscono con un ritratto
inedito costituito da interviste che Donatella Baglivo ha realizzato nei decenni. Ne esce la biografia
cinematografica di un uomo con un immenso senso dell'ironia, un'intelligenza e una sensibilità artistica
al di fuori del comune. Recensione ❯
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Tra gli anni '50 e gli anni '80, Roma diventa il cuore pulsante del cinema europeo e una delle capitali
mondiali della post-produzione cinematografica. Il documentario ripercorre la straordinaria parabola
dello stabilimento Technicolor di Roma. Espandi ▽
Il documentario ripercorre la straordinaria parabola
dello stabilimento Technicolor di Roma, inaugurato nel 1957 nell'area allora semi-rurale di Roma Est. È
qui che prende forma un polo tecnologico d'avanguardia, simbolo di una stagione irripetibile del cinema
italiano e internazionale: dai capolavori neorealisti alle grandi co-produzioni hollywoodiane girate a
Cinecittà, passando per la commedia all'italiana e il cinema di genere, Technicolor Roma ha impresso il
suo marchio su decine di film memorabili. Ma tutto il materiale filmico e documentale accumulato in
decenni di attività rischiava di andare irrimediabilmente perduto con la chiusura dello stabilimento,
avvenuta nel 2013. È stato solo grazie all'intervento di Augustus Color, che ha recuperato, catalogato e
conservato con cura migliaia di bobine e documenti, che una parte preziosa della storia culturale e
industriale del nostro Paese è stata salvata dall'oblio. Recensione ❯
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Entrato nella compagnia di Eduardo dopo aver lavorato come impiegato all'Ospedale Militare di Napoli,
Enzo Cannavale ha lavorato in 120 film. Espandi ▽
Entrato nella compagnia di Eduardo dopo aver lavorato come impiegato all'Ospedale Militare di Napoli,
Enzo Cannavale ha lavorato in 120 film. Di qualsiasi tipo. Con qualsiasi autore o attore. Dai film
con Bombolo e Bud Spencer a quelli di Marco Ferreri e Giuseppe Tornatore. Dentro l'apparenza di una
perenne stanchezza o rassegnazione, scossi da fugaci lampi di sgomento, serbava quella che Giulio Baffi
chiama la perfezione della macchina dell'attore: il metronomo in testa, l'impertinenza e la vivacità, il
gusto dei giochi di parole, il corpo che si adatta al costume e non il contrario. Ma erano le mani che
sembravano connesse con un wifi invisibile agli occhi, perfettamente a sincrono con lo sguardo, a
mobilitare ogni spazio intorno alla sua esile persona: nella tradizione della mimica "digitale", ovvero
delle dita, tipica del meridione, Cannavale è stato una divinità minuta ed erudita dello schermo. Ma
nella vita amava passeggiare per il quartiere con il suo cane lupo o rimanere a lungo in terrazza a
guardare la distesa di piazza Plebiscito di fronte e, sullo sfondo, il profilo rosato del Vesuvio al
crepuscolo. Questo documentario, realizzato a sei mani insieme ai suoi figli, raccogliendo la traccia
incandescente che ha lasciato in chi l'ha conosciuto, cerca di raccontarlo e ricordarlo - se ne è capace. Recensione ❯
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Giulio Laroni incontra Roger Corman nel suo ufficio di Brentwood, a Los Angeles. Ne nasce una lunga
conversazione che presto prende la forma di una lezione di regia, in cui Corman svela le tecniche di
grammatica filmica e i trucchi che di solito insegna ai suoi allievi. La conversazione è commentata da
un gruppo formato da Ruggero Deodato, Daniele Nannuzzi (il cui padre, Armando, ha lavorato con
Corman), Luigi Sardiello e Davide Mancori, riuniti per l'occasione nella sede dell'AIC a Cinecittà. Recensione ❯
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Com'è cambiata l'immagine della donna al cinema grazie a Barbara Stanwyck, Joan Crawford e Bette Davis. Espandi ▽
Molly Haskell, influente studiosa critica americana, pioniera degli studi sul cinema delle donne, ci
accompagna e ci svela il ruolo che Barbara Stanwyck, Joan Crawford e Bette Davis hanno avuto nel
contribuire a cambiare l'immagine della donna nel cinema e nella società americana e non solo,
interpretando ruoli di donne, nuovi, forti, indipendenti rispetto all'immaginario maschile. Memorabili
sequenze di film ci aiutano a guardare la storia del cinema sonoro statunitense in maniera diversa e a
scoprire la sotterranea forza innovativa di queste straordinarie attrici. Recensione ❯
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Scorci di un'Italia e di un cinema che faticano a emergere tra mille difficoltà. Espandi ▽
I filmati amatoriali girati negli anni '50 dal giovanissimo regista Sergio Corbucci, rimasti per anni in una
scatola a casa della prima moglie Mirta Guarnaschelli, svelano una storia d'amore dimenticata. È l'altra
faccia della "Dolce Vita". Sono scorci di un'Italia e di un cinema che faticano a emergere tra mille
difficoltà. Una piccola storia privata che racchiude una riflessione più ampia sulla vita, l'amore e il
cinema, con la preziosa voce di Mirta, storica segretaria d'edizione del cinema italiano, che inventò in
Italia e in Francia il mestiere della casting director. Recensione ❯
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Un documentario che ci accompagna nll'avventura del western. Espandi ▽
Nel periodo che va tra il 1963 di Per un pugno di dollari, il film di Leone che è il primo successo per il
western italiano, e il 1975 di Keoma di Enzo G. Castellari, in Italia vengo prodotti quasi 400 film western,
quasi sempre in coproduzione con la Spagna. Il documentario Vamos a matar! propone una controstoria
dei western italiani e mediterranei, intervistando alcuni testimoni d'eccezione ancora in vita e
approfondendo, con il contributo di critici e di esperti, anche i risvolti produttivi dietro a uno dei più
iconici filoni del cinema italiano. Una giovane studiosa ci accompagna nell'avventura del western
europeo - anche a dorso di cavallo. Recensione ❯
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La regista, a lungo
interprete ufficiale del Maestro giapponese, ha messo a confronto il cinema di vari autori con quello di Kurosawa. Espandi ▽
Bertolucci, Iñárritu, Angelopoulos, Kiarostami, Scorsese, Eastwood e ancora Julie Taymor, Tsukamoto
Shin'ya, Miyazaki Hayao, John Woo e Bong Joon-Ho: undici maestri del cinema europeo, americano e
asiatico a confronto con l'arte di Akira Kurosawa e la sua influenza nel loro cinema. La regista, a lungo
interprete ufficiale del Maestro giapponese, ha raccolto e confrontato queste testimonianze
appassionanti. Kurosawa aveva ragione nel ripetere spesso: "Più si è giapponesi, più si è universali".
Presentato in una prima versione al Festival di Cannes 2011, viene ora proposto - arricchito di ulteriori
materiali - in una versione "Redux". Recensione ❯
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Da Blackmail i temi cari a Hitchcock e l'Hitchcock Touch cominciano a prendere forma. Espandi ▽
Inghilterra, 1929. Alfred Hitchcock gira il suo primo film sonoro, Blackmail (di fatto il primo film sonoro europeo). La sua carriera è agli inizi, ma il suo stile inconfondibile inizia a prendere forma. Nel momento di passaggio tra il cinema muto e quello sonoro, nasce anche l'Hitchcock touch e con esso tutti i temi cardine della sua futura filmografia: omicidi, suspense, bionde di ghiaccio. Recensione ❯
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Costanza Quatriglio dirige un documentario sul Centro Sperimentale di Cinematografia. Espandi ▽
Dagli anni Trenta a oggi, attraverso un montaggio caleidoscopico di diversi tesori d'archivio, Note al centro racconta il ruolo del Centro Sperimentale di Cinematografia nella storia del cinema italiano. Recensione ❯
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Il primo film di Bennett Miller è un ritratto crudo e sincero di New York e dei suoi abitanti. Espandi ▽
Il primo film di Bennett Miller (regista indipendente, autore di Truman Capote e di Foxcatcher) tallona
Speed Levitch, guida turistica sui generis di New York, che accompagna i turisti su un autobus a due
piani, offrendo loro una serie di monologhi memorabili sulla città. Tra riflessioni esistenziali, poesia e
umorismo nero, Levitch trasforma questo ruolo 'semplice' in una profonda esplorazione della vita, della
libertà, dell'amore e dell'esperienza umana. Girato in bianco e nero con telecamera a mano, è un ritratto
crudo e sincero di New York e dei suoi abitanti, e ci offre un'immagine degli Stati Uniti molto lontana
da quella che conosciamo oggi. Recensione ❯
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