Due giorni, una notte

Film 2014 | Drammatico, +16 95 min.

Regia di Luc Dardenne, Jean-Pierre Dardenne. Un film Da vedere 2014 con Marion Cotillard, Fabrizio Rongione, Pili Groyne, Simon Caudry, Catherine Salée. Cast completo Titolo originale: Deux Jours, Une Nuit. Titolo internazionale: Two Days, One Night. Genere Drammatico, - Belgio, 2014, durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 13 novembre 2014 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,64 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 10 novembre 2017

Una donna, per non perdere il posto di lavoro, deve convincere i colleghi a rinunciare ai loro bonus. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a BAFTA, ha vinto un premio ai European Film Awards, 2 candidature a Cesar, 2 candidature a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Due giorni, una notte ha incassato 932 mila euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,64/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 4,33
PUBBLICO 3,23
CONSIGLIATO SÌ
Riportando al centro del loro cinema il tema del lavoro i Dardenne danno voce a personaggi veri senza far nulla per edulcorare la realtà.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Sandra ha un marito, Manu, due figli e un lavoro presso una piccolo azienda che realizza pannelli solari. Sandra 'aveva' un lavoro perché i colleghi sono stati messi di fronte a una scelta: se votano per il suo licenziamento (è considerata l'anello debole della catena produttiva perché ha sofferto di depressione anche se ora la situazione è migliorata) riceveranno un bonus di 1000 euro. In caso contrario non spetterà loro l'emolumento aggiuntivo. Grazie al sostegno di Manu, Sandra chiede una ripetizione della votazione in cui sia tutelata la segretezza. La ottiene ma ha un tempo limitatissimo per convincere chi le ha votato contro a cambiare parere.
I Dardenne fecero il loro esordio con un lungometraggio di finzione nel panorama cinematografico mondiale nel 1996 con La promesse in cui si trattava il tema del lavoro clandestino. Con il successivo Rosetta tornarono ad affrontare l'argomento occupazione conquistando non solo una Palma d'oro a Cannes ma anche e soprattutto una legge a tutela del lavoro giovanile che prese il nome del film in quanto originata dalle discussioni che in Belgio questo aveva suscitato. Sono solo due esempi dell'attenzione portata all'argomento dai due registi che ora torna al centro del loro cinema. Gli appassionati (cinefili e non) ricorderanno certo lo straordinario esordio di Sidney Lumet dietro la macchina da presa. Si intitolava La parola ai giurati e in esso Henry Fonda doveva convincere una giuria, in gran parte favorevole a una condanna per parricidio, a mutare parere. La condanna che i Dardenne individuano oggi è quella, endemica, della perdita del posto di lavoro. Venute meno le tutele, con l'assenza nelle piccole aziende del nucleo sindacale, le decisioni restano appannaggio dei proprietari. Oppure, come in questo caso, possono essere subdolamente delegate a una guerra tra poveri che spinga ognuno a guardare ai propri bisogni azzerando qualsiasi ideale di solidarietà. Quella solidarietà che i due registi riescono ancora a rinvenire nella famiglia (quella di Sandra con un marito solido al fianco e i bambini che l'aiutano a individuare gli indirizzi dei colleghi da cercare per convincerli a cambiare decisione). Anche se non per tutti è così. Il percorso della protagonista ci pone di fronte alle situazioni più diverse: c'è chi si nega, chi ha paura, chi ricorda un suo gesto di generosità del passato. Le etnie di provenienza sono le più diverse ma il senso di insicurezza profonda accomuna tutti. I Dardenne non hanno mai edulcorato la loro rappresentazione della realtà e non lo fanno neppure in questa occasione. C'è chi cambia idea così come c'è chi si irrigidisce ancora di più. Poi c'è Sandra. Questa giovane madre incline al pianto e alla disistima di se stessa che nella sua ricerca di consensi ritrova progressivamente la forza di reagire senza umiliarsi, di chiedere comprensione per sé conservandola per gli altri. Sono così i personaggi dei Dardenne. Veri perché fragili. Veri perché umani.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 26 novembre 2014
Writer58

Prima di scrivere queste righe, ho dato un'occhiata in rete alle leggi sul lavoro in Belgio. Sembra che in quel paese il lavoratore non possa essere reintegrato, tranne nel caso di licenziamenti palesementi discriminatori.In tutti gli altri casi si versa un indennizzo proporzionale all'anzianità di servizio. Ciò solleva un primo problema. Nel film dei fratelli Dardenne "Due giorni, una notte", l'indennizzo [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Ti importa se non facciamo più l'amore da quattro mesi?"
"Sì, ma so che lo rifaremo."
Dialogo tra Sandra (Marion Cotillard) - Manu (Fabrizio Rongione)
dal film Due giorni, una notte - a cura di angelo umana
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Per alcuni i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne sono bravi, ma fanno sempre lo stesso film; per altri, e speriamo di essere i più, i due fratelli belgi sono artisti ispirati che non sbagliano mai il colpo. Trascurato dalla giuria di Cannes, Due giorni, una notte è una pellicola perfettamente calibrata che trova il suo magico centro in una Marion Cotillard di straordinaria sensibilità e naturalezza [...] Vai alla recensione »

winner
miglior attrice europea
European Film Awards
2014
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