Il fondamentalista riluttante

Film 2012 | Thriller, 130 min.

Regia di Mira Nair. Un film Da vedere 2012 con Riz Ahmed, Kate Hudson, Liev Schreiber, Kiefer Sutherland, Om Puri. Cast completo Titolo originale: The Reluctant Fundamentalist. Genere Thriller, - USA, Gran Bretagna, Qatar, 2012, durata 130 minuti. Uscita cinema giovedì 13 giugno 2013 distribuito da Eagle Pictures. - MYmonetro 2,89 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 18 giugno 2013

Mira Nair, dopo il cortometraggio del film collettivo 11 settembre 2001, torna ad affrontare le conseguenze di quella tragedia. In Italia al Box Office Il fondamentalista riluttante ha incassato 123 mila euro .

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Consigliato sì!
2,89/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,53
PUBBLICO 3,14
CONSIGLIATO SÌ
Un film fondato sul terreno della costruzione del sentimento che non mancherà di suscitare contrasti.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 29 agosto 2012
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 29 agosto 2012

Lahore, Pakistan 2010. Le manifestazioni che vedono coinvolti studenti fondamentalisti islamici sono in aumento. Al loro centro sta il giovane professore Changez Khan. Il sequestro di un suo collega americano fa precipitare la situazione. È proprio in questo momento delicato che Khan accetta di farsi intervistare dal giornalista americano Bobby Lincoln al quale decide di raccontare la propria vita di giovane professionista rampante nel campo della finanza, cooptato dal capo di un grosso studio newyorchese che ne individua le notevoli capacità. Nell'ambiente della upper class Changez sembra aver anche trovato l'amore nell'artista fotografica Erica. Tutto va bene per lui quindi fino a quando l'11 settembre 2001 cambia di colpo le prospettive. La sua vita comincia a mutare di segno: è diventato improvvisamente l'islamico da amare od odiare, non più una persona.
Chi ricorda il film collettivo 11.09.01 in cui si raccoglievano corti di eguale durata che facessero riferimento all'attentato alle Twin Towers non può aver dimenticato l'episodio diretto da Mira Nair in cui si raccontava di uno studente in medicina pakistano residente a New York scomparso dopo il crollo e sospettato di legami con Al Qaeda. Fino a quando il suo corpo non venne ritrovato e si capì che era morto nel prestare soccorso. Lì si trovano le radici di questo film che non mancherà di suscitare contrasti. A partire da uno del tutto interno al subcontinente indiano perché un'indiana si permette di girare un lungometraggio sulla cultura di un Paese confinante ma ostile (in cui il padre della regista era stato giovane). Tutto ciò non passerà senza polemiche. C'è poi la riflessione su come si può diventare integralisti vista non più attraverso il reclutamento nelle fasce più incolte della popolazione di una manovalanza pronta anche ad immolarsi. Changez proviene da una famiglia non più abbiente ma di classe medio alta. Ha un padre poeta con un suo seguito nel Punjab e si inserisce, grazie alle sue doti, in uno Studio di valutazione finanziaria che lo mette in contatto con settori del establishment newyorkese.
Più che nell'esplicito confronto/scontro/tentativo di comprendersi tra Changez e Bobby, la chiave di lettura del film sta nel sottoplot sentimentale. È proprio nel territorio apparentemente tutto da costruire del sentimento che si rivelano le crepe più insidiose destinate a far crollare un'integrazione possibile. Perché inizialmente il giovane pakistano deve compiere una sorta di mimesi nella relazione per cercare di far superare una difficile elaborazione del lutto. Si troverà amato, anche dopo l'11 settembre. Ma come diverso, quasi nonostante. Come se la colpa di alcuni si rovesciasse su tutti. Mira Nair non dimentica poi di sottolineare come l'eliminazione dal mondo del lavoro di migliaia di persone sia una forma di omicidio in guanti bianchi. Ce lo ricorda con una breve scena in cui il padre di Changez, uomo di lettere ma ben radicato nella realtà, gli fa notare come un sentimento di empatia possa nascere dal confronto diretto con la realtà. I licenziati invece sono solo numeri in una statistica. Così come un ostaggio eliminato brutalmente o un giovane ucciso accidentalmente possono essere immagini che il mondo potrà utilizzare per continuare ad alimentare l'odio oppure superficialmente dimenticare in fretta.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 22 giugno 2013
lucblaks

Non so ancora come ho fatto a sorprendermi del perchè questo film è stato fortemente criticato,soprattuto in America. Tutte recensioni di critici che hanno corrotto se stessi ancor prima di entrare in sala,che giustificavano il tutto attaccando la modalità registica della Nair. A dir poco ridicolo. La verità è che questo film mostra una realtà,amara,soprattuto [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
giovedì 30 agosto 2012
Giancarlo Zappoli

Incontriamo Mira Nair nel corso di una lunga sessione di interviste e poco prima del momento in cui dovrà raggiungere l’hotel per prepararsi alla proiezione che aprirà la 69. Mostra con il suo The Reluctant Fundamentalist. Dovrebbe essere affaticata e invece le brilla negli occhi la luce di chi sente di aver realizzato un film in cui credeva e in cui ha affrontato tematiche spinose con lo spirito giusto.

Frasi
Erano bambini cristiani, catturati dagli Ottomani, per diventare soldati dell'esercito musulmano. Una volta maggiorenni li mandavano ad uccidere le loro famiglie d'origine e a distruggere le loro case. Una volta uomini erano devoti ai loro rapitori, pronti a servire il loro impero d'adozione. I giovani non sono dei buoni mercenari, vogliono una causa per combattere. Quando deciderai da che parte stare, il tuo mondo riavrà il suo colore.
Bobby (Liev Schreiber)
dal film Il fondamentalista riluttante - a cura di Gianluca
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

All'inizio di settembre del 2001 Mira Nair era a Venezia, e viveva uno dei momenti più alti della sua carriera: Leone d’Oro per «Monsoon Wedding», film grazioso e molto fortunato. «Finita quella Mostra, presi l’aereo e andai al festival di Toronto. Mentre ero in Canada, ancora felicissima per la vittoria, giunse la notizia dell’attentato alle Twin Towers.

NEWS
VIDEO
venerdì 7 giugno 2013
Chiara Renda

La regista Mira Nair, Leone d'oro nel 2001 per Monsoon Wedding - Matrimonio indiano e candidata all'Oscar nel 1989 con la sua opera prima Salaam Bombay!, torna dietro alla macchina da presa per Il fondamentalista riluttante, adattamento dell'omonimo romanzo [...]

GALLERY
giovedì 30 agosto 2012
Nicoletta Dose

Kate Hudson è arrivata al Lido vestita come una teenager, ha sorriso e ammaliato i giornalisti, spiegando le sfaccettature del suo personaggio controverso in The Reluctant Fundamentalist (Fuori Concorso) e definendosi un'outsider che, come il ruolo che [...]

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