| Anno | 2010 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 130 minuti |
| Regia di | Gabriele Muccino |
| Attori | Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti Marco Cocci, Sabrina Impacciatore, Daniela Piazza, Primo Reggiani, Francesca Valtorta, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi, Alexia Murray, Nadir Caselli. |
| Uscita | venerdì 29 gennaio 2010 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 2,00 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 17 febbraio 2010
Dieci anni dopo "L'Ultimo bacio", le coppie fanno i conti con gli errori commessi e si rimettono in discussione, si spaccano, si incolpano, si baciano ancora. Il film ha ottenuto 5 candidature ai Nastri d'Argento, 3 candidature e vinto un premio ai David di Donatello, In Italia al Box Office Baciami ancora ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 9,1 milioni di euro e 3,1 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Carlo e Giulia si sono amati e odiati e traditi e ora, separati, condividono la figlia Sveva. Giulia ha un nuovo compagno, un attore, mentre Carlo ha tante donne e poco amore. Marco e la moglie hanno inseguito disperatamente il desiderio di un figlio e da quel fantasma si sono lasciati corrodere. Livia ha cresciuto Matteo da sola, Alberto ha perseguito l'indipendenza affettiva, Paolo è passato da una dipendenza ad un'altra. Il ritorno a Roma di Adriano, il padre di Matteo, dopo quasi dieci anni, li riunisce e li riporta alla fontana dei desideri, ma non c'è più acqua: o la si riempie o ci si schianta al suolo.
Dieci anni fa, L'Ultimo Bacio irrompeva sulla scena cinematografica italiana risollevandone le sorti al botteghino ma soprattutto proponendosi come uno specchio delle brame e dei tentennamenti dei trentenni, a cui la maturità pareva porre le sue richieste anzitempo; scomoda, insoddisfacente, liberticida. Il film movimentava le acque e, forse, le coscienze, con la sua macchina da presa mai ferma e il suo protagonista sempre in corsa, per non lasciarsi sfuggire questo, per riprendere quello, per battersi sul tempo prima e per recuperarlo poi.
Oggi Carlo è esaurito. È stressato, dice il film, ma forse anche svuotato come personaggio, sacrificato a un destino di contenitore della "storia di tutte le storie d'amore", come recita la tag-line di promozione di Baciami Ancora. Ciò non significa che Muccino non racconti quello che conosce, al contrario: fedele alla rappresentazione di un milieu borghese, pacificato con se stesso e consapevole, non cerca l'eccezionale ma racconta la norma con un'eccezionalità di tono, non solo vocale. Perché allora non plaudire a chi ci dice come siamo e ci mette addirittura su uno schermo per dirci quanto siamo normali nelle nostre stranezze, quanto buffi e disperati, e quanto ogni errore è riparabile, se lo vogliamo veramente, perché tutto è possibile? Perché non è vero, cioè non lo è qui. Nel film di Muccino non c'è vera libertà di scelta, si corre e si suda sul tragitto senza sbocco di un tapis roulant e il battito cardiaco accelera sì, ma per claustrofobia. Baciami Ancora è cinema del ritorno, del falso movimento, che va benissimo finché non si spaccia per cinema della possibilità o della verità.
Dell'oggi, della famiglia ampiamente intesa, della dinamica amorosa, Muccino racconta il volto esteriore, ne istoria e colora magistralmente la facciata, non si appella agli scherzi del destino o del caso, come farebbe magari un copione corale francese, nemmeno nella vicenda di Favino, apparentemente la più coraggiosa; non solleva le lenzuola (sono già stese, come sipari innocenti sul terrazzo di Come te nessuno mai), non ci dice i gesti privati, precisi, individuali, del dolore e della sorpresa; ha tutti gli strumenti per fare il cinema ma non guarda attraverso il suo filtro.
Sembrava incredibile ma Gabriele Muccino è riuscito a fare quasi peggio di suo fratello Silvio in Parlami d'amore. Baciami ancora è il tentativo imbarazzante di proseguire un film che non meritava forse nemmeno un continuo. Ma, sebbene nell'Ultimo bacio apprezzavamo il tentativo di un regista ancora esordiente che toccava con margini di originalità le umane schizofrenie, il seguito è una vera e propria [...] Vai alla recensione »
Per Vittoria Puccini e Baciami ancora gli intrecci sul set si sovrappongono a quelli della vita reale. Infatti, l'attrice fiorentina è celebre per la storia d'amore nata tra una scena e l'altra della fiction Elisa di Rivombrosa con il collega Alessandro Preziosi che diede un tono straordinariamente reale alle vicende di cappa, spada e corsetti molto stretti nel Piemonte sabaudo del XVIII secolo. Allo stesso modo, sembra essere stata la storia, finita male, tra Accorsi e la Mezzogiorno a precludere all'attrice il ritorno dei panni di Giulia.
Uno vuol tornare con la moglie dopo anni di separazione. Uno scarica sulla moglie nevrotizzata dalla sterilità le proprie frustrazioni violente. Uno depresso vuole uccidersi. Uno è reduce dalla prigione all'estero, comminatagli per spaccio di droga, e non sa come ricominciare. Uno irriducibile vuol continuare la propria vita di ragazzo viaggiatore. Hanno quarant'anni.