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Come te nessuno mai
Un film di Gabriele Muccino.
Con Anna Galiena, Silvio Muccino, Giuseppe Sanfelice di Monteforte, Enrico Silvestrin.
continua»
Commedia,
Ratings: Kids+16,
durata 88 min.
- Italia 1999.
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Fabrizio Caleffi
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Film in famiglia per Muccino, che decide di raccontare le okkupazioni attuali messe a confronto con la mitologia sessantottina, ora appannaggio di una generazione di genitori incerti. Tenerezze casalinghe senza troppa nostalgia, con sicura guida della credibile Galiena. I ragazzi di questo film lavorano con abilità consumata, ridando puntualmente la battuta ai "grandi". Un piccolo film che è risultato giustamente gradito a quanti (e non sono, purtroppo, molti) sono riusciti a vederlo. |
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| Silvio Muccino all'inizio del film | |
| Io non lo so cosa penserò dei miei 16 anni quando sarò come mio padre...non so neanche cosa ci sarà dopo la morte...ora mi sento come se non morirò mai..e penso che l'amore conta più di tutto...conta più della paura di morire… | |
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| Il liceale Silvio Muccino ai genitori ex sessantottini Luca De Filippo e Anna Galiena | |
| Penso che siete borghesi e combattete la borghesia. Dite che il comunismo è finito ed eravate comunisti. Ma che l’avete fatto a fare il ’68 voi?! | |
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| I sedicenni Silvio Muccino e Giuseppe Sanfelice | |
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Ma te come te la immagini la tua prima volta? Molto porca. Lunga quanto? Cinque minuti almeno! Se dura di meno, fai secco escco la figura del ragazzino! |
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Altre frasi celebri del film Come te nessuno mai
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DVD | Come te nessuno maiUscita in DVD
Disponibile on line da lunedì 30 agosto 2004
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SOUNDTRACK | Come te nessuno maiLa colonna sonora del film
Disponibile on line da martedì 29 giugno 2004
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di Irene Bignardi La Repubblica
Ce la faranno i giovani e meno giovani spettatori al di sopra delle linea gotica a capire quello che si dicono i giovani romani di Come te nessuno mai? Speriamo di sì. O comunque facciano un piccolo sforzo. Perché il film di Gabriele Muccino è il primo, in anni (e almeno dai tempi di Mignon è partita), che sappia parlare di adolescenti, ragazzi, occupazioni scolastiche, amori più virtuali che reali, pettegolezzi amorosi, ansie e paure rispetto a quella cosa misteriosa e difficile che è il sesso, senza cadere nelle secche del bozzettismo o nel dovere della denuncia, ma semplicemente lasciandosi andare al piacere del racconto, dei ritratti, dell'ambientazione - fino a comporre un quadro lieve ma credibile, divertente ma tenero di una generazione, o perlomeno di una sua cospicua fetta, romana, borghese, disinibita ma non troppo, di "sinistra": concetto su cui si dibatte con effetti esilaranti e nostalgici, a partire dalla bella sequenza delle voci che sotto i titoli di testa commentano gli eventi cruciali di vent'anni, da Valle Giulia alla vittoria elettorale dell'Ulivo. » |
di Enrico Magrelli Film TV
L'amore e la perdita della verginità ai tempi dell'occupazione di un liceo romano. ll passo della pantera studentesca è distratto dai discorsi e dagli equivoci sentimentali. Le confidenze, le ripicche, le gelosie, le incertezze, le attese che accompagnano la "gita" verso la maturità. Maschi e femmine, insieme e simili, nella classe mista della vita. Le discussioni con i genitori, i consigli dei fratelli maggiori, le irritazioni verso quelli minori, le cariche della polizia, il mondo catalogato e diviso in allegre e colorate tribù. » |
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Aule, amori e okkupazioni. Quella certa aria di '68
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
In rete c'è una sollevazione giovanile contro la pellicola più giovanile del momento, Come te nessuno mai. Definito "turpe e ruffiano sequel di Porci con le ali", il film di Gabriele Muccino avrebbe fra gli altri torti quello di non raccomandare l'uso del preservativo nei rapporti fra i giovanissimi. Giuro che, vedendo il film, al preservativo non ci avevo proprio pensato; e prometto di rivederlo, alla prima occasione, sotto questa luce. Anche se le prese di posizione corporative sappiamo quel che valgono: se fate una pellicola sugl'incendi, non chiedete un parere ai pompieri. » |
di Paolo Boschi Scanner
Per il suo ritmo e la sua freschezza ha costituito la grande sorpresa dell'ultimo Festival di Venezia . Gabriele Muccino, alla sua seconda regia (quella d’esordio s’intitolava Ecco Fatto), riesce ad assemblare un film dove ogni tassello, magicamente, trova il giusto posto nel mosaico generale; e con un tema niente affatto semplice da trattare senza cadere nel 'già visto e sentito' - ma qui il merito va diviso col 'fratellino' Silvio , interprete e co-sceneggiatore -: mostrare la vita di un sedicenne di oggi alle prese con la scuola, i genitori, i fratelli, gli amici, le idee e il grande amore. » |
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